MA L’UCRAINA NON AVEVA PERSO LA GUERRA? – I DRONI DI KIEV COLPISCONO LA SIBERIA, A 1800 KM DALLA FRONTIERA, E MANDANO NEL PANICO PUTIN – L’ULTIMA GENERAZIONE DI VELIVOLI, GLI HORNET PRODOTTI IN UCRAINA DALLA SOCIETÀ DI ERIC SCHMIDT (EX CEO DI GOOGLE), PILOTATI DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, SONO INVISIBILI: INDIVIDUANO DA SOLI I MEZZI IN MOVIMENTO E LI DISTRUGGE – DECISIVO ANCHE ELON MUSK: DA QUANDO HA OSCURATO STARLINK ALLA RUSSIA, L’ESERCITO È COSTRETTO AD AFFIDARSI ALLE ANTENNE IN BIELORUSSIA…
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"
DRONI UCRAINI COLPISCONO LA CRIMEA
Tyumen è una città della Siberia, cuore di un giacimento colossale di gas e petrolio. La frontiera ucraina si trova a più di 1800 chilometri, ma questa distanza non è bastata a renderla immune dagli attacchi. Almeno due droni sono esplosi sulla raffineria, provocando un incendio nell'impianto che produce otto milioni di tonnellate di carburante l'anno.
Si tratta di un altro primato, attribuito alle bombe volanti Fire Point che avrebbero percorso almeno 2000 chilometri dalle postazioni di lancio. Non ci sono più santuari: il raggio d'azione dei robot killer di Kiev continua ad estendersi. Per aumentare l'autonomia, riducono il carico bellico ma in una raffineria bastano pochi chili di esplosivo per appiccare roghi terribili. L'intera Russia è sotto tiro e ogni raid rappresenta un colpo alla credibilità di Vladimir Putin.
VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN
La situazione più preoccupante per il Cremlino è quella della Crimea, la penisola invasa nel 2014 è di fatto sotto assedio. Ieri ci sono state due incursioni nel giro di poche ore. Hanno preso di mira i terminal all'estremità del viadotto più importante: dal lato russo il porto di Kavkaz, dal versante della Crimea quello di Kerch.
Hanno colpito tre traghetti usati per trasportare mezzi militari e diversi serbatoi di combustibile. Ma – stando al comunicato del comando ucraino – sarebbero state distrutte anche una batteria di missili terra-aria S400 e un sistema contraereo Pantsir.
DRONI UCRAINI COLPISCONO LA CRIMEA
E l'indebolimento delle difese appare la premessa a un attacco contro il viadotto di Kerch, l'opera simbolo dell'occupazione già devastata da un camion bomba nell'ottobre 2022 e più volte bersagliata con barchini telecomandati. Il disegno è chiaro: dividere la Crimea dalla Russia.
[…] L'ultima generazione di droni – gli Hornet, progettati dalla società dell'ex ceo di Google Erich Schmidt e costruiti in Ucraina – sono diventati un incubo: sono pilotati dall'intelligenza artificiale, che individua i mezzi in movimento sulle strade e li distrugge.
Sono stati schierati il 23 maggio e da allora i vertici di Kiev sostengono abbiano incendiato 10.443 tra camion, autocisterne e pullman. Il numero forse è esagerato, ma le arterie che vanno dalla Crimea a Mariupol e Melitopol – e da lì riforniscono il fronte meridionale della campagna di Mosca – sono disseminate di veicoli carbonizzati.
Neppure la scorta di furgoni zeppi di mitragliatrici riesce a proteggere i convogli, con il risultato di lasciare le truppe in prima linea a corto di benzina e munizioni. Solo le strade che portano al Donbass da nord permettono ancora di alimentare l'armata russa: supportano gli assalti alle città di Lyman e Kostiantynivka, gli unici che proseguono a testa bassa.
L'organizzazione dell'esercito di Mosca continua a pagare un prezzo altissimo per l'oscuramento delle connessioni satellitari Starlink, deciso a inizio anno dalla compagnia di Elon Musk.
Secondo l'intelligence di Kiev, per proseguire i bombardamenti dei loro droni sull'Ucraina, i russi hanno piazzato ripetitori e ponti radio in Bielorussia. Minsk inoltre avrebbe aumentato l'attività delle sue raffinerie per compensare quelle messe fuori uso in Russia. Un contributo che venerdì scorso ha provocato un ultimatum a Lukashenko del presidente Zelensky: «Se entro una settimana le antenne non verranno rimosse, le toglieremo di mezzo noi: ogni giorno causano la morte dei nostri civili. E lo stesso faremo con l'industria petrolifera: impediremo ai russi di avere il carburante e i profitti delle esportazioni che usano contro di noi».
Una minaccia che potrebbe determinare una nuova escalation della guerra. Nella primavera del 2022 Lukashenko ha permesso all'armata di Putin di utilizzare il suo territorio per marciare contro la capitale ucraina. Poi da lì non ci sono stati altri assalti diretti, ma il sostegno bielorusso alla macchina bellica del Cremlino cresce senza sosta.
raffineria di kapotnya a mosca colpita dai droni ucraini 8
raffineria di kapotnya a mosca colpita dai droni ucraini 9

