tiziano renzi

MAI UNA GIOIA PER BABBO RENZI – C’È UN NUOVO FASCICOLO D’INCHIESTA SUGLI AFFARI DELLA FAMIGLIA DELL’EX PREMIER: I PM DI FIRENZE ACCUSANO TIZIANO DI TRAFFICO DI INFLUENZE – LA MEDIAZIONE DI LUIGI DAGOSTINO, EX SOCIO DEI GENITORI DELL'EX PREMIER, E L’OSPITALITÀ DATA DALLA SOCIETÀ DI LOBBYING DELL'EX DALEMIANO (POI TURBORENZIANO) CLAUDIO VELARDI – L’ESCLUSIVA DI “PANORAMA”

tiziano renzi al balcone di casa 2

Estratto dell’articolo di Giacomo Amadori per “Panorama” pubblicato in anteprima da “la Verità”

 

C' è un nuovo fascicolo d' inchiesta che riguarda gli affari della famiglia Renzi e di cui Panorama può dare conto in esclusiva. Il fascicolo è il 3.103 del 2019 ed è un modello 21: ciò significa che coinvolge persone note all' autorità giudiziaria e già iscritte nel registro degli indagati. La vicenda ha come «convitati di pietra» anche l' ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e il suo fedelissimo ex sottosegretario Luca Lotti.

 

TIZIANO RENZI

Tutto ruota infatti intorno a Palazzo Chigi. Venticinque mesi fa la Procura di Roma aveva inviato a Tiziano, padre dell' allora premier, un avviso di garanzia con l' accusa di traffico di influenze illecite. Nell' ottobre scorso ha chiesto l' archiviazione, non essendo riuscita a dimostrare che il genitore dell' ex premier avesse cercato denaro promettendo favori con la pubblica amministrazione.

 

Adesso tocca alla Procura di Firenze (la stessa che a febbraio ha ottenuto l' arresto di Renzi senior e della moglie Laura Bovoli) contestare a Tiziano Renzi lo stesso presunto reato.

luigi dagostino

 

A commetterlo è chi, approfittando delle proprie relazioni con pubblici ufficiali, si offre come mediatore in cambio di utilità. Chi procura queste ultime concorre nell' illecito. Secondo gli inquirenti sarebbe il caso di Luigi Dagostino, ex socio dei genitori di Renzi e coimputato con loro in un processo per due fatture considerate false, pagate alla madre e al padre dell' ex segretario dem.

 

L' attuale procedimento lascia immaginare che adesso gli inquirenti ritengano quel denaro il corrispettivo per un' attività di lobbying più o meno lecita di Tiziano. Del resto, nei mesi scorsi, con il quotidiano La Verità, lo stesso Dagostino aveva ammesso di aver retribuito Renzi senior anche per «il suo lavoro, quello della lobby».

 

TIZIANO RENZI

La nuova inchiesta punta dritta a Roma e più precisamente alla sede del governo, limitatamente al periodo in cui Matteo Renzi ne era l' inquilino. In quest' ultima pagina giudiziaria entrano imprenditori chiacchierati, fatture false, una società di lobbying, il Teatro comunale di Firenze e persino gli abiti di James Bond.Ma soprattutto Tiziano Renzi.

 

Per capire di che cosa stiamo parlando bisogna riavvolgere il nastro al 2014. Matteo Renzi è appena diventato capo del governo, «pugnalando alle spalle» politicamente il collega di partito Enrico Letta. Intanto, a Rignano sull' Arno, i suoi parenti hanno da poco trascorso il loro annus horribilis. La Eventi 6 l' azienda di famiglia ha visto crollare il proprio fatturato sotto la soglia di guardia dei due milioni di euro e, dicono i loro amici, i Renzi fanno fatica ad arrivare a fine mese. []

claudio velardi

 

In quel clima di sconfitta, l' arrivo dell' allora Rottamatore sulla poltrona di premier eccita gli animi e aguzza gli ingegni. Per esempio quello di Andrea Conticini, il braccio operativo della Eventi 6. Il genero di Tiziano Renzi e Laura Bovoli - indagato per riciclaggio nella cosiddetta inchiesta Unicef - a fine del 2014 decide di dar vita a una società di servizi di consulenza alle imprese con la moglie Matilde.

 

Ma il nuovo corso suggerisce altre iniziative. Conticini e Donnini apparecchiano una stanza con annessa sala riunioni a Roma, dietro a piazza del Popolo, al terzo piano di via degli Scialoja 18, dove apre ufficialmente la propria sede capitolina la Dotmedia. Nelle trasferte romane, come hanno riferito a Panorama diversi testimoni, li accompagna spesso Renzi senior.

 

Gli aspiranti lobbisti toscani trovano ospitalità non casualmente negli uffici della Reti-QuickTop. Essa ha una ragione sociale molto particolare, come si legge sul sito Internet e sulla targa all' ingresso dell' ufficio: «lobbying e public affairs».

 

MATTEO E TIZIANO RENZI

[] Ma chi c' è dietro questa società capitolina? La Reti è stata fondata tre lustri fa dal dalemiano, e successivamente «turborenziano», Claudio Velardi. Oggi è in liquidazione. Il testimone è passato alla Quicktop una «costola» della casa madre che ha rilevato il marchio. All' inizio lo stesso Velardi possedeva il 5 per cento delle quote, ora è tutto in mano alla trentanovenne salernitana Giuseppina Gallotto, figlioccia di Velardi, il maestro da cui dice di essersi resa indipendente («È vero, ho tagliato il cordone ombelicale» dichiara sorridendo).

LA REAZIONE DI MARCO TRAVAGLIO AI DOMICILIARI DI TIZIANO RENZI BY SPINOZA

 

[]Con Renzi a capo del governo, in via degli Scialoja inizia un' intensa attività di pubbliche relazioni. Là dentro ci si occupa di tutto e si gettano le basi per il rilancio degli affari della famiglia di Rignano, che nei tre anni successivi vede crescere il fatturato della Eventi 6 da 1,9 a 7,3 milioni di euro.

 

Andrea Conticini e il suocero Tiziano fanno la spola con Palazzo Chigi e l' adiacente Galleria Sordi, dove Renzi senior riceve i suoi clienti al tavolino di qualche bar. «Nella sala d' attesa della QuickTop c' era la fila come dal medico» ricorda Dagostino.

 

[] La nuova indagine, come detto, parte dall' inchiesta per false fatture che ha portato alla sbarra i genitori di Renzi e il loro ex socio Dagostino (il processo è iniziato il 4 marzo scorso).

tiziano renzi con la moglie

Al centro del procedimento, due bonifici ad altrettante aziende dei Renzi concordati con lo stesso Dagostino.

 

lotti tiziano renzi

Il totale dei versamenti ammonta a 195.200 euro e, secondo gli inquirenti, sarebbero stati pagati a fronte di prestazioni inesistenti. La prima tranche di 24.400 euro viene inviata a Rignano sull' Arno il 17 giugno 2015. La data, per una strana coincidenza, è la stessa in cui Dagostino porta in visita a Palazzo Chigi tre personaggi a lui cari: il magistrato Antonio Savasta, l' avvocato Ruggiero Sfrecola e il tributarista Roberto Franzé. Ad attenderli c' è il sottosegretario Luca Lotti e l' incontro è organizzato proprio da Renzi senior. Savasta (arrestato il 14 gennaio scorso per corruzione in atti giudiziari) è il pm che in quel momento sta indagando su un giro di fatture false collegato proprio a Dagostino.

MATTEO RENZI TIZIANO

 

[] È lo stesso Franzé a raccontare la sua scalata al successo alla pm Christine von Borries, nell' interrogatorio dell' 11 aprile 2018: «Un giorno Luigi Dagostino (questo avveniva nei primi 3-4 mesi del 2015) mi disse che si rinnovavano per scadenza naturale i consigli d' amministrazione di alcune società partecipate dallo Stato.

tiziano renzi e laura bovoli

Il governo cercava quindi degli esperti in varie aree, tra cui la mia che è il diritto tributario e anche immobiliare, da segnalare alle società incaricate di valutare i vari curriculum e di segnalarli a chi doveva nominare i Cda». Franzé sostiene di essere entrato in Cdp tramite «cv». In realtà il suo nome era stato raccomandato da Dagostino a Lotti, il quale aveva chiesto referenze nel «circolino» del Giglio magico, per esempio ad Andrea Bacci.

DEBORA SERRACCHIANI MATTEO E TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO -1TIZIANO RENZI MATTEO RENZI E SERRACCHIANITIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANOTIZIANO RENZI MATTEO RENZI SERRACCHIANITIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO -3TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO -4LAURA BOVOLI E TIZIANO RENZI

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