africa silicon valley

IL CONTINENTE NERD - L'AFRICA LANCIA LA SUA SILICON VALLEY LA "KONZA CITY TECNOLOGY" A NAIROBI - SARÀ IL PUNTO DI RITROVO PER I GIOVANI GENI TRA CUI IL 27ENNE VÉRONE MANKOU DEFINITO LO "STEVE JOBS AFRICANO"

Véronique Viriglio per "il Fatto Quotidiano"

Da continente da salvare a continente che si salva e cresce anche grazie alle sue invenzioni. Un’Africa che nonostante i problemi si sta affermando come nuova frontiera tecnologica. Ogni anno sforna decine di studiosi e ricercatori che, con mezzi e materiali spesso rudimentali, realizzano stupefacenti congegni tecnologici in grado di curare, far studiare o registrare nascite.

silicon valley savana verone mankousilicon valley savana verone mankou

Tra questi piccoli geni, censiti dal portale Kumatoo (“Andare avanti” in lingua kikongo), c’è il 27enne Vérone Mankou, prodigio del net originario della Repubblica del Congo. La rivista Forbes lo ha inserito nella classifica dei migliori imprenditori africani di meno di 30 anni. Cinque anni fa ha fondato la società VMK, acronimo di ‘Vou Mou Ka’, che significa ‘Svegliatevi’.

 

POCHE RISORSE TANTE IDEE

silicon valley savana elikia smartphonesilicon valley savana elikia smartphone

Nel 2011 ha creato il primo tablet africano, Way-C; l’anno successivo il primo smartphone africano Elikia – ‘Speranza’ – e ora un telefono con funzioni base, Elikia Mokè. I prezzi dei tre prodotti variano da 200 a 38 euro. “Elikia costa due volte di meno rispetto allo stesso prodotto dei nostri concorrenti. 

In paesi dove il potere d’acquisto è ridotto, ho voluto dare a tutti la possibilità di aver accesso alla tecnologia a un prezzo abbordabile. Così è nato Mokè” ha spiegato quello che viene già chiamato lo ‘Steve Jobs africano’, col pallino dell’informatica dall’età di 7 anni. A realizzare fisicamente le sue invenzioni finora sono state aziende asiatiche, soprattutto cinesi, per contenere i costi e usufruire di know-how che scarseggiano ancora in Africa. Ma per Mankou e la sua VMK gli affari vanno a gonfie vele: entro fine anno aprirà un centro di produzione a Brazzaville e dei negozi in Camerun, Rwanda e Costa d’Avorio.

Arthur Zang, ingegnere del Camerun di soli 24 anni, è l’inventore di Cardiopad, il primo touchscreen medicale africano che promette di salvare decine di migliaia di vite umane. Un rivoluzionario salvavita in una tavoletta di 25 centimetri che potrà essere utilizzato nei villaggi più remoti – grazie ad una batteria che garantisce un’autonomia di lavoro di oltre sette ore – annullando distanze e tempi di attesa. In pratica realizza un elettrocardiogramma di ultima generazione, i cui risultati vengono digitalizzati e inviati a un altro computer con connessione wi-fi, blue-tooth o rete telefonica, consentendo di avere una diagnosi più veloce.

silicon valley savana arthur zang cardio padsilicon valley savana arthur zang cardio pad

Poi ci sono loro, tra tanti altri. Il 25enne keniano Anthony Mutua con la sua scarpa Am-utua, che grazie un chip inserito sotto le suole ricarica il cellulare mentre si cammina. Il dottore nigeriano e il suo dispositivo per le autotrasfusioni di sangue, il camerunese Séverin Kezeu con il sistema anticollisione per gru e la congolese Sandrine Ngaluls Mubenga con l’auto ibrida a idrogeno. 

Senza dimenticare i quattro studenti dell’università Makerere di Kampala (Uganda) che hanno ideato un software per monitorare il buon andamento della gravidanza, assegnare cure a mamme e bambini dopo il parto. Anche in un contesto rurale nascono idee innovative : un generatore di energia portatile che funziona con l’urina. “Con un litro si possono avere fino a sei ore di elettricità” assicurano le quattro inventrici 15enni. Dalla teoria alla pratica, anche se i costi sono spesso difficilmente sostenibili.

 

1,5 MILIONI DI TABLET

Il governo di Nairobi ha distribuito un milione e mezzo di tablet agli studenti delle superiori. Un ambizioso programma di e-learning accolto con scetticismo e qualche polemica. Non pochi keniani avrebbero preferito la ristrutturazione di scuole fatiscenti e la riqualificazione dei professori.

silicon valley savana 2 verone mankousilicon valley savana 2 verone mankou

Nei prossimi anni a 60 km da Nairobi dovrebbe sorgere Konza City Tecnology, una sorta di Silicon Valley nella savana consacrata alla ricerca e all’innovazione. In Kenya, uno dei poli tecnologici dell’Africa orientale, la metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà e un terzo non ha accesso all’acqua sicura e ai servizi.

In Costa d’Avorio è operativo un sistema di anagrafe elettronica. ‘Moh Ni Bah’ (‘congratulazioni’ in dialetto baoulé): un semplice sms per registrare la nascita di un bambino. L’innovazione costituisce una piccola rivoluzione nel paese del cacao, rurale al 66%, dove di frequente i neonati non vengono dichiarati a causa delle difficoltà a raggiungere uffici dell’anagrafe troppo distanti. 

silicon valley anthony mutua scarpa techsilicon valley anthony mutua scarpa tech

Jean Delmas Ehui, fondatore del progetto, tiene a precisare che l’app è molto facile da scaricare e utilizzare, sottolineando che “ormai tutti sono dotati di cellulari anche di ultima generazione e sono capaci di usarli”. In altri contesti la tecnologia si mette al servizio dell’ambiente e della sua tutela. 

Il governo di Kinshasa e l’Osservatorio satellitare delle foreste dell’Africa centrale (Osfac) hanno realizzato un atlante del secondo polmone verde del pianeta grazie a immagini scattate dai satellitari e dati costantemente aggiornati per controllare lo sfruttamento delle risorse forestali e l’impatto dei cambiamenti climatici.

Già da alcuni anni organismi continentali ed internazionali sono attenti alla potenzialità innovativa degli africani. Dal 2012 i miglior progetti, cioè quelli in grado di “promuovere uno sviluppo autonomo in ogni settore di attività”, vengono ricompensati con il Premio per l’innovazione Africana. Ma finora ad aver conquistato i mercati locali, realizzando ottimi affari, sono state soprattutto le multinazionali straniere. Statunitensi in primis con Ibm, Microsoft e General Electric, che sempre di più devono fare i conti con cinesi e indiani.

konza city tecnology silicon valley savana 2konza city tecnology silicon valley savana 2konza city tecnology silicon valley savanakonza city tecnology silicon valley savanasilicon valley africana savanasilicon valley africana savana

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....