data room - milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato

ITALIA, STATO MINCHIONE: VENDE GLI IMMOBILI PUBBLICI PER POI RIAFFITTARLI DAI PRIVATI – MI-JENA GABELLI FA I CONTI DOPO LA FALLIMENTARE OPERAZIONE VOLUTA NEL 2001 DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA GIULIO TREMONTI IN CUI LO STATO HA DISMESSO I PROPRI IMMOBILI PER ARGINARE IL DEBITO PUBBLICO FINENDO PER PAGARE L’AFFITTO AI PRIVATI: “LO STATO HA INCASSATO POCO PIÙ DI 3,3 MILIARDI DI EURO PER LE VENDITE, E IN 20 ANNI NE HA SPESI 5,4 IN AFFITTI, PIÙ I RIACQUISTI, PIÙ LE MANUTENZIONI, PER UN TOTALE DI CIRCA 6 MILIARDI DI EURO. E ALTRI NE SBORSERÀ, VISTO CHE NON È PIÙ PROPRIETARIO. INTANTO IL DEBITO PUBBLICO, CHE NEL 2004 ERA DI 1.400 MILIARDI, OGGI SUPERA I 3MILA MILIARDI…” - VIDEO

VIDEO: DATA ROOM SULLE VENDITE DEGLI IMMOBILI DELLO STATO

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/lo-stato-vende-casa-per-3-3-miliardi-ma-ne-paga-5-4-in-affitti-dove-sta-l-affare-/715c8995-fa64-4f38-8a5c-b0502e53cxlk.shtml

 

Estratto dell'articolo di Milena Gabanelli e Andrea Priante per www.corriere.it 

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 5

 

[…] Settembre 2001, ministro dell’economia Giulio Tremonti: con decreto (qui) il governo Berlusconi decide per «straordinaria necessità ed urgenza» di vendere parte del patrimonio immobiliare dello Stato per fare cassa, così da arginare il debito pubblico e farla finita con le spese di manutenzione che costano fino a 10 volte più che nel privato. Perché il pubblico spenda così tanto per mantenere la funzionalità degli edifici, non è chiaro.

 

Probabilmente, osserva la Corte dei conti, c’è «un uso inefficiente e poco giustificabile del patrimonio pubblico». Ma tant’è.

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 4

 

Giugno 2004, al Mef c’è ancora Tremonti, che avvia la costituzione del primo fondo di investimento immobiliare dedicato a edifici pubblici.

 

Sei mesi dopo vengono trasferiti al Fip 396 palazzi, oltre 3 milioni di metri quadrati, la metà in pieno centro storico delle principali città. Nell’operazione, il Mef si fa assistere da 4 banche (Banca Imi, Lehman Brothers, Barclays e Royal Bank of Scotland) che scelgono chi gestirà il fondo: Investire Sgr.

 

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 3

 

 

 

A questo punto ci si aspetterebbe che, per stimare il valore dei palazzi, lo Stato si affidi ai propri tecnici. E invece no. A scegliere è Investire Sgr, che indica l’americana Reag (oggi gruppo Kroll).

 

A sua volta la Reag si appoggia per i rilievi alla Ipi Spa, società di servizi immobiliari che in seguito otterrà da Investire l’incarico di vendita, in esclusiva, degli immobili Fip. Per la Reag gli immobili valgono 3,6 miliardi, ma siccome è previso uno sconto del 10%, allo Stato spettano 3,3 miliardi, che in parte incassa subito e in parte sotto forma di quote che rivenderà in seguito. 

 

 

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 7

I 396 immobili sono occupati da agenzie fiscali, caserme, sedi ministeriali ed enti previdenziali (Inps, Inail, Inpdap), ma i dipendenti pubblici restano dove sono, perché lo Stato da proprietario diventa inquilino e paga l’affitto al Fondo. Il contratto è di 9 anni rinnovabili per altri 9: in totale fanno 270 milioni di euro di canoni l’anno, più un aggiornamento in base all’inflazione. E così, già nel 2013 si tocca quota 294 milioni. 

 

Da subito il Mef rassicura gli italiani: sia le banche consulenti che l'Agenzia del Territorio hanno giudicato «congrue» le stime. In realtà, secondo i calcoli dell’Agenzia del Territorio i 396 immobili valgono 4,2 miliardi di euro, e stima un canone annuo, ai parametri di mercato, di 252 milioni e non di 270.

 

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 1

Una differenza che però non è stata considerata rilevante e infatti non ha avuto alcun effetto pratico. Appena due anni dopo la Corte dei conti scriverà che le banche per «loro natura (…) non hanno prestato particolare attenzione al monitoraggio di costi e benefici pubblici», mentre l’Agenzia del Territorio ha agito «senza effettuare sopralluoghi dettagliati né verifiche strutturali», ma sulla base dei documenti forniti da Reag, perché il governo le metteva fretta, e che forse avrebbe fatto meglio a rispondere che in quelle condizioni un parere di congruità «non poteva essere formulato». È evidente, ribadiranno anche in seguito i giudici, la «scarsa convenienza per l’Erario dell’operazione Fip». 

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 6

 

Il tempo l’ha confermato. Che i canoni siano cari lo dice, nel 2022, anche l’allora presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: «Nel momento in cui lasciamo gli immobili del Fip e ne affittiamo altri sul mercato, riusciamo ad avere dei prezzi più bassi». Sta di fatto che ancora oggi Investire Sgr gestisce un portafoglio di 106 edifici Fip, mentre 290 nel frattempo li ha rivenduti, compresa l’ex sede Inps di piazza Augusto Imperatore a Roma che ora ospita l’hotel Bulgari.

 

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 11

Ad acquistarla nel 2020, per l’ottimo prezzo di 150 milioni, la Edizione Property, la holding immobiliare della famiglia Benetton, che per il 20% appartiene a Regia srl, secondo azionista di Investire Sgr. In sostanza i Benetton si sono ritrovati con un piede nella società che vende e uno in quella che compra.

 

Con la digitalizzazione degli archivi e il lavoro diventato più snello con l’ammodernamento tecnologico, per lo Stato poteva essere l’occasione di ottimizzare l’enorme patrimonio immobiliare pubblico e sbarazzarsi degli uffici diventati superflui. Purtroppo è andata diversamente: i 18 anni del contratto di locazione dei 396 palazzi sono scaduti nel 2022, ma solo 159 sono stati liberati chiudendo le sedi o trasferendo gli uffici in spazi meno costosi. Per 215 palazzi continuiamo a pagare l’affitto direttamente ad Investire Sgr o ai privati ai quali la società nel corso degli anni ha venduto i muri.

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 9

 

Non solo: dopo aver versato per anni affitti su affitti, lo Stato si è pure ricomprato 22 immobili a prezzo di mercato, spendendo complessivamente 400 milioni di euro. E altri ne riacquisterà prossimamente, perché – secondo i conti del Demanio – è l’unico modo per risparmiare 20 milioni l’anno di locazioni. Va anche ricordato che le manutenzioni delle quali bisognava liberarsi con la vendita del 2004, perché al pubblico costano fino a 10 volte in più rispetto al privato, sono sempre rimaste in capo all’affittuario.

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 2

 

Tirando le somme: lo Stato ha incassato poco più di 3,3 miliardi di euro, e in 20 anni ne ha spesi 5,4 in affitti, più i riacquisti, più le manutenzioni, per un totale di circa 6 miliardi di euro. E altri ne sborserà, visto che non è più proprietario. Intanto il debito pubblico, che nel 2004 era di 1.400 miliardi, oggi supera i 3mila miliardi.

data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 12data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 8data room milena gabanelli e la vendita degli immobili dello stato 10

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…