papa bergoglio e pietro orlandi

“IL PAPA SICURAMENTE SA COME STANNO LE COSE PERÒ TACE E QUINDI È COMPLICE” - PIETRO ORLANDI TORNA AD ACCUSARE LA SANTA SEDE E LA RETE DI OMERTÀ CHE DA 36 ANNI COPRE LA SCOMPARSA DELLA SORELLA EMANUELA: “DIETRO LA SCOMPARSA DI MIA SORELLA C'E' UN GRANDE BURATTINAIO CHE RICATTA LA CHIESA…LA FINE DI EMANUELA È UNA PROVA CHE PUÒ METTERE IN GINOCCHIO LA CHIESA E CHI TIRA I FILI DI TUTTA QUESTA STORIA HA QUALCOSA DI COSÌ FORTE IN MANO DA TENERE SOTTO SCACCO CHIUNQUE…”

Da www.radiocusanocampus.it

 

pietro orlandi quarto grado

Sono passati ormai 36 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, di cui non si hanno più notizie dal 22 giugno 1983. Il Vaticano mesi fa ha promesso alla famiglia Orlandi di aprire un’inchiesta, ma, ancora nessuna novità. Lo ha reso noto a Radio Cusano Campus Pietro Orlandi. Intervistato da Fabio Camillacci per “La Storia Oscura”, il fratello di Emanuela ha affermato: “Ogni anno che passa la mia rabbia aumenta sempre di più a causa dell’atteggiamento che c’è stato in tutto questo tempo da parte di quelle istituzioni che avrebbero dovuto e potuto fare molto di più e che invece non hanno fatto e continuano a non fare, nonostante ci illudano con parole, promesse e altro.

 

PAPA BERGOGLIO E PIETRO ORLANDI

Ma io non mi arrendo e continuerò a lottare fino a quando non saprò che fine ha fatto Emanuela, nonostante in tanti mi abbiano detto e continuano a dirmi ‘ma chi te lo fa fare, ormai sono passati troppi anni, goditi la vita’. Come posso godermi la vita alla luce di tutto quello che è successo? Soprattutto quando a dirmi certe cose sono persone che fanno parte di ambienti che io considero responsabili diretti o indiretti della scomparsa di mia sorella. Il mio slogan è ‘chi tace è complice’.

 

pietro orlandi

E siccome ci sono tantissime persone che sanno ma tacciono, vuol dire che ci sono tantissimi complici. Peraltro ‘chi tace è complice’ è una frase che ha detto Papa Francesco a proposito della pedofilia nella Chiesa, e forse quella del pontefice è stata una forma di autoaccusa a proposito della scomparsa di Emanuela: perché il Papa sicuramente sa come stanno le cose, però tace e quindi non posso che considerarlo indirettamente complice, visto che tempo fa mi disse ‘Emanuela sta in cielo’. Evidentemente –ha aggiunto Pietro Orlandi- Papa Francesco sa che mia sorella è morta.

 

EMANUELA ORLANDI

Tanti comportamenti assurdi che non riesco a comprendere. Il Vaticano che mi promette di aprire un’inchiesta, che promette di convocarmi, ma già sono passati altri 5 mesi e non si è fatto vivo nessuno. Insieme all’avvocato Laura Sgrò abbiamo garantito il silenzio perché mi dicevano che parlavamo troppo. Dopo tutto questo sono spariti di nuovo: si è trattato dell’ennesima illusione, dell’ennesima promessa mancata. Una cosa è certa: visto che dopo 36 anni la situazione è sempre la stessa, è chiaro che dietro la scomparsa di Emanuela ci sia un ‘grande burattinaio’.

 

C’era e c’è ancora qualcuno che ricatta qualcuno. La fine di Emanuela è una prova che può mettere in ginocchio la Chiesa e chi tira i fili di tutta questa storia e ha una prova così forte in mano, tiene sotto scacco chiunque, Vaticano compreso. E in Vaticano c’è ancora tanta gente che sa. E questo mi ferisce ancor di più perché continuo a considerare il Vaticano parte della mia famiglia essendoci cresciuto: mi sono sentito tradito dallo Stato in cui sono nato e in cui ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza.

 

emanuela orlandi mirella gregori

Ecco perché sabato scorso 22 giugno abbiamo organizzato proprio in piazza Sant’Apollinare la manifestazione per ricordare Emanuela. Ho sempre detto che dietro la scomparsa di mia sorella c’è un sistema che lega Stato, Chiesa e criminalità: e stanno tutti e tre lì. Perché, c’era Enrico De Pedis criminale della Banda della Magliana sepolto nella basilica di Sant’Apollinare, c’era l’abitazione dell’allora Vicario di Roma cardinal Poletti che autorizzò quella sepoltura, e nello stesso palazzo ci abitava l’ex ministro dell’Interno ed ex Presidente della Repubblica Scalfaro, amico intimo dello stesso cardinale Poletti.

emanuela orlandi cimitero teutonico

 

E tutti e due –ha concluso Pietro Orlandi- stavano sempre lì nella Chiesa con monsignor Piero Vergari ex rettore della basilica di Sant’Apollinare e unico ecclesiastico indagato per la scomparsa di mia sorella nell’ultimo filone di inchiesta conclusosi con l’archiviazione nel 2015. Quindi, lo ripeto, in piazza Sant’Apollinare c’era il criminale, c’era la Chiesa e c’era lo Stato: stavano tutti e tre là”.

EMANUELA ORLANDI

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...