“LA MORTE ESISTE PER IL CORPO, MA NON ESISTE PER IL CAMPO QUANTISTICO CHE SIAMO” – PARLA FEDERICO FAGGIN, LO SCIENZIATO E INVENTORE DI CUI BILL GATES DISSE “SENZA DI LUI, LA SILICON VALLEY SAREBBE SEMPLICEMENTE UNA VALLEY” – OSPITE DI RADIO2, FAGGIN RIFLETTE SUL TEMA DELLA COSCIENZA, DESCRIVENDOLA COME UNA DIMENSIONE FONDAMENTALE DELL'ESPERIENZA UMANA, E SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DICE…
Dalla rivoluzione tecnologica che ha cambiato il mondo alle grandi domande sull'esistenza umana. Nel corso di una lunga e intensa conversazione con il direttore di Rai Radio 2 Giovanni Alibrandi, Federico Faggin – fisico, inventore e tra i protagonisti della nascita della moderna tecnologia digitale – ha affrontato temi che spaziano dalla coscienza all'intelligenza artificiale, fino alle riflessioni sul significato della vita e della morte.
Nel ripercorrere il proprio percorso umano e scientifico, Faggin ha posto al centro della riflessione il tema della coscienza, descrivendola come una dimensione fondamentale dell'esperienza umana.
«Quest'energia che mi usciva era coscienza, era la mia coscienza. Quindi io sono questo amore. Come fanno i segnali elettrici del cervello, per esempio, a creare l'amore che noi proviamo?»
Un interrogativo che, secondo lo scienziato, apre una riflessione più ampia sui limiti delle spiegazioni puramente materialistiche della mente e dell'esperienza soggettiva.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell'intelligenza artificiale, argomento sul quale Faggin ha espresso una posizione netta.
«L'intelligenza artificiale è semplicemente un manipolatore di simboli, deriva da informazione che abbiamo dato noi al computer.»
Una definizione che distingue il funzionamento degli attuali sistemi di IA dall'esperienza cosciente propria dell'essere umano.
Nel corso dell'intervista, il fisico ha inoltre affrontato il tema della morte, collegandolo alla propria visione della coscienza e della realtà.
«La morte esiste per il corpo, ma non esiste per il campo quantistico che siamo.»
Una riflessione che si inserisce nella più ampia teoria sviluppata da Faggin sul rapporto tra coscienza, materia e universo.
Parlando dei confini della fisica contemporanea, il confronto ha toccato anche il tema delle dimensioni infinitesimali della realtà, richiamando il concetto di dimensione di Planck e i limiti della nostra capacità di comprendere ciò che accade alle scale più profonde dell'universo.
Pur soffermandosi sulle prospettive che vanno oltre la dimensione materiale dell'esistenza, Faggin ha sottolineato l'importanza dell'esperienza umana nel presente.
«Sì, però dobbiamo anche vivere questa vita.»
L'intervista ha offerto agli ascoltatori una riflessione sui grandi interrogativi dell'esistenza, intrecciando scienza, tecnologia e ricerca interiore attraverso il punto di vista di uno dei protagonisti più influenti dell'innovazione contemporanea.




