toninelli tav

ECCO IL PIANO B PER LA TAV: RISPARMI DA 1,5 MILIARDI - LO SPETTRO DI UN REFERENDUM, O PEGGIO IL VERDETTO DELL’AVVOCATURA DI STATO, SPINGE I GRILLINI A CERCARE UN COMPROMESSO PER EVITARE LA SPACCATURA CON LA LEGA - L’IPOTESI DI RIDIMENSIONARE LA STAZIONE SUSA E SPALMARE LE SPESE…

Umberto Mancini per il Messaggero

 

 

tav

IL FOCUS ROMA Sarà perché incombe lo spettro del referendum o, peggio ancora, il verdetto dell' Avvocatura dello Stato, ma sta di fatto che avanza un piano B per la Torino-Lione. Un progetto che consenta da un lato di completare l' opera e, dall' altro, riducendo i costi, di disinnescare la consultazione popolare che crea non pochi imbarazzi ai grillini dopo le manifestazioni di Torino.

 

Non solo. Vista le tensione nel governo, la Tav in formato low cost può evitare la spaccatura con la Lega e quel fronte del Nord che vuole il collegamento ad alta velocità con la Francia. Da qui la ricerca di un compromesso. Del resto, al di là dei toni, sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio, hanno fatto capire che un' intesa è possibile, mettendo mano, s' intende, al progetto originario. Un modo per accontentare tutti, tranne ovviamente l' ala più oltranzista dei pentastellati che hanno già dovuto ingoiare l' ok all' Ilva, alla Tap e al Terzo valico.

 

I DETTAGLI Un piano che, secondo fonti governative interpellate dal Messaggero, potrebbe far risparmiare fino a 1,5 miliardi di euro, riducendo i costi di alcuni interventi e spalmando nel tempo la spesa complessiva. Insomma, correttivi che consentano comunque di rispettare gli impegni assunti con Francia ed Europa. Per chiudere così il cerchio senza ulteriori traumi, ovvero la cancellazione di migliaia di posti di lavoro e di decine di appalti. Anche perché, come accennato, bloccare la Tav costerebbe fino a 3,4 miliardi (tra rescissione dei contratti, appalti già avviati, ripristino degli scavi, penali varie).

beppe grillo no tav

 

Un buco gigantesco nei conti pubblici che l' Avvocatura dello Stato, investita del problema dal ministero dei Trasporti, non potrebbe non far rilevare, a prescindere dalla valutazione negativa della commissione tecnica costi-benefici voluta dal Mit e presieduta da un No-Tav dichiarato. Meglio quindi andare avanti, magari ammodernando alcuni tratti della cosiddetta «linea storica» che collega Torino a Lione. «Molte cose possono essere riviste, a patto che l' alta velocità si faccia e si faccia rapidamente», ha spiegato il viceministro delle Infrastrutture, Edoardo Rixi, strenuo fautore di una mediazione.

TORINO - MANIFESTAZIONE A FAVORE DELLA TAV

 

LA TRATTA Sulla tratta internazionale potrebbe essere invece ridimensionata la stazione di Susa, risparmiando circa 200 milioni.

 

Un modo per far contenti gli oppositori della Tav che considerano la stazione una «inutile cattedrale nel deserto». Per di più la cancellazione del progetto dell' archistar Kengo Kuma non troverebbe alcuna obiezione da parte di Parigi.E poi c' è la tratta nazionale, quella che da Bussoleno porta verso Torino con una galleria che corre sotto la collina morenica: «Se la eliminassimo dice sempre Rixi avremo risparmi per 1,4 miliardi di euro». Più che eliminarla, spiegano altre fonti governative, si potrebbe rimandare di un paio d' anni la costruzione. Anche in questo caso sarà necessario affrontare il tema delle ripercussioni ambientali visto che la galleria avrebbe avuto un impatto davvero basso rispetto all' allargamento delle linea esistente.

TAV TONINELLI BY VAURO

 

I DETTAGLI Ma una Tav a prezzo scontato permetterebbe al Movimento 5 Stelle di sostenere di aver risparmiato soldi, sottraendoli ad un' opera giudicata faraonica e inutile, per darli ai cittadini. O per distribuirli sul territorio e su altre infrastrutture. Peccato però che l' ala dura dei grillini, quella che non accetta negoziati, non abbia mai posto il problema dei soldi, ma quello dell' ambiente e del territorio.

 

Rimane quindi il problema del tunnel di base, finanziato dalla Ue con 3 miliardi di euro e che la Francia ha già fatto sapere di non voler toccare. E che quindi resterà, essendo il pilastro fondamentale della tratta ferroviaria. La Torino-Lione è infatti per l' 89% in galleria: di questi 57 chilometri ben 45 sono in territorio francese e 12,5 sul lato italiano. Quanto costerebbe all' Italia ritirarsi è noto.

 

Fino a 3,4 miliardi contro i 3 miliardi della soluzione low cost.

Meglio il piano B. No Tav permettendo.

 

toninelli tav

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