consoli veneto banca di maio

LA PUNTATA DI STASERA DI “REPORT” INFILA LA TELECAMERA NEGLI AFFARI DI “VENETO BANCA” - L’ISTITUTO VOLEVA ASSUMERE, PER OLTRE 160 MILA EURO, IL COMANDANTE PROVINCIALE DELLE FIAMME GIALLE, GIUSEPPE DE MAIO - IL CASO DI BRUNO VESPA E LA VENDITA DELLE AZIONI PRIMA DELL’ISPEZIONE DI BANKITALIA

Virginia Della Sala per il “Fatto quotidiano”

 

Giuseppe De Maio Giuseppe De Maio

Il quadro di oggi è tutto, fuorché allegro. Ancora meno quello delle prospettive future. Veneto Banca ha chiuso il 2015 con una perdita di 882 milioni di euro (la raccolta diretta è scesa a 22,5 miliardi, -5,5% rispetto a settembre 2015) dopo il rosso da 968 milioni del 2014 e ora si trova a dover affrontare, entro giugno, un aumento di capitale di circa un miliardo di euro chiesto dalla Bce (garante è Intesa Sanpaolo), contestuale alla quotazione in Borsa. Una scadenza che colpirà prima di tutto decine di migliaia di piccoli azionisti: il valore dei loro titoli scenderà fin quasi a zero, mandando in fumo i risparmi di una vita.

 

Veneto BancaVeneto Banca

La crisi diventa manifesta con un'ispezione di Bankitalia del 2013 e diventa irreversibile quando la Vigilanza passa a Francoforte (Bce): poco a poco ci si accorge dei crediti concessi senza le dovute garanzie passati in "sofferenza" (la banca fatica a recuperarli) che, sommati al rosso del 2014, avviano il tracollo della banca veneta con la contestuale impossibilità di vendere le azioni per chi le possiede. Da qui in poi, è purtroppo storia nota. L'interrogativo riguarda quello che è successo in precedenza e perché nessuno si sia accorto di nulla.

 

veneto  banca assemblea sociveneto banca assemblea soci

A raccontare la vicenda, stasera, è Giovanna Boursier, nel corso della puntata di Report, su Rai3, condotta da Milena Gabanelli. Non si sa se la storia che segue è parte della risposta, ma di sicuro è un racconto curioso. Riguarda l' ex comandante della Guardia di Finanza di Treviso: Giuseppe De Maio è amico dell' ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli.

 

BRUNO VESPA DEGUSTA VINOBRUNO VESPA DEGUSTA VINO

È a De Maio che Consoli propone - nel gennaio del 2015, mentre l' ufficiale era in servizio nella zona dove Veneto Banca ha la sua sede legale - un contratto a tempo indeterminato da 160 mila euro l' anno (più telefono, automobile di servizio, etc) per un' assunzione dentro l' istituto una volta congedato. Un contratto, a quanto risulta ai giornalisti di Report, che sarebbe stato anche controfirmato.

 

Insomma, mentre le popolari crollano e Veneto Banca convince chi chiede un finanziamento ad acquistare anche azioni della banca (escamotage che serve a dare la sensazione che l' istituto sia più solido e abbia più capitale, ma non proprio secondo le regole) c' è un' amicizia che si rafforza.

 

veneto bancaveneto banca

Anche grazie a un viaggio in Brasile, nel 2014, per assistere ai Mondiali di calcio. Una trasferta che costa 24 mila euro: il volo e il soggiorno pagati da una società lussemburghese con conti austriaci, la cui proprietà è sconosciuta.

 

Il nome di De Maio (che intanto si è trasferito a Roma) era già venuto alla luce un anno fa, all' inizio dell' indagine della procura di Roma a Veneto Banca per aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza. Il foglio col suo nome era stato trovato dagli uomini del Nucleo tributario della Finanza di Roma in un cassetto della sede centrale dell' istituto a Montebelluna.

 

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Le storie curiose, però non finiscono qui. C' è, ad esempio, quella di Bruno Vespa. Il giornalista e conduttore di Porta a Porta è anche lui amico di Consoli. Si conoscono nel 2000, Vespa compra azioni dal 2001 al 2010. Poi, dopo una fuga di notizie sul valore delle sue azioni, chiede alla banca di venderle. E ci riesce: un pacchetto giusto poco prima dell' ispezioni di Bankitalia del 2013. Riesce in un' impresa in cui ha fallito la maggior parte degli azionisti: incassa 8 milioni nel momento in cui il titolo è ancora al massimo del suo valore.

 

zonin popolare vicenzazonin popolare vicenza

Racconta il conduttore: "Ho insistito in maniera costante" per 2 anni e 8 mesi fino all' estate 2013. Vespa, però, non riesce a vendere tutto e gli vengono proposte delle obbligazioni: "Io le ho comperate, non sapevo che fossero convertibili, che sarebbero state convertite in azioni e quindi ho parecchi soldi andati in fumo". Per la precisione, 873 mila euro. Nel 2011, racconta Vespa a Report, rileva pure con Consoli e altri soci una masseria pugliese, venduta poi nel 2015.

 

Nella puntata di stasera, Report racconterà anche altre storie di 'nomi eccellenti' che riescono a farsi riacquistare da Popolare di Vicenza i titoli prima che fossero svalutati: da Giuseppe Stefanel, patron dell' omonima azienda di abbigliamento, a Renzo Rosso, inventore del marchio Diesel.

 

popolare vicenza 7popolare vicenza 7

L' inchiesta di Report su Pop Vicenza ha innescato pure un piccolo giallo. La Rai ha ricevuto una lettera dai legali dell' istituto: "Vi invitiamo a valutare, anche sul piano legale, l' opportunità di differire la puntata di Report dedicata a Popolare di Vicenza a data successiva al 30 aprile 2016, una volta completata l' operazione di ricapitalizzazione".

Risposta di Report: "Quando qualcuno chiede soldi al mercato, il dovere del servizio pubblico è fare le pulci".

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