alluvione emilia romagna

9 MORTI. 40 MILA SFOLLATI, 23 FIUMI ESONDATI, 250 FRANE. E’ IL TRAGICO BILANCIO PROVVISORIO DELL’ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA. PER IL METEREOLOGO LUCA MERCALLI E’ UN “DISASTRO ANNUNCIATO” - C’È CHI PUNTA IL DITO SULLA MANUTENZIONE DEGLI ARGINI E SULLE CASSE D’ESPANSIONE DEI FIUMI - L'ALLERTA ROSSA DIRAMATA DA GIORNI - IL GOVERNATORE BONACCINI: "IN 36 ORE È CADUTA L'ACQUA DI 6MESI SU TERRENI CHE NON ASSORBONO PIÙ NULLA" - IL FLOP DEI FONDI ANTI-DISSESTO, 8 MILIARDI MAI SPESI: IN ITALIA 9 COMUNI SU 10 HANNO RISCHI DI ALLUVIONE - VIDEO

 

https://video.corriere.it/cronaca/frana-diretta-abitanti-increduli-filmano-momento-cui-cede-terreno/2db7d572-f4bc-11ed-b7d9-7d259dd28bda?vclk=video3CHP%7Cfrana-diretta-abitanti-increduli-filmano-momento-cui-cede-terreno

 

https://video.corriere.it/cronaca/impressionanti-immagini-autostrada-a14-allagata-faenza-forli/c3a0af5a-f4a3-11ed-b7d9-7d259dd28bda?vclk=video3CHP%7Cimpressionanti-immagini-autostrada-a14-allagata-faenza-forli

 

 

 

Estratto da open.online

 

alluvione emilia romagna

Nove morti, 40 mila sfollati, 41 comuni colpiti e 23 fiumi esondati: è il bilancio ancora provvisorio dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna. 300 millimetri di pioggia caduti in 48 ore lasciano 50 mila cittadini ancora senza corrente elettrica. A causa di una quantità di pioggia mai vista, che in poche ore ha fatto salire il livello dei fiumi fino a farli esondare. «Un disastro annunciato», secondo il meteorologo Luca Mercalli. Mentre il climatologo Bernardo Gozzini dice che l’allerta sarà per sempre e invita a cambiare gli stili di vita. E c’è chi punta il dito sulla manutenzione degli argini. E sulle casse d’espansione dei fiumi. Ne funzionano attualmente 12 sulle 23 previste. «Dove ci sono i sistemi non sono entrati in crisi», dice la vicepresidente della Regione Irene Priolo. Intanto a Forlì continua a mancare l’elettricità e a Ravenna il comune raccomanda di stare ai piani alti e decide di evacuare alcune zone.

 

 

 

Le esondazioni

alluvione emilia romagna 9

Tutti i corsi d’acqua che si trovano fra Rimini e Bologna, ventuno in tutto, hanno rotto gli argini o sono esondati. È finita sott’acqua Faenza, una parte di Cesena e di Forlì e molti altri grandi centri abitati. In alcune zone, in pochi minuti l’acqua è salita, raggiungendo anche i primi piani delle case. Dei nove morti, una donna di Ronta di Cesena è stata ritrovata sulla spiaggia di Cesenatico. Il suo cadavere ha percorso 20 chilometri in poche ore. Proprio a Cesena i video hanno mostrato i residenti che combattevano contro 15 metri di acqua, in arrivo sui tetti. A Bologna il Savena ha lambito le case, mentre il presidente Stefano Bonaccini ha parlato di un’emergenza paragonabile a un terremoto. Alcuni abitanti sono stati messi in salvo attraverso i gommoni. Un’impresa resa particolarmente complicata anche dai continui blackout alle linee elettriche e telefoniche.

 

 

alluvione emilia romagna 69

 

L’allerta rossa

L’allerta rossa era stata diramata da giorni. La perturbazione era attesa. Le aree più a rischio sono state fatte evacuare, le persone invitate a salire ai piani alti delle case. Migliaia di persone hanno lasciato le abitazioni. La realtà, però, ha superato le peggiori previsioni. Anche perché la pioggia (in alcune aree è caduto in 36 ore più del doppio dell’acqua che di solito fa in media nel mese di maggio) è arrivata su un terreno già messo a dura prova dall’alluvione di due settimane fa. Dal primo pomeriggio la pioggia si è fermata ed è spuntato un po’ di sole. Che ha reso più agevoli anche i soccorsi, facendo lentamente ritirare l’acqua dalle aree che aveva invaso. L’emergenza però non è finita. Anche per domani, infatti, sarà in vigore su tutta l’area l’allerta rossa. Il livello di quasi tutti i fiumi continua ad essere sopra la soglia d’emergenza.

 

 

alluvione emilia romagna 6

E sono previste nuove piene che potrebbero mettere a dura prova argini già indeboliti o danneggiati. Senza contare gli oltre 200 movimenti franosi che riguardano la collina e la montagna. Il meteorologo Luca Mercalli spiega in un’intervista a La Stampa che dietro l’emergenza ci sono «gli eventi estremi collegati al riscaldamento globale. Sia chiaro: più scaldiamo l’atmosfera terrestre, e più questi fenomeni diventeranno frequenti e intensi. A livello globale dobbiamo contenere il rischio di peggiorare la situazione, però questo è già il nostro presente». Con il surriscaldamento, spiega l’esperto, «c’è semplicemente più energia in atmosfera. Quindi posso avere un vento sempre più violento e una pioggia più forte. Ma diciamolo: non possiamo continuare in questa ignoranza voluta», dice a Francesco Grignetti.

 

La frequenza degli eventi estremi

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Perché per Mercalli bisogna notare «la frequenza degli eventi estremi. Senigallia, a settembre. Ischia, a novembre. Ora due eventi fortissimi in Romagna a distanza appena di 15 giorni. Eppure la spiegazione è sotto i nostri occhi: il Mediterraneo sta diventando bollente, aumenta l’evaporazione, l’umidità si deve scaricare a terra». Il meteorologo dice che la priorità è fermare le emissioni. Mentre per mitigare il rischio di eventi estremi «occorre studiare caso per caso, a dimensione di bacino, con tutte le competenze attorno a un tavolo, dagli ingegneri agli agronomi, ai forestali. Poi bisogna abbattere e ricostruire, ma lontano dai fiumi, per carità». La priorità è «una legge contro il consumo di suolo. Perché questo episodio ci ha messo ancora davanti agli occhi quanto voglia dire aumentare la vulnerabilità del territorio. Basta con il cemento. Tra l’altro, la terra ci serve per la nostra autosufficienza agricola, per il paesaggio, per il turismo».

 

(…)

 

Le casse d’espansione

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E il quotidiano punta il dito proprio sulle casse d’espansione dei fiumi in Emilia-Romagna. Si tratta di opere che consentono di “parcheggiare” l’acqua fuori dal corso principale in caso di eventi di grande portata. Tra il 2015 e il 2022 la Regione ha ricevuto 190 milioni di euro per la realizzazione di 23 casse. Ma di queste ne funzionano a pieno regime soltanto 12. Altre due funzionano in parte. Nove attendono la fine dei lavori. Due sono ancora da finanziare. Nell’alluvione dell’inizio di maggio si sono riempite d’acqua quella sul Samoggia, nel canale Navile, nei Mulini e nel Senio. «Dove sono state previste i sistemi non sono entrati in crisi. Il problema attuale è la numerosità dei corsi d’acqua in piena contemporaneamente», spiega la vicepresidente dell’Emilia-Romagna Irene Priolo.

 

(...)

A Forlì manca l’elettricità - L’ordine di evacuazione in alcune zone di Ravenna

 

IL FLOP DEI FONDI ANTIDISSESTO

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L’alluvione in Emilia-Romagna costringe a fare i conti. E così si scopre che tra “Italia Sicura” e Pnrr ci sono otto miliardi di fondi anti-dissesto da spendere entro il 2026. Ma nessuno lo fa. Perché, secondo la Corte dei Conti, alcune regioni hanno dimostrato una «dubbia capacità progettuale». E «carenza di profili tecnici unitamente alla programmazione sul territorio».
 
Eppure in Italia 9 comuni su 10 hanno rischi di alluvione. L’ultimo rapporto di Rendis, la piattaforma che aggiorna sugli interventi per il dissesto idrogeologico, dice che solo due cantieri su tre tra quelli finanziati sono conclusi. Il caso-limite è quello del fiume Misa. Che ha provocato 10 morti a Senigallia per l’esondazione nel settembre scorso (...)

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