pamela mastropietro

I MISTERI DI MACERATA - PERCHÉ LA POVERA PAMELA MASTROPIETRO VIENE RITROVATA CON LA LINGUA TRA I DENTI? E PERCHÉ AVEVA DEI BUCHI SUL POLSO (LA PRESUNTA OVERDOSE) VISTO CHE, PER QUELLO CHE SI SA, IL SUO RAPPORTO CON GLI STUPEFACENTI SI LIMITAVA AL FUMO E ALLE SNIFFATE? - COME SI FA A DISARTICOLARE LE OSSA DI UN CADAVERE, FINO A TOGLIERE CARTILAGINI E LEGAMENTI PER POI RIPULIRE I PIATTI E LE TESTE DELLE OSSA CON FIUMI DI VARECHINA?

Daniel Fermanelli e Andrea Taffi per “il Messaggero”

 

PAMELA MASTROPIETRO

Come si fa a disarticolare le ossa di una persona senza vita, fino a togliere cartilagini e legamenti per poi ripulire i piatti e le teste delle ossa con la varechina? Con quale perizia è possibile lasciare i femori nudi e ripuliti, con a parte cosce e tessuti? Perché Pamela viene ritrovata con la lingua tra i denti? E perché aveva dei buchi sul polso (la presunta overdose) visto che, per quello che si sa, il suo rapporto con gli stupefacenti si limitava a fumo e sniffate?

 

Sono le domande più atroci a tenere altissima la tensione di Procura e carabinieri sulla orrenda fine della ragazza di 18 anni che a Macerata sperava di mettere un punto alle sue sofferenze e invece ha imboccato un calvario indicibile fino alla morte che, secondo l'accusa, arriva per mano di tre nigeriani, richiedenti, o ex richiedenti, asilo: in ordine di apparizione Innocent Oseghale, 29 anni, imbianchino; Desmond Lucky, 22 anni, fabbro e Lucky Awelima, 27 anni, piastrellista.

 

LA PERIZIA SCIENTIFICA

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO -DESMOND LUCKY

I mestieri si riferiscono ai trascorsi al paese di origine e qualcosa non torna se anche unendo le competenze della prima vita non si arriva alla perizia scientifica evocata dal medico legale Cingolani, dopo la seconda autopsia, per depezzare il cadavere della ragazza romana. «Niente di mai visto, sentito o letto nella letteratura di anatomopatologia», sostiene addirittura chi ha partecipato alle autopsie.

 

Dove le lesioni interne procurate dalle coltellate e il colpo alla tempia sono ritenuti sufficienti per cristallizzare una repressione senza controllo che porta alla morte della ragazza. Mentre l'ipotesi di una violenza di gruppo non entra nelle ipotesi di reato. Gli esami su tracce biologiche e impronte forse diranno di più.

 

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO - LUCKY AWELIMA

E se celle telefoniche e tabulati indicano con precisione, secondo l'accusa, che i tre nigeriani erano in via Spalato nel pomeriggio di martedì 30 gennaio e si sono sentiti spesso prima e dopo il pomeriggio (tra le 12 e le 19 nessun contatto), adesso inizia la definizione delle responsabilità.

 

«Ci siamo sentiti per delle scommesse», dice Desmond sulle 17 chiamate che intercorrono con Oseghale. Perché i due si vedevano spesso in una sala slot. Uno che chiedeva i soldi (Innocent), l'altro che - dice - glieli dava per aiutarlo. Negano entrambi di essere gli esecutori materiali della morte della ragazza. Uno butta due trolley con resti umani in un greto aperto e visibile; l'altro nega tutto con forza, anche la cessione dell'eroina a Pamela.

PAMELA MASTROPIETRO CON LA MADRE ALESSANDRA VERNI

 

Ma intanto erano insieme a comprare la varechina che serve a smacchiare l'orrore di un corpo fatto in venti pezzi. E il terzo? Lucky Awelima sembra appartenere a un altro livello rispetto ai primi due: anche lui inchiodato dalle celle telefoniche nell'attico di via Spalato, sostiene che quel giorno era all'hotel Recina, sede della sua accoglienza. Poi però il 31 evapora (circostanza non spiegata nelle dichiarazioni spontanee rese al procuratore Giorgio e alla sostituto Ciccioli nella notte tra venerdì e sabato, dopo le quali si avvale della facoltà di non rispondere) e la società che lo gestisce, la Acsim, segnala la scomparsa.

 

INNOCENT OSEGHALE

Sarebbe interessante sapere dove si sia nascosto Awelima per dieci giorni. Sembra più accorto, rimette la testa fuori tra giovedì e venerdì e si può permettere una fuga verso la Svizzera. Oseghale impiega quattro giorni per fare il nome di «Isha boy», il nomignolo con cui Awelima è registrato nel suo cellulare, mentre quello di Desmond, sempre per sua ammissione, è già in pasto agli investigatori praticamente da subito.

 

Dunque Awelima viene conosciuto dai suoi connazionali con un soprannome, mai con il nome di battesimo. Al punto che la sua identità è circoscritta a un numero telefonico fin quando non gli vengono prese le impronte a Macerata tra venerdì e sabato.

 

È il particolare che autorizza gli investigatori a supporre che Awelima (localizzato in via Spalato tra mezzogiorno e le 19 del 30 gennaio) sia una figura chiave oltre che troppo misteriosa. Ma anche ammessa, e concessa, la supposizione, oltre non è possibile andare: per ora Awelima non è più potente, cattivo o fantasma degli altri due. È sullo stesso piano.

 

GLI ACCERTAMENTI

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO

Per questo non basta aver definito il perimetro e i perni dell'accusa e per questo la settimana che entra sarà decisiva. Non tanto per il nuovo sopralluogo del Ris nella mansarda della macelleria, annunciato per oggi, quanto per i risultati dei primi reperti raccolti dal nucleo specialistico dei carabinieri.

INNOCENT OSEGHALE

 

Impronte e tracce biologiche lasciate nel corso della pulizia dai responsabili del depezzamento di Pamela potrebbero imprimere un percorso schiacciante al percorso dell'accusa che ieri ha corretto il tiro rispetto al comunicato tranchant di sabato: «L'indagine non è conclusa, non si seguono procedure di giustizia sommaria». Ci mancherebbe anche il polverone giudiziario dopo lo scempio su Pamela, il raid xenofobo di Traini, la canea politica e il corteo di sabato.

INNOCENT OSEGHALE INNOCENT OSEGHALE

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