ORRORE NELLA ORRENDA PERIFERIA PARIGINA (CORVIALE A ROMA E ZEN A PALERMO AL CONFRONTO SONO UN RESORT) – QUATTRO FRATELLINI CHIUSI IN CASA E ‘SEQUESTRATI’ DALLA NASCITA. I GENITORI, DI ORIGINE INDIANA, ORA SONO IN CARCERE

Paolo Levi per ‘La Stampa'

Jean-Luc Godard scelse proprio quel luogo per denunciare in un film le derive edilizie degli Anni Sessanta. Ma ora la «Cité des 4.000», complesso immobiliare alla periferia di Parigi, con edifici in cemento alti quindici piani, torna sotto ai riflettori per il drammatico episodio di quattro fratellini sequestrati fin dalla nascita dai genitori.

La polizia li ha ritrovati reclusi lo scorso febbraio proprio in uno di quei palazzoni de La Courneuve, nella banlieue difficile della capitale, la stessa che nel 2005 fu teatro di violenti scontri tra giovani immigrati e forze dell'ordine.

Privati di cure mediche, i due più grandi, di cinque e sei anni, presentavano gravi problemi di sviluppo. Incapaci di camminare e di parlare correttamente sono stati ricoverati d'urgenza. Mentre i più piccoli, rispettivamente di due mesi e due anni, non hanno problemi di salute.

«L'appartamento non era molto pulito né ordinato ma non era nemmeno una discarica - ha spiegato una fonte vicina alle indagini -. Non c'erano letti solo materassi appoggiati direttamente sul pavimento. Niente mobili né giocattoli». Secondo gli inquirenti i fratellini «non uscivano mai o di rado, i loro vicini non li conoscevano, non andavano a scuola, non sono mai stati visitati da un medico né vaccinati: è come se vivessero allo stato brado, sono cresciuti da soli».

Sono stati dati in affidamento ai servizi sociali. Mentre i genitori, di origine indiana, scontano il carcere in attesa di giudizio. Erano già sei anni che la famiglia risiedeva nell'immenso formicaio di cemento della Courneuve ma è solo a gennaio, quando la madre ha partorito il quarto figlio, una femmina, che i medici dell'ospedale Jean-Verdier de Bondy, insospettiti dal fatto che la donna non avesse chiesto accertamenti medici durante la gravidanza, hanno allertato la polizia.

Agli agenti il padre ha spiegato di non volere portare i figli dal medico e ha assicurato che li avrebbe mandati a scuola non appena avessero imparato a camminare. Ora, insieme alla moglie, rischia 7 anni di prigione e 100.000 euro di multa. Scioccato il vicinato che non si è mai accorto di nulla: «Incrociavo ogni tanto il padre, mai i figli - dice un vicino di pianerottolo -. Sentivo un po' di rumore, a volte dei bambini piangere, niente di più».

Nel 2005, l'allora ministro dell'Interno, Nicolas Sarkozy, si recò alla «Cité des 4.000» per la morte di un bambino di undici anni, ucciso da una pallottola vagante. «Vogliamo uscire di qui, siamo francesi anche noi, vogliamo che i nostri figli vivano come i francesi», esclamò una giovane donna, rivolgendosi a quello che pochi anni dopo sarebbe diventato presidente. Quarant'anni prima di Sarkozy, si accorse dell'assurdità di quel luogo - distante appena pochi chilometri dallo scintillio della Tour Eiffel e degli Champs-Elysées - anche Jean-Luc Godard, che lo criticò apertamente nel film «Due o tre cose che so di lei».

 

 

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