la famiglia nel bosco - catherine birmingham nathan trevallion e i figli

“NON ABBIAMO RIFIUTATO GLI AIUTI. È FALSO E SCELLERATO” - LA VICENDA DELLA FAMIGLIA CHE VIVE NEL BOSCO PRENDE UN’ALTRA PIEGA: DOPO AVER RIFIUTATO LA RISTRUTTURAZIONE DEL RUDERE, ORA NEGANO DI AVERLO FATTO E SI DICONO DISPONIBILI A FARE MIGLIORIE ALL’IMMOBILE - UN CAMBIO DI PASSO CHE HA FATTO INCAZZARE L’EX AVVOCATO CHE HA RIMESSO IL MANDATO: “NON È FARINA DEL LORO SACCO. I FATTI SMENTISCONO QUANTO SCRITTO”. E IN EFFETTI NON È LA PRIMA VOLTA CHE I DUE CAMBIANO IDEA…

1 - I GENITORI DEL BOSCO «NON RIFIUTIAMO GLI AIUTI» IL PIANO PER LA NUOVA CASA

Estratto dell’articolo di Ilaria Sacchettoni e Valentina Baldisserri per il “Corriere della Sera”

 

la famiglia nel bosco catherine birmingham nathan trevallion

Due ispezioni delle autorità (servizi sociali più carabinieri) l’anno scorso hanno evidenziato che la casetta in pietra e mattoni nel verde di Palmoli a Chieti mal supporta la vita di una famiglia di cinque persone, bambini inclusi. I limiti, a detta dei giudici, si riassumono in tre categorie.

 

Primo: l’assenza di un bagno collegato alla casa. Secondo: la mancanza di infissi.

Terzo: il tema della staticità dell’abitazione per il quale esiste in realtà una prima perizia effettuata dal geometra Filippone il 5 maggio 2025 che garantiva che non c’erano problemi.

la famiglia nel bosco catherine birmingham nathan trevallion 6

 

«Dal punto di vista strutturale l’abitazione risulta in discrete condizioni generali — scrive il perito — le lesioni non pregiudicano la stabilità […] L’assoluta assenza di impianto elettrico e idrico sanitario e la carenza di rifinitura e infissi».

 

[…] I nuovi avvocati della famiglia dei neo rurali dovranno controbattere dettagliatamente gli argomenti dell’ordinanza dei giudici. I Trevallion possiedono smartphone e computer portatile, e apparentemente risolvono il problema «ricarica» con l’energia prodotta da un pannello solare installato all’esterno della casa.

la famiglia nel bosco - Catherine Birmingham Nathan Trevallion e i figli

 

[…] Soprattutto, secondo i giudici, pregiudizievoli: «Non sono verificate — scrivono dal Tribunale — le condizioni di salubrità dell’abitazione con particolare riguardo all’umidità incidente sullo sviluppo di patologie polmonari».

 

[…] è possibile che la famiglia accetti di sottoporre i ragazzi a ulteriori accertamenti. La risposta dei genitori Nella giornata di ieri Nathan e Catherine hanno scelto di comunicare, almeno in linea generale, le proprie intenzioni: «I bambini — hanno scritto in una lettera inviata ai media — sono il baricentro delle nostre azioni». E ancora per smentire la narrazione che li vorrebbe arroccati: «Continuiamo a leggere su alcune testate giornalistiche che saremmo testardamente arroccati su posizioni intransigenti e rigide e che staremmo rifiutando il supporto di istituzioni e privati che mettono a nostra disposizione abitazioni alternative.

Nathan e Catherine Trevallion - la famiglia nel bosco

 

Non è assolutamente vero. Abbiamo la gioia di preservare il nostro spirito e la nostra filosofia di vita, ma non per questo vogliamo essere sordi alle sollecitazioni che vengono dall’esterno. È falso quanto si dice in ordine a un nostro rifiuto sull’aiuto offerto dal sindaco (Giuseppe Masciulli, sindaco di Palmoli, ndr ) e da privati».

 

La replica piccata dell’ex avvocato della famiglia del bosco, Angelucci, arriva via agenzia Ansa: «I fatti smentiscono quanto scritto nel comunicato, che sono certo non è farina del sacco di Nathan e Catherine, giacché il sindaco Masciulli è testimone di tutti i loro rifiuti».

 

Nathan e Catherine Trevallion - la famiglia nel bosco

[…] la vicenda è ora più complicata. A dettare la linea sarebbero le comunità neo rurali tanto care alla coppia anglo-australiana. Il punto però resta l’allontanamento dei tre figli dal casolare.

La proposta Nathan e Catherine sembrerebbero convinti ora a cedere sulla ristrutturazione. Una modifica all’abitazione con ampliamento dell’attuale bilocale (cucina-camera da letto), con un living e un bagnetto interno, come si vede nella bozza del progetto che siamo riusciti a ottenere.

[…]

 

nathan e catherine trevallion 3

2 - I GENITORI DEL BOSCO: MAI RIFIUTATO AIUTI PER I FIGLI IL LORO BENE PRIMA DI TUTTO

Estratto dell’articolo di Corrado Zunino per “la Repubblica”

 

Come più volte accaduto negli ultimi 14 mesi, i coniugi del bosco, Nathan Trevallion, inglese di Bristol, e Catherine Birmingham, australiana di Melbourne, da quattro anni in Abruzzo, sono tornati sui loro passi. […] hanno negato di aver rifiutato le case offerte dal pubblico e dal privato e hanno detto che lo Stato, nella forma del Tribunale dei minori, non è un antagonista: «Vogliamo tutti il bene dei bambini».

 

Era già successo con l'assistente sociale di Monteodorisio: i genitori avevano accettato, con i carabinieri alla porta, un progetto socio-psico-educativo, poi non si erano fatti trovare. Era già successo con il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli: avevano preso gratuitamente la casa offerta e dopo dieci giorni se ne erano andati.

nathan e catherine trevallion 2

 

Era già successo, infine, con l'avvocato che li aveva difesi in aula e sui media, che aveva trattato l'ingresso nella residenza protetta di mamma Cate, Giovanni Angelucci: con lui i Trevallion-Birmingham avevano concordato una strategia difensiva che andava incontro ad alcune richieste del tribunale (la ristrutturazione del casale, l'assistenza psicologica dei figli) ma, alla fine, niente: papà Nathan non si è presentato, non ha firmato.

 

[…]

Nathan e Cate hanno fatto sapere, quindi: «Non abbiamo rifiutato le offerte di aiuto provenienti dal Comune di Palmoli e dai privati […] è falso e scellerato

 

[…]

nathan e catherine trevallion 1

Il sindaco Masciulli, che ha definito gli atteggiamenti dei coniugi «fondamentalisti», mercoledì ha ricevuto in municipio i loro legali: gli hanno chiesto se è sempre valida l'offerta della casa. Lo è.

 

Ieri il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha detto ancora: «Se i bambini erano in salute, non vedo perché lo Stato è dovuto intervenire. Sottrarre dei bambini è doloroso».

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