terapie intensive

PERCHÉ IN ITALIA CI SONO COSÌ TANTI MORTI DI COVID? - ABBIAMO APPENA SUPERATO LA SOGLIA DEI 150 MILA DECESSI DA INIZIO PANDEMIA: SIAMO IL SECONDO PAESE IN EUROPA PER NUMERO DI VITTIME, IL QUARTO A LIVELLO MONDIALE - TRA LE CAUSE, UN SISTEMA DI ASSISTENZA NAZIONALE E TERRITORIALE INEFFICACE - RICCIARDI: "CI SONO 53 MILA INFERMIERI IN MENO RISPETTO A QUELLI CHE SERVIREBBERO E 10 MILA MEDICI IN MENO" - POI C'ENTRA ANCHE L'ETÀ MEDIA DELLA POPOLAZIONE E LA FRAGILITÀ...

Michela Allegri per "Il Messaggero"

 

terapia intensiva covid 4

Più di 150mila morti. Ieri i dati diffusi dal ministero della Salute sull'andamento della pandemia in Italia hanno documentato un triste traguardo: dall'inizio dell'emergenza, nel nostro Paese le persone che hanno perso la battaglia contro il Covid sono state 150.122.

 

Tantissime. È vero che la curva dei decessi è la più lenta a scendere, ma siamo ancora troppo in alto: l'Italia è la seconda in Europa per numero di morti, ed è il quarto Paese a livello mondiale, con oltre quattro morti ogni 100mila abitanti e oltre 1,2 milioni di contagi in 7 giorni, come emerge dall'ultimo bollettino dell'Oms.

 

WALTER RICCIARDI

Una situazione che dovrà essere analizzata, ma che porta a farsi domande sull'efficacia del sistema di assistenza nazionale e territoriale. Per Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute, Roberto Speranza, i morti che si registrano ancora ogni giorno per Covid «sono tantissimi» e tra le cause ci potrebbe essere anche «la fragilità dell'assistenza sanitaria».

 

GLI INVESTIMENTI

Servono investimenti, che portino all'assunzione di nuovo personale e all'efficientamento delle procedure. D'altronde, «abbiamo un Servizio sanitario nazionale che è arrivato alla pandemia due anni fa in condizioni di debolezza assoluta nell'organico - ha sottolineato Ricciardi, ospite a Tagadà, su La7 - abbiamo 53mila infermieri in meno rispetto a quelli che servirebbero e 10mila medici in meno».

 

terapia intensiva covid

Una carenza che si traduce in un servizio più scadente: «Significa che una persona anziana entra in ospedale e durante la notte è assistita da un infermiere invece che da 5 infermieri, da un medico invece che da 3 medici, è chiaro che la qualità dell'assistenza ne risente, anche se quei medici e quegli infermieri fanno tutto il possibile, a fronte di organici scarsissimi. La tempestività e la qualità dell'assistenza ne risentono».

 

reparto di terapia intensiva brescia 19

Il consigliere di Speranza sostiene che «i soldi ci sono, li dobbiamo utilizzare», per una grande campagna di assunzioni.

 

IL SISTEMA TERRITORIALE

Gli investimenti sono necessari anche nella medicina territoriale, che comprende tutte quelle prestazioni di primo livello e pronto intervento preventive e alternative all'ospedalizzazione.

 

Un sistema che ha dimostrato tutta la sua debolezza - soprattutto nella prima fase dell'emergenza, con la saturazione degli ospedali - e che dovrebbe venire riformato con i fondi del Pnrr.

 

coronavirus paziente all ospedale san filippo neri di roma

«Il Covid ha insegnato che gli ospedali sono importantissimi, ma che è fondamentale riuscire a creare una struttura in grado di assistere in modo diretto le persone, che sia più vicina ai cittadini - spiega Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive al Policlinico Gemelli di Roma e docente dell'Università Cattolica - nel Lazio, per esempio, hanno questo scopo le Uscar, le Unità speciali di continuità assistenziale. È questa la medicina del futuro, che si è manifestata in tutta la sua importanza e carenza».

 

Farmaci terapia intensiva

IL BOLLETTINO

Il bollettino quotidiano diffuso dal Ministero indica che in 24 ore si sono registrate 325 vittime, anche se in calo rispetto alle 384 del giorno precedente. Il monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva inoltre che dal 2 all'8 febbraio non sono per niente diminuiti i decessi rispetto alle settimane precedenti: sono stati 2.587 (+0,2%).

 

nino cartabellotta FONDAZIONE GIMBE

I numeri vanno letti in parallelo a un'altra circostanza non da poco: sono ancora oltre 7 milioni gli italiani non vaccinati, neppure con la prima dose, e si tratta soprattutto di over 50.

 

Al 9 febbraio, l'85,4% della popolazione - sottolinea sempre Gimbe - ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l'82% ha completato il ciclo vaccinale, ma 7,1 milioni di persone non hanno ancora ricevuto nemmeno una somministrazione.

 

Anziano in terapia intensiva 2

Si è inoltre registrato un -35,2% di vaccinazioni rispetto alla settimana precedente nella fascia 5-11 anni e un -41,6% tra gli over 50.

 

Alla base dell'altissima mortalità italiana ci sono anche altri elementi: la demografia e la fragilità. «L'età media è elevata - sottolinea Cauda - e c'è un numero importante di over 50 non ancora vaccinati che molto spesso si oppongono anche al ricovero in ospedale, arrivando quando ormai è troppo tardi per poterli curare».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…