PRIMA LO ZIO SAM! A NISCEMI GLI UNICI LAVORI CHE SI MUOVONO DA SEMPRE SONO QUELLI CHE RIGUARDANO IL MUOS DEGLI AMERICANI – IL PAESE, IN BILICO SULLA FRANA, OSPITA IL SISTEMA DI OLTRE 40 ANTENNE GESTITO DAL DIPARTIMENTO DALLA DIFESA USA, CHE SI È SUBITO ALLERTATO: MENTRE I CITTADINI ASPETTANO RISPOSTE, IL MUOS USA HA AGGIUDICATO I LAVORI PER METTERE IN SICUREZZA L’ALTRA PARTE DEL COSTONE E “GARANTIRE UN ADEGUATO DRENAGGIO DELLE ACQUE SUPERFICIALI, RIDUCENDO IL RISCHIO DI ULTERIORE EROSIONE” – GLI AMERICANI HANNO OTTENUTO LE AUTORIZZAZIONI NECESSARIE DALLA REGIONE…
Estratto dell’articolo di Alan David Scifo per il “Fatto Quotidiano”
“Misure di mitigazione dell’erosione”. Un cartello così a Niscemi, città spaccata a metà, sarebbe una buona notizia per tutti, se solo fosse dal lato della frana. Invece comparirà dall’altra parte.
Perché Niscemi è una città a metà, su cui sventola anche la bandiera a stelle e strisce per il Muos, il sistema Usa di oltre 40 antenne gestito dal Dipartimento dalla Difesa, da sempre contestato. Tuttavia, mentre in Sicilia si sono succeduti governi, compreso quello con a capo l’attuale ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, che negli anni hanno ignorato gli allarmi del territorio, dall’altro lato la base è corsa ai ripari. Non si può rischiare che un sistema di comunicazione fondamentale per la sicurezza Usa crolli come le case dei niscemesi.
Così, mentre il governo prende tempo e anche la croce simbolo della resistenza è crollata, il Muos Usa in poco tempo ha già aggiudicato lavori per mettere in sicurezza il costone e “garantire un adeguato drenaggio delle acque superficiali, riducendo il rischio di ulteriore erosione”.
Che Niscemi crolli e che il costone argilloso con le forti piogge possa franare è un fatto risaputo, ma mentre i documenti e gli appelli giacciono nei cassetti della Regione, il Muos, comandato dalla base di Sigonella, si porta avanti, ottenendo in poco tempo le autorizzazioni necessarie dalla Regione e trovando l’azienda che il 2 febbraio, in piena emergenza, ha pubblicato sul suo sito l’aggiudicazione di lavori.
Eppure le strade del Muos e della Regione si sono incrociate lo scorso settembre, 5 mesi prima della frana: quel documento poteva svegliare qualcuno. Risale ad allora, infatti, una comunicazione della Regione per ottenere l’esito positivo della Valutazione di impatto ambientale del progetto di messa in sicurezza del costone “al fine – si legge – di mantenere la scarpata a seguito dei danni causati dai fenomeni erosivi”.
Quasi una formalità, perché la Regione dà il nullaosta a un progetto di messa in sicurezza, che non porta danni a un sistema ambientale già distrutto dall’installazione delle antenne accanto alla sughereta più grande della Sicilia. Ai più attenti, però, sarebbe potuto cadere l’occhio su quello che il documento diceva a chiare lettere. Il contesto fragile su cui si regge Niscemi.
Già a settembre, 5 mesi prima della frana, si parla alla Regione di dissesto idrogeologico, di canali per le acque meteoriche, tutti gli interventi che andrebbero fatti anche nell’altra parte del costone, a 3 km dal Muos, e che invece si è fatto finta di non vedere.
A questo si oppongono gli appartenenti al movimento “No Muos” […] La rabbia dei manifestanti, che nulla hanno potuto fare per bloccare le installazioni è venuta in questi giorni di nuovo fuori: non ci si può ricordare di Niscemi, dicono movimenti e associazioni, soltanto per imporre installazioni militari, per di più sulla splendida sughereta. La frana era prevedibile, ma gli interventi sono stati compiuti soltanto per difendere le antenne militari. Non le case.
NISCEMI - LA ZONA ROSSA
muos di niscemi 1
la frana di niscemi
la frana di niscemi
MUOS PROTESTE
niscemi frana
MUSUMECI E NISCEMI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
massimiliano conti sindaco di niscemi
muos di niscemi 3




