eitan big

UNO SCUDO D'AMORE - IL PICCOLO EITAN SALVATO DALL'ABBRACCIO DEL PADRE, CHE CON IL SUO CORPO LO HA PROTETTO DALLA MORTE - OGGI I MEDICI PROVERANNO A RISVEGLIARLO, ACCANTO A LUI LA ZIA E I NONNI: "SIAMO QUI PER LUI" - I MEDICI LO HANNO OPERATO E TENUTO IN COMA FARMACOLOGICO, LA TAC NON HA EVIDENZIATO DANNI AL CERVELLO - TUTTA LA COMUNITA' EBRAICA SI E' STRETTA INTORNO ALLA FAMIGLIA

Giacomo Nicola per "il Messaggero"

 

tal peleg amit biran e i figli tom e eitan

Oggi i medici risveglieranno Eitan. Accanto a lui ci saranno i nonni e la zia Aya Biran. Dovranno spiegargli quello che è successo: mamma e papà non ci sono più. E anche il suo fratellino Tom, di appena due anni, ora è un angelo. Lui è vivo grazie al padre, Amit Biran, che con il suo corpo gli ha fatto da scudo.

 

Quando domenica pomeriggio il piccolo Eitan, 5 anni, è arrivato all'ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino era cosciente. E terrorizzato. «Lasciatemi stare, non mi toccare, voglio la mamma» continuava a urlare ai medici.

 

Poi le cinque ore di intervento, dove l'ortopedico Simone Spolaore e i suoi colleghi hanno cercato di stabilizzare le fratture al femore, alla tibia e all'omero. Da allora è tenuto in coma farmacologico e le sue condizioni vengono monitorare costantemente. La tac non ha evidenziato danni al cervello o al midollo. La zia ha preso una casa a Torino per seguirlo insieme ai nonni durante la convalescenza.

 

soccorsi alla funivia stresa mottarone

I MESSAGGI «Siamo qui per lui, per fargli sentire che non è solo. Cercheremo di stargli vicino il più possibile. Crescerà con noi. Ho saputo quello che è successo dai messaggi di WhatsApp dei miei amici. Oh mi dispiace hanno iniziato a scrivermi. Al quarto messaggio ho pensato che fosse caduto un altro missile in Israele. Così ho chiamato mio fratello ma non mi ha risposto, poi mia cognata e neanche lei mi ha risposto. Qualcosa non va. Allora ho scritto ai miei amici ma cosa è successo? Due ore dopo la conferma dei nomi dai carabinieri».

 

incidente funivia stresa mottarone 2

Aya Biran nella tragedia di Stresa ha perso suo fratello Amit, sua cognata Tal Peleg e il nipotino Tom di soli due anni, che vivevano a Pavia. Anche i nonni di Tal Peleg erano a bordo della cabina precipitata. L'unico sopravvissuto della famiglia è Eitan.

 

«Non sapevamo dove si trovasse - racconta ancora la zia - abbiamo capito che si trattava di lui quando abbiamo visto che non era nell'elenco delle vittime». Con lei ci sono i nonni paterni. Quelli materni sono partiti da Israele.

 

Anche Aya vive nel Pavese dove lavora come medico in carcere «ma ancora per poco, la vita è troppo breve per essere bruciata così». Mostra dal telefono la foto dell'altro nipotino, Tom, la vittima più giovane dello schianto «è una meraviglia, i bisnonni erano arrivati da pochi giorni per vederli». I nonni di Tal Peleg, la mamma di Eitan, sono morti nel crollo con il resto della famiglia.

carro funebre funivia stresa mottarone

 

«Erano arrivati come turisti, ultraottantenni e vaccinati avevano deciso di venire. In Israele ci sono i missili cosa può succedere in Italia? Volevano vedere i bisnipoti». Vicino al bimbo c'è anche l'intera comunità ebraica di Torino.

 

«Pregheremo per la famiglia e per il piccolo durante le nostre funzioni - le parole di Dario Disegni, presidente della comunità ebraica torinese - cercheremo di fornire alla famiglia tutta l'assistenza materiale e psicologica di cui ha bisogno. Stiamo vivendo un periodo terrificante, a partire dalla pandemia da cui Israele è uscito prima degli altri, per poi passare alla tensione dei giorni scorsi. Quella di ieri doveva essere una giornata di sole, finalmente un po' di relax dopo un periodo terribile con una giornata diversa che invece si è trasformata in tragedia. Non li lasceremo soli. Ora la nostra prima speranza è che il bimbo possa salvarsi».

 

incidente funivia stresa mottarone

L'AMBASCIATORE C'era anche l'ambasciatore di Israele in Italia, Dror Eydar. «Non sappiamo ancora cosa è successo esattamente. C'è un'indagine in corso, siamo sicuri che le istituzioni italiane faranno il meglio che potranno. Abbiamo buone notizie e speriamo che il bambino si riprenda. Tutti noi preghiamo per Eitan, quanto accaduto è stato un grande disastro».

 

A visitare il bimbo anche il presidente della comunità ebraica milanese, Milo Hasbani. «I funerali probabilmente saranno in Israele. Penso che mercoledì ci sarà una preghiera a Verbania e poi le salme partiranno da Torino Caselle con un volo di Stato».

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