prigozhin wagner san pietroburgo

PER MOLTI IN RUSSIA PRIGOZHIN È DIVENTATO UN MARTIRE – DAVANTI AL QUARTIER GENERALE DELLA WAGNER A SAN PIETROBURGO È APPARSO UN MEMORIALE IMPROVVISATO. CENTINAIA DI PERSONE, MERCENARI MA ANCHE PADRI FAMIGLIA E PENSIONATI, RENDONO OMAGGIO AL CUOCO DI PUTIN: “ERA UN VERO PATRIOTA”, “È STATO COLPITO ALLE SPALLE” – DAI CANALI TELEGRAM VICINI ALLA BRIGATA MILITARE ARRIVANO MINACCE A PUTIN: “VEDIAMO QUALI SEGRETI USCIRANNO DAGLI ARCHIVI DI PRIGOZHIN”. CORRUZIONE, VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI, STRAGI: TUTTO QUELLO CHE PUÒ ROVINARE MAD VLAD

 

1 – TRA I MERCENARI IN LUTTO PER IL LEADER "ERA UN PATRIOTA, COLPITO ALLE SPALLE"

Estratto dell’articolo di Giovanni Pigni per “La Stampa”

 

memoriale improvvisato per prigozhin davanti alla sede della wagner a san pietroburgo

Un piccolo memoriale improvvisato è apparso ieri mattina di fronte al palazzo in acciaio e vetro che ospitava il Wagner Center, il quartier generale pietroburghese di Evgeny Prigozhin.

Gente di tutti tipi – padri di famiglia con bambini, giovani, pensionati – si avvicinano alla spicciolata per depositare dei fiori.

 

 Si tratta di uno dei raduni spontanei comparsi in tutta la Russia per commemorare il capo della Wagner, Evgeny Prigozhin, il suo braccio destro Dmitry Utkin e gli altri mercenari rimasti uccisi in una catastrofe aerea il giorno prima.

 

[…]

 

memoriale improvvisato per prigozhin davanti alla sede della wagner a san pietroburgo

Salito alla ribalta con l'invasione dell'Ucraina, Prigozhin ha saputo catalizzare un sentimento di crescente rabbia e frustrazione nella società russa sullo sfondo degli insuccessi militari dell'anno scorso. Ha rappresentato un movimento nazionalista radicale che parte dal basso e che si contrappone all'élite, percepita come corrotta e incompetente, contro la quale Prigozhin si scagliava regolarmente.

 

«Era un vero patriota, e non un funzionario corrotto che ha paura di perdere la sua poltrona», dice Tatyana, una pensionata sessantenne, con la voce rotta dalle lacrime. «È una grande tragedia per la società russa», concorda Oleg, 37 anni, imprenditore. Sulla maglietta, il teschio simbolo della compagnia di mercenari.

 

memoriale improvvisato per prigozhin davanti alla sede della wagner a san pietroburgo

[…] Tutt'ora le circostanze della sua morte sono ignote, e forse non si sapranno mai. «È stato un colpo alle spalle, un tradimento», dice Oleg. Come molti dei presenti, non crede alla teoria secondo cui dietro la morte di Prigozhin ci sia lo zampino dei servizi segreti ucraini e occidentali. «Ci dicono che i nemici sono gli europei, gli americani - dice Oleg - ma la cosa più orribile è quando i nemici sono in casa, ma prima o poi ce ne libereremo», si sfoga.

 

Intanto, al memoriale si avvicinano alcuni uomini in mimetica, alcuni con il volto coperto e le spalline della Wagner. Il memoriale inizia a riempirsi di altri fiori, compare il tricolore russo e persino la mazza, il simbolo della ferocia con la quale i mercenari eliminavano i traditori della patria. «Era prevedibile che accadesse. Hanno solo aspettato un po' per non farne un martire», dice Roman, 32 anni, ex combattente della Wagner e veterano della battaglia di Bakhmut.

 

memoriale improvvisato per prigozhin davanti alla sede della wagner a san pietroburgo

Come altri mercenari, è sicuro che Prigozhin sia stato vittima di una resa dei conti interna al Paese. È di questa opinione anche un altro mercenario, noto con il nome di battaglia "Karat", comandante di una brigata d'assalto della Wagner. «Lo Stato non ha lasciato correre», dice, riferendosi all'ammutinamento. «È stata un'azione pianificata dai servizi segreti russi», dice.

 

Dopo la ribellione di due mesi fa, le operazioni della Wagner sono rimaste sospese in un limbo. Secondo le ultime dichiarazioni di Prigozhin, la compagnia si sarebbe trasferita per qualche tempo in Bielorussia e continuerebbe ad operare in Africa. Ora, con la scomparsa della sua leadership, le sorti della Wagner appaiono ancora più incerte.

 

«Non fate nulla di stupido», è stato l'avvertimento rivolto ai mercenari dal canale Telegram Grey Zone vicino alla leadership della Wagner. «Chi ha eliminato Evgeny Viktorovich sappia che noi non ci fermeremo», dice Karat. «Morivamo per il nostro popolo, per il nostro Paese, per la nostra terra e continueremo a farlo».

 

2 – I SEGRETI DI PRIGOZHIN

Estratto dell’articolo di Francesco De Remigis per “il Giornale”

 

vladimir putin

[…] Ancora poco si è […] scavato sul possibile lato d’intelligence, per così dire, presumibilmente messo in piedi a mo’ di assicurazione personale dal n°1 dei «professionisti» della guerra: un altamente probabile cassetto di segreti (e dossier) custodito dal fondatore della Wagner Evgenij Prigozhin, dato ora per morto.

 

Dietro il suo aereo esploso potrebbero esserci manovre legate a informazioni sensibili, che avrebbero potuto (e forse potrebbero ancora) infangare l’esercito russo e l’onore dello zar in vista delle elezioni 2024. Prove di violazione dei diritti umani (anche a danno del popolo della Federazione), reclutamenti forzati, errori. Documenti che sarebbero potuti arrivare anche alla Corte penale dell’Aja. E rivelazioni a uso interno su presunte amanti di Putin, figlie segrete, intrallazzi.

 

Certo, a Prigozhin era stata garantita da Putin in persona la chiusura del processo penale per istigazione alla ribellione, aperto dall’Fsb a carico degli ammutinati contro le gerarchie di Mosca; una promessa confermata dal portavoce del Cremlino Peskov, che però, in modo piuttosto sibillino, aveva parlato della semplice «parola» data dal presidente della Russia.

MEME SU EVGENIJ PRIGOZHIN

 

In sostanza la cornice di un accordo: tra il ricco ex oligarca e l’uomo più potente di Russia, che aveva contribuito a far diventare milionario Prigozhin prima di annoverarlo nella lista dei «traditori».

 

[…] Regolamento di conti, vendetta o messinscena, l’ipotesi di una soluzione di compromesso non onorata dallo zar si consolida, su Prigozhin. […] Qualcosa era filtrato dal quotidiano investigativo Proekt, che a giugno citava una fitta rete di società offshore e intercessori per ripartire case e proprietà alle figlie dello zar e all’ex moglie. Il parcheggio dei paramilitari in Bielorussia aveva rimesso tutto agli umori del Cremlino, mentre Prigozhin scorrazzava in Africa.

 

schianto aereo sul quale viaggiava prigozhin 8

Ma nelle ultime ore in Russia più di un canale Telegram ha ripreso in mano la pista delle informazioni scomode che potevano tenere Putin perfino sotto ricatto, e renderlo dunque ancora più debole. Dossier costruiti dall’ex cuoco mattoncino dopo mattoncino, operazione dopo operazione, tra uno storione affumicato con limone e burro e un buon vino serviti a oligarchi e capi di Stato, prima della carriera paramilitare e durante la stessa.

 

La presunta vendetta non esclude del tutto neppure l’idea di una sparizione orchestrata insieme, per salvare faccia e portafoglio. Ma il potere origlia sempre. E per rubare i segreti (o la posizione di un jet) basta una mazzetta ben infilata sotto la giacca di qualcuno; anche nei teatri di crisi dove la brigata era impiegata, dal Medio Oriente alla Libia, nell’Africa sub-sahariana alla Siria.

memoriale improvvisato per prigozhin davanti alla sede della wagner a san pietroburgoschianto aereo sul quale viaggiava prigozhin 3schianto aereo sul quale viaggiava prigozhin 4memoriale improvvisato per prigozhin davanti alla sede della wagner a san pietroburgo 2

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…