1. UN’ITALIA ANSIOSA DI SMACCHIARE IL CASO SCHETTINO HA GIÀ COMINCIATO LA BEATIFICAZIONE DI ARGILIO GIACOMAZZI, MA FORSE SERVIREBBE UN MINIMO DI PRUDENZA 2. L’INCIDENTE HA PORTATO ALLA LUCE UN TRAFFICO DI CLANDESTINI DALLA GRECIA CHE SEMBRA ESSERE LA NORMA: UN FLUSSO COSTANTE, AMPIAMENTE TOLLERATO (A QUALE PREZZO?) DALLE COMPAGNIE, EMERSO SOLO GRAZIE ALL'INCENDIO SCOPPIATO NELLA STIVA 3. DA AFGHANISTAN, SIRIA, IRAN E IRAQ SFOLLATI E PERSEGUITATI ARRIVANO A PATRASSO DOPO VIAGGI INCREDIBILI, PER SALIRE SUI TRAGHETTI PER L’ITALIA E NESSUNO CONTROLLA 4. CHE COSA CI FACEVA A BORDO TUTTO QUELL’OLIO? SERVE PER CASO AL MERCATO DELLE CONTRAFFAZIONI? IL COMANDANTE SAPEVA QUANTI E QUALI TIR ERANO PRESENTI SULLA NAVE?5. L’ARMATORE HA PROVATO IN TUTTI I MODI A PORTARE IL RELITTO A VALONA E A FARLO “ISPEZIONARE” DAI SUOI UOMINI PRIMA CHE LO FACESSE LA MAGISTRATURA ITALIANA. DI CHE COSA AVEVANO PAURA? HANNO QUALCHE IDEA DI QUELLO CHE SI PUÒ TROVARE NELLA STIVA?

1. DAGOANALISI

il comandante della normanil comandante della norman

Ma quale eroe, ma quale “comandante coraggio”. Nell’ansia di cancellare la vergogna per Schettino e per la Costa Concordia, da giorni va in scena la beatificazione di Argilio Giacomazzi da La Spezia, comandante della Norman Atlantic. Non ha abbondonato la nave, certo, e non ha causato la tragedia facendo “inchini” o manovre azzardate, ma l’inchiesta della magistratura dovrà stabilire come e quando si è sviluppato l’incendio nella stiva e al momento gli interrogativi sono tanti. Troppi.

 

il comandante della normanil comandante della norman

Tra le ipotesi che circolano c’è che a prendere fuoco per primo sia stato qualche camion che trasportava olio con il cassone troppo alto: con il rollio si sarebbe surriscaldato il tetto e, da una scintilla, sarebbe divampato con violenza l’incendio. La magistratura stabilirà se tutti i carichi di questo tipo erano regolari o meno, ma al momento non è un’ipotesi da scartare quella della presenza a bordo di camion clandestini, carichi di olio scadente destinato alle contraffazioni alimentari. Dell’esatto carico del traghetto dovrebbe essere a conoscenza anche il comandante, non solo la compagnia armatrice. E infatti nelle interviste Giacomazzi glissa su questo punto, facendosi scudo con l’inchiesta in corso.

 traghetto in fiamme norman atlantic 8 traghetto in fiamme norman atlantic 8

 

E a proposito di clandestini: dall’olio passiamo agli esseri umani. Il casino sui numeri dei dispersi tra autorità greche e italiane è dovuto alla presenza a bordo di un buon numero di passeggeri clandestini: siriani, pachistani e afgani che si sono imbarcati a Patrasso per raggiungere Ancona e poi, di solito, la Germania.

 

 traghetto in fiamme norman atlantic 6 traghetto in fiamme norman atlantic 6

L’incidente porta alla luce un traffico di clandestini che sembra essere la norma: un flusso costante, ampiamente tollerato dalle compagnie e gestito da chissà chi. Anche di questo il capitano non sa nulla. Gente solitamente male in arnese gira sulla sua nave, o dorme nella stiva fra i camion, e lui e i suoi uomini non ne sanno nulla. Tutto regolare, tutto tranquillo finché non ci scappa la tragedia.

 

 traghetto in fiamme norman atlantic 7 traghetto in fiamme norman atlantic 7

C’era – e c’è – un traffico irregolare di merci e di uomini sulla rotta Patrasso-Ancona che emerge clamorosamente dai primi particolari di questa storia e il comandante è all’oscuro di tutto. Lui guida e basta. Intanto, però, l’armatore ha provato in tutti i modi a portare il relitto a Valona e a farlo “ispezionare” dai suoi uomini prima che lo facesse la magistratura italiana. Di che cosa avevano paura? Hanno qualche idea precisa di quello che si può trovare in quella stiva?

 

Come detto, è presto per fare processi. Le inchieste sono appena agli inizi, ma il traffico di clandestini è evidente e forse non è ancora il caso di fare un monumento al prode Giacomazzi.

 

2. PATRASSO D’INVERNO È IL PRODOTTO PERFETTO DELLA SINTESI TRA CRISI ECONOMICA E CONFLITTI MEDIORIENTALI

Marco Mensurati per “la Repubblica”

 traghetto in fiamme norman atlantic 5 traghetto in fiamme norman atlantic 5

 

Una volta dentro si resta subito storditi da un inatteso tripudio di slot machine, addobbi di natale e specchi. A bordo i morti in fondo al mare, quelli bruciati nella stiva, i dispersi e i clandestini, la Norman Altlantic, insomma, col suo carico di domande, sparisce dietro una quinta di lucine e sorrisi tirati a nuovo da chissà quale circolare interna della Compagnia.

Ore 17.30 del 31 dicembre 2014: dal porto di Patrasso parte la SuperfastXII, nave-traghetto della Anek Lines sulla rotta Igoumenitsa-Ancona. La stessa del disastro del 28 dicembre. Ventiquattro ore di Adriatico.

 traghetto in fiamme norman atlantic 4 traghetto in fiamme norman atlantic 4

 

IL PONTE 8 E LE INFERRIATE

Milioni di persone d’estate l’hanno presa. E potrebbero raccontare di questi ponti che scimmiottano Love Boat, di queste moquette troppo elettriche, di questo equipaggio greco un po’ spigoloso ma in fondo simpatico. Quello che non potrebbero raccontare è tutto il resto: perché d’inverno il traghetto che collega la Grecia all’Italia cambia la sua natura, smette i panni leggeri dei vacanzieri e indossa quelli lisi di camionisti e viaggiatori professionisti, quelli che si muovono anche a Capodanno, per lavoro o per disperazione.

 

 traghetto in fiamme norman atlantic 17 traghetto in fiamme norman atlantic 17

Basta affacciarsi dal “ponte 8” un paio d’ore prima della partenza da Patrasso per essere travolti dalla realtà. Oltre lo sterminato piazzale del porto e la dogana, c’è un’inferriata. Oltre l’inferriata, una fabbrica dismessa: Abex. Tv e giornali, in passato, l’hanno raccontata. È proprio di fronte al terminal. Un tempo era il fiore all’occhiello dell’industria tessile greca. Adesso è nota come il “villaggio afgano”.

 traghetto in fiamme norman atlantic 18 traghetto in fiamme norman atlantic 18

 

Perché Patrasso d’inverno è il prodotto perfetto della sintesi tra crisi economica e conflitti mediorientali, la sentina dei due mondi. Da Afghanistan, Siria, Iran e Iraq sfollati e perseguitati arrivano qui dopo viaggi incredibili, occupano i ruderi delle fabbriche intorno al porto in attesa di salire sui traghetti per l’Italia. Le varie etnie si dividono lotti e aree. E agli afgani, i più numerosi, è capitata la Abex, la più grande.

 

LA BATTAGLIA DI POPPA

Appena i camion dal piazzale cominciano a entrare nella nave, decine di ragazzi escono dall’Abex e delle altre fabbriche, si dispongono lungo l’inferriata e aspettano il momento giusto per scavalcare. Davanti a loro, un piccolo esercito di guardie private, con motorini e pistole, è pronto a respingere i tentativi lungo tutto il fronte che sarà lungo un chilometro. La battaglia dura fino alla chiusura del portellone di poppa. Alla fine, in una ventina riescono a passare e a raggiungere gli autotreni.

 

 traghetto in fiamme norman atlantic 16 traghetto in fiamme norman atlantic 16

Lì, quelli che si sono rivolti all’organizzazione criminale che ha in mano la situazione — polizia, autorità portuale e camionisti — riescono a imbucarsi dentro qualche container. Gli altri rinunciano o si devono arrangiare “agganciandosi” sotto i camion. Sperando di non essere scoperti.

 traghetto in fiamme norman atlantic 14 traghetto in fiamme norman atlantic 14

 

A ogni tratta, mediamente, una decina di profughi, che i marinai chiamano semplicemente «clandestini», riesce ad arrivare dentro la nave. Lo sanno tutti. Lo sa il comandante, lo sanno i camerieri dei ristoranti di bordo, lo sanno i mozzi, lo sanno i camionisti. E nessuno ha niente da ridire. Anzi, fanno anche un po’ il tifo. Lo ripetono esplicitamente ai pochi passeggeri che fanno domande.

 

 traghetto in fiamme norman atlantic 15 traghetto in fiamme norman atlantic 15

«Dicono che siano stati loro a innescare l’incendio sulla Norman accedendo un fuoco per scaldarsi. Ma è improbabile. Sono clandestini. E si comportano da clandestini. Stanno nascosti fino all’arrivo. Più probabile che siano stati i camionisti a combinare qualche casino. Loro spesso preferiscono dormire nelle cabine dei loro camion che sulle poltrone o nelle cuccette. E di notte a decine s’intrufolano in qualche modo nei garage, salgono sui loro camion, accendono stufe, generatori, a volte cucinano persino».

 

COME UNA SALA BINGO

 traghetto in fiamme norman atlantic 3 traghetto in fiamme norman atlantic 3

Sull’innocenza dei clandestini, in mattinata, scommettevano anche gli “abitanti” della Abex. «Una delle cose che sappiamo fare meglio noi afgani è scaldarci col fuoco — raccontava sorridendo un ragazzo che in Afghanistan faceva l’interprete per l’esercito italiano e per questo è stato bollato come “spia” dai taliban e da allora è in fuga — Sappiamo accenderlo e controllarlo ma la cosa più importante è che sappiamo quando non accenderlo». L’interprete raccontava che nel pomeriggio avrebbe provato anche lui a salire a bordo nella nave di Capodanno ma — spiegava — sarebbe stato un tentativo senza molta speranza.

 traghetto in fiamme norman atlantic 2 traghetto in fiamme norman atlantic 2

 

«Dopo il casino che è successo sarà difficilissimo, i controlli saranno massicci. Se ce la faranno in quattro o cinque, alla fine, sarà un miracolo. Ma per fortuna, come tutte le tempeste, anche questa passerà. I controlli torneranno ad essere normali e prima o poi ce la farò anch’io».

 

Dell’insospettabile vita notturna che anima i garage di questi traghetti, popolati di clandestini nascosti e camionisti sonnolenti, negli altri ponti non arriva alcuna eco. Sono due mondi paralleli e distanti quelli che si sono incrociati la notte tragica del 28 dicembre. E da stasera torneranno a esserlo. La stessa circolare che imponeva all’equipaggio i sorrisi di benvenuto, evidentemente, suggeriva anche al comandante l’improvvida iniziativa di festeggiare la mezzanotte del 31 invitando i passeggeri a un party, «una bicchierata al bar del casinò», sala un po’ kitsch al “ponte 7”. Luogo a metà tra una sala bingo e una reception d’albergol.

 traghetto in fiamme norman atlantic 11 traghetto in fiamme norman atlantic 11

 

LA TORTA E GLI INCUBI

 traghetto in fiamme norman atlantic 12 traghetto in fiamme norman atlantic 12

Il rituale risulta grottesco: conto alla rovescia sincronizzato con il canale di stato greco che si sovrappone agli ultimi aggiornamenti sulla Norman Atlantic trasmessi dalla tv italiana che viaggia con un’ora di fuso orario dall’altra parte della sala. Al momento di stappare è tutto uno stringersi di mani e un sorridersi e un abbracciarsi. Una passeggera trova la monetina in simil-oro che il cuoco ha messo nella torta “2015” e vince un premio.

 

Le immagini del battello che tre giorni fa bruciava proprio da queste parti, il ricordo dei colleghi morti o naufragati e dei passeggeri dispersi sono appena un ricordo confinato in un angolo remoto del presente, così come i garage pieni di ombre, tre piani sotto. Soltanto il mare agitato dalla coda della stessa tempesta del 28 dicembre costringe qualcuno a ripensare di tanto in tanto a quei fatti: «Ma non parliamone più, potrebbe capitare a ciascuno di noi in qualunque viaggio. Da quando quelli dell’Anek hanno dimezzato gli organici può succedere di tutto a ogni viaggio», chiude il discorso un cameriere in giacca rossa incaricato dal comandante di portare lo spumante ai tavoli.

le operazioni di soccorso della marina militare sulla nave traghetto norman atlantic 02f48bd6c8725056a2cc467942431d67le operazioni di soccorso della marina militare sulla nave traghetto norman atlantic 02f48bd6c8725056a2cc467942431d67

 

I CONTROLLI AD ANCONA

 traghetto in fiamme norman atlantic 10 traghetto in fiamme norman atlantic 10

Nemmeno il momento più delicato della traversata — il passaggio sul punto della tragedia — suggerisce pensieri luttuosi. È mattina già da un po’, quando secondo i calcoli dei passeggeri la SuperfastXII dovrebbe incrociare le acque tra l’Albania e la Puglia. I camionisti riemersi dai garage fanno colazione all’aperto e fumano la prima sigaretta del giorno, scaldati da un timido sole. Scrutando l’acqua considerano tra di loro che proprio qui, tre giorni fa, doveva essere l’inferno ma — si stupiscono — il mare e il vento si sono portati via tutto, hanno pulito il paesaggio, e la Norman Atlantic adesso è da qualche parte, altrove, a finire di bruciare per conto suo.

 

le operazioni di soccorso della marina militare sulla nave traghetto norman atlantic, cab0a629ab457446f472902075507178le operazioni di soccorso della marina militare sulla nave traghetto norman atlantic, cab0a629ab457446f472902075507178

In realtà sono loro ad essere altrove: per evitare il maltempo ed eventuali altri contrattempi alla Compagnia, il capitano ha deciso di passare il più vicino possibile alla costa albanese e croata aggirando di una manciata di miglia il punto dove la Norman Atlantic ha preso fuoco. Così alla fine ci vogliono trenta ore di navigazione prima di vedere, a prua, l’Italia. E’ ormai scesa la sera quando la nave entra nel porto di Ancona.

 

le operazioni di soccorso della marina militare sulla nave traghetto norman atlantic, 11014f996756a6994209c40f00100435le operazioni di soccorso della marina militare sulla nave traghetto norman atlantic, 11014f996756a6994209c40f00100435

Polizia e Guardia Costiera controllano scrupolosamente tutti i camion. I clandestini scovati vengono riconsegnati al comandante della nave che li riporterà a Patrasso. Alla Abex.

Aveva ragione l’interprete afgano quando diceva che era il giorno sbagliato per provare a imbarcarsi. Ma aveva ragione anche quando diceva che presto anche questa tempesta passerà. E allora tutto tornerà come prima.

 traghetto in fiamme norman atlantic 1 traghetto in fiamme norman atlantic 1

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…