POLITICAMENTE SCOTTO - DARIO FO LANCIA UNA PETIZIONE: “BARILLA RAPPRESENTI LE ALTRE FAMIGLIE” - GRAMELLINI: “DOV’È L’OFFESA?” – VECCHIONI: “BARILLA, UN POVERO CRETINO”

1. MULINO ROSA
Massimo Gramellini per "La Stampa"

Intervistato dalla Zanzara - programma radiofonico specializzato nello scavare trappole ai vip, i quali misteriosamente fanno la coda per cascarvi dentro - Guido Barilla ha affermato che nelle pubblicità dei suoi prodotti non mostrerebbe mai una famiglia gay, perché lui si rivolge a quella tradizionale. Subito è scattato un cortocircuito d'indignazione, con appelli al boicottaggio di fusilli e fette biscottate.

La logica sacrosanta del politicamente corretto impone infatti di scagliarsi contro ogni offesa alla sensibilità delle minoranze. È che stavolta non si riesce a scorgere tanto bene l'offesa. Soltanto la scelta di un'azienda di concentrarsi sul «target» - la famiglia tradizionale - a cui immagina di vendere i propri spaghetti.

Una decisione ovviamente opinabile, ma ispirata da valutazioni commerciali, non politiche o morali. Così come ispirata da valutazioni commerciali è stata la scelta opposta di Ikea, che ha spalancato le porte dei suoi spot ai gay anche per suscitare scalpore e simpatia, assegnando al proprio marchio una patente d'avanguardia.

L'indignazione è un'energia rara e preziosa che con l'esperienza si impara a sprecare il meno possibile. Non sarà una reclame del Mulino Bianco a discriminare i gay, e nemmeno la cocciutaggine nel chiamare i genitori «mamma» e «papà» anziché «genitore 1» e «genitore 2» come pretenderebbe qualche originalone.

Le campagne per cui vale veramente la pena di indignarsi (e di battersi) riguardano i diritti degli omosessuali, la loro possibilità di accudire il compagno malato, ereditare, sposarsi, adottare, vivere liberamente l'amore. Il resto è solo un intermezzo pubblicitario.


2. ROBERTO VECCHIONI PRENDE A MORSI BARILLA: "E' UN POVERO CRETINO"
Luisa De Montis per IlGiornale.it

"È un povero cretino, sono tesi inconsistenti". Il cantautore Roberto Vecchioni commenta così le parole di Guido Barilla, al centro della polemica da ieri dopo le sue dichiarazioni alla Zanzara.

Il presidente della società italiana aveva spiegato che "non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale".

Sottolineando di essere comunque a favore dei matrimoni omosessuali, Barilla aveva spiegato che probabilmente non vedremo fai uno spot con una famiglia gay come protagonista, al posto della coppia "tradizionale".

Vecchioni, a margine della presentazione di un libro a Milano, ha definito oggi le parole di Barilla tesi "che non so se fanno ridere o piangere". Ha poi aggiunto: "Conosco la famiglia Barilla, e mi sembra strano che possano avere questo tipo di opinione".


3. VIDEO - DARIO FO NEL CAROSELLO DI BARILLA (1959): IL BALLISTA

 


4. DARIO FO: "CARO GUIDO BARILLA, RAPPRESENTI ANCHE LE ALTRE FAMIGLIE"
Lettera-petizione di Dario Fo al presidente di Barilla, pubblicata sul sito

Caro Guido Barilla,

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l'occasione di conoscere Pietro, vostro padre.

Una persona piena di creatività ed intelligenza, appassionato d'arte e di cultura.

In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell'Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d'Italia, di casa e di famiglia. Per tutti.

Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall'amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l'amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini.

Sull'amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull'amore si fonda una casa.

Alla domanda sul perché la sua azienda non faccia spot pubblicitari con famiglie gay, lei ha risposto: "Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell'azienda". Poi, in seguito alle polemiche che si sono scatenate, ha specificato: "Volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all'interno della famiglia".

E ancora: "Ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca"

Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l'Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un'Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender.

Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni '50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

Mi appello a lei, caro Guido, perchè ha modo di ridare all'Italia di oggi la possibilità di rispecchiarsi nuovamente in uno dei suoi simboli e alla sua azienda di diventare ambasciatore di integrazione e voce del presente. E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi.

Come ho già scritto: "Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti".

DARIO FO

 

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