iuventa

PARLA L’ACCUSATORE DELLA ONG “JUGEND RETTET”, L’EX UFFICIALE DELLA GUARDIA COSTIERA CRISTIAN RICCI: “AVEVAMO CONFLITTI CON L'EQUIPAGGIO, PERCHÉ NOI VOLEVAMO SEGNALARE ALLA POLIZIA SCAFISTI E "FACILITATORI" SUI BARCONI DEI MIGRANTI, LORO OPPONEVANO UN PRINCIPIO DI NEUTRALITÀ. NON POTEVAMO SEGNALARE FATTI O PERSONE SOSPETTE ALLA POLIZIA…”

Fabio Tonacci e Francesco Viviano per “la Repubblica”

 

I SOCCORSI DELLA IUVENTA INTERCETTANO LA NAVE DEI MIGRANTII SOCCORSI DELLA IUVENTA INTERCETTANO LA NAVE DEI MIGRANTI

Da quando è stata sequestrata la nave Iuventa, lo chiamano "il traditore". Ma Cristian Ricci, ex ufficiale 42enne della guardia costiera e titolare della Imi Security service, tale non si sente. Anzi. «Abbiamo fatto solo il nostro lavoro», rivendica. È infastidito soltanto da chi lo definisce un mercenario. «Siamo professionisti riconosciuti dai ministeri dei Trasporti e dell' Interno. Avevamo il dovere di riferire alle autorità le anomalie nei soccorsi di Jugend Rettet».

 

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Anomalie che, stando a quanto dichiara ora Ricci a Repubblica, non riguarderebbero però solo la Ong tedesca. «Ne ho rilevate anche sulla Vos Hestia di Save the Children, su cui eravamo imbarcati ». Non vuole entrare nei particolari «perché c' è un' inchiesta in corso», però ci tiene a precisare di aver sempre segnalato le circostanze «all' armatore (il gruppo Vroon, ndr), al capo team di Save the Children a bordo e agli agenti di polizia giudiziaria una volta approdati».

 

Aggiungendo: «Più di una volta abbiamo avuto conflitti con l' equipaggio della ong, perché noi volevamo segnalare alla polizia gli scafisti e i "facilitatori" sui barconi dei migranti, loro non erano d' accordo e opponevano un principio di neutralità».

 

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Un passo indietro. La Imi Security service è stata ingaggiata (e pagata) da Vroon, da cui Save the Children ha noleggiato la nave. Quattro uomini della Imi sono stati a bordo della Vos Hestia da settembre a novembre del 2016, e da metà aprile fino al 31 luglio 2017. Le testimonianze rese agli inquirenti nei mesi scorsi da Ricci e dai suoi dipendenti Gallo, Ballesta e Montanino, hanno costituito la base dell' indagine della procura di Trapani per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina a carico della Iuventa.

 

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Negli atti sono riportati stralci di verbale nel quale Montanino e Ballesta raccontano di «momenti di nervosismo» a bordo della Vos Hestia: «Noi addetti alla sicurezza non potevamo segnalare fatti o persone sospette alla polizia». Avevano i telefoni sotto controllo, i quattro, perché i poliziotti del Servizio centrale operativo volevano capire se stessero mentendo, tant' è che nelle carte è finita un' intercettazione tra Ricci e Gallo in cui discutono l' eventualità di inserire nel contratto con la Ong «una clausola liberatoria per parlare con le autorità».

 

Parole che consoliderebbero la genuinità delle loro testimonianze. Ora, il nome di Ricci è spuntato di nuovo perché Famiglia Cristiana ha riportato di presunti «contatti e manovre occulte » tra lui e Gian Marco Concas, uno dei portavoce dei fascisti di Generazione Identitaria, che sta coordinando la C-Star, la nave antimigranti che proprio ieri è arrivata nella zona Sar davanti alla Libia. Concas, infatti, figura nel gruppo chiuso Facebook della Imi. «Non lo conosco e non ci ho mai parlato», spiega Ricci.

 

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«Io non sono fascista, né lo sono i miei dipendenti. Non ho niente contro le Ong e la ricostruzione del settimanale è pura fantasia. Forse ho accettato Concas nel gruppo Facebook perché cercava informazioni sui nostri corsi di addestramento sulla sicurezza marittima».

 

E di quella primissima segnalazione di supposte anomalie sull' operato delle Ong, inviata via mail a un indirizzo dei nostri apparati di intelligence, sostiene di averlo appreso dalla stampa. Che fu, quindi, «un iniziativa autonoma del mio dipendente».

 

L'operato delle Ong è stato difeso con forza da Roberto Saviano, con un intervento su Repubblica a tutela di Medici Senza Frontiere (che non ha firmato il codice di condotta del Viminale) «perché non si finisca per criminalizzare il gesto umanitario». Scatenando così la reazione del fronte italiano contrario all' accoglienza, tra cui Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che su Facebook scrive: «Saviano gode dei 600.000 clandestini sbarcati, di scafisti, mafiosi e terroristi arricchiti».

 

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E Saviano risponde, sempre via social network: «Ennesimo post ridicolo e aberrante di Salvini, che non conosce la tragedia dei barconi». La Vos Prudence di Medici senza Frontiere, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe coinvolta nell' indagine di Trapani, ieri ha recuperato in mare 127 migranti. Diretta a Lampedusa, gli è stato negato l' attracco perchè non ha firmato il Codice di condotta. I migranti sono stati trasferiti su due navi della Guardia costiera a 33 miglia dall' isola, fuori dalle acque territoriali.

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