NON SIAMO UN PAESE, MA UNA BARZELLETTA! - A OSTIA, TRA GLI STABILIMENTI SEQUESTRATI A CAUSA DI ABUSI EDILIZI C'E' ANCHE QUELLO GESTITO DALLA CASSA DEI DIPENDENTI DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE ("CANAP") - IL LIDO SI CHIAMA "LE PALME": QUANDO FINANZIERI, VIGILI E MILITARI DELLA GUARDIA COSTIERA SONO ARRIVATI ERA PRESENTE SOLO LA MOGLIE DEL CUSTODE, CHE SE L'È DATA A GAMBE. I SIGILLI SONO COMUNQUE SCATTATI PER TUTTA LA STRUTTURA BALNEARE, INCLUSA LA VERANDA, IL RISTORANTE E LE OLTRE DUECENTO CABINE...
Estratto dell'articolo di Salvatore Giuffrida per "la Repubblica - Edizione Roma"
Il faro della procura è ancora puntato sugli stabilimenti balneari di Ostia gestiti in modo abusivo: due storici lidi del litorale romano, Urbinati e Le Palme, sono stati chiusi e messi sotto sequestro preventivo su disposizione della procura.
I sigilli sono stati messi dai militari del sesto nucleo metropolitano della Guardia di finanza di Ostia, dagli agenti del X Gruppo mare e dagli uomini della Guardia costiera: la task force è entrata in azione nella mattina di ieri chiudendo lo stabilimento Urbinati, che si trova nei pressi del Pontile al centro di Ostia e da tempo era chiuso.
Poi nel pomeriggio i sigilli sono scattati allo stabilimento Le Palme, aperto e gestito dal Canap, la cassa nazionale di assistenza e previdenza per i dipendenti del ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini.
Il motivo del sequestro è semplice: nelle scorse settimane il dipartimento Patrimonio di Roma capitale ha firmato la concessione demaniale ai vincitori del bando con cui l’anno scorso il Comune ha messo a bando i due lotti di spiaggia con entrambi i lidi, i cui titoli erano scaduti ormai da più di due anni.
Gli ex gestori avrebbero dovuto lasciare ai nuovi titolari lo stabilimento e le attività commerciali sulla spiaggia, ma non l’hanno fatto e ieri è intervenuta la procura. Non sono mancati i momenti di tensione. Il titolare della società gestore dell’Urbinati, Stabilimento Moderno srl, non si è presentato e nel pomeriggio una donna ha strappato i sigilli davanti al portone del lido dove c’è anche un appartamento abitato da anni da una famiglia.
Clima teso anche alle Palme dove la task force composta da finanzieri, agenti della municipale e guardie costiere, è arrivata intorno alle 15.30, senza trovare il titolare: presente solo la moglie del custode che dopo aver visto i sigilli è andata via. I sigilli sono comunque scattati per tutta la struttura balneare, inclusa la veranda, il ristorante e le oltre duecento cabine.
Ma entrambi gli stabilimenti non rimarranno chiusi a lungo. Nei prossimi giorni il dipartimento Patrimonio di Roma capitale chiederà il dissequestro delle strutture e le consegnerà ai legittimi titolari, che dovranno comunque portare a termine i lavori di manutenzione. [...]



