sergio mattarella appello alla flotilla - vignetta by vukic

POSTA! CARO DAGO, COME MAI IL COMANDO DELLA FLOTILLA NON È STATO AFFIDATO ALLA CAPITANA CAROLA RACKETE, CONSIDERATO IL SUO CURRICULUM? – LA FLOTTIGLIA STA DIVENTANDO UN BOOMERANG PER LE SINISTRE! PERSINO MATTARELLA DICE "EVITATE RISCHI PER LE PERSONE E ACCETTATE LA MEDIAZIONE OFFERTA DAL PATRIARCATO LATINO DI GERUSALEMME". ORA ELLY SCHLEIN CHE FARÀ? ANDRÀ A SCHIANTARSI O DIRÀ AL SUO ARTURO SCOTTO DI TORNARE A CASA?

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Lettera 1

attacco di droni contro la flotilla

Caro Dago, Flotilla, Mattarella: "Evitate rischi per le persone, accettate la mediazione". Sergione s'è cucinato Arturo Scotto e tutto il Pd!

Matt Degani

 

Lettera 2

Caro Dago, come mai i sinistrelli italiani, da Schlein a Conte, da Bonelli a Fratoianni, non dicono nulla delle pericolose provocazioni del loro compagno Putin nei cieli europei, che potrebbero scatenare la terza guerra mondiale? Meglio parlare di Gaza che innervosire il loro "padrino"...

FB

 

Lettera 3

global sumud flotilla scotto corrado

Caro Dago, la Flottiglia sta diventando un boomerang per le sinistre! Persino Mattarella dice "Evitate rischi per le persone e accettate la mediazione offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme". Ora Elly Schlein che farà? Andrà a schiantarsi o dirà al suo Arturo Scotto di non fare il coglione e tornare a casa?

Maxi

 

Lettera 4

Caro Dago, Garlasco, accusa di corruzione nei confronti dell'ex procuratore aggiunto Mario Venditti. Nato sotto il segno degli euro?

Achille Gambini

 

Lettera 5

l ex procuratore di pavia mario venditti

Caro Dago, oggi Netanyahu parlerà all'Assemblea generale dell'Onu. I palestinesi usciranno dall'Aula? Ah, sì. Trump non li ha nemmeno fatti entrare...

Maury

 

Lettera 6

Carissimo Dago,

a leggere le cronache politiche, che amo definire periferiche, informazione/gossip, noto che molti collaboratori/trici, dei politici, vagano nell'agone politico in attesa dell'opportunità del momento. Portavoce a sinistra che passa a destra con la stessa "passione profonda" del momento, difendendo l'ideale del momento.

 

Qualcuno storce il naso ma, in fin dei conti, è lavoro. Anche se bisognerebbe dire che alla fine son sempre gli stessi, e che i nomi fanno parte anche loro di una mini turris eburnea. Inutile sorprenderci, siamo italiani, Francia o Spagna, purché se magna, grazie caro Guicciardini.

Saluti italici, il Gandi

 

margherita agnelli 100 minuti la7

Lettera 7

Caro Dago,

Da anni si legge sulle astuzie della famiglia Agnelli, che ha accumulato ricchezza a spese di noi, poveri cittadini alle prese con le bollette. È perfino difficile azzardarsi a fare commenti per paura di ritorsioni.

Quosque tandem…?

Giovanna Maldasia

 

Lettera 8

Non capisco caro Dagospia perché denigri la flottiglia che si dirige verso Israele in specifico Gaza. Io sono uno dei primi lettori di Dagospia e francamente non capisco l'ironia riduttiva minima e disperata che volete appiccicare a chi si oppone alla politica criminale di Israele. Fatevi un esame di coscienza e imparate ad ascoltare anche l'umanità che si oppone alla disumanità

Grazie.

Antonio Mereu da Nuoro sempre frequentatore del sito di Dagospia.

 

Lettera 9

global flotilla

Caro Dago, non sono l'etica, o il senso di giustizia e umanità, che spingono gli intellettuali e gli artisti a schierarsi coi terroristi di Hamas, ma l'impunità di cui godono i propal nelle nostre piazze, nelle università, nei teatri, nei luoghi pubblici, e la certezza che se puntano un soggetto sono in grado di distruggerlo, certamente nel suo lavoro, e magari anche nella persona.

 

La paura insomma. Infatti si guardano bene dal chiedere, insieme alla fine delle uccisioni, anche la fine della protezione politica e finanziaria dei terroristi che ha causato la crisi in corso. 

Dario

 

Lettera 10

Caro Dagos,

giorgia meloni 4

Elly Schlein accusa di vittimismo Giorgia Meloni, accusata da Renzi, che ha scoperto il filone d'oro degli attacchi continui e a testa bassa al governo per entrare nelle grazie del campo largo, di essere irresponsabile e alimentare un clima di scontro. Voi, autorizzati da cotanti leader, gongolate delle contestazioni a Salvini, quasi a portata di grinfie dei delicati estremisti di Sinistra.

 

Le contromanifestazioni in nome del diritto di parola per negare questo diritto agli avversari o nemici, sono espressioni di democrazia, tolleranza e clima di pacifico e legittimo confronto politico? Ah, sì? Forse, perché a contromanifestare sono gli amici della Schlein e di Renzi? Un bel modo di fare politica e informazione, prendiamone nota come nuovo galateo della "società civile" e "cittadinanza attiv(istic)a".

Raider

 

Lettera 11

vignetta ellekappa charlie kirk e meloni

Caro Dago, Gardaland (come suo solito) in autunno annuncia le novità per l'anno successivo e, in omaggio al giravoltismo della Meloni, chiamerà il suo rinnovato ottovolante “Giorgia Supermegatwist”. 

Marco di Gessate

 

Lettera 12

Caro Dago: temo che il prossimo Messia non nascerà più in Palestina, troppo odio.... Meglio quassù, in Valsangone.

Valter Coazze

 

Lettera 13

mossad israele

Gentile Dago, leggo che il Mossad è penetrato nei telefonini di Gaza, aveva fatto saltare tutti i cercapersone, ha orecchie in tutto il mondo ma il 7 ottobre praticamente dentro casa non si è accorto di niente permettendo a quattro sciagurati di fare una strage con dei tricicli volanti e altre armi all'avanguardia, allora la domanda nasce spontanea: è possibile tutto questo? I genitori di apparecchiature avveniristiche, una rete di spie infinito, si è fatto fregare così? Non è più semplice dire che andavano cercando la scusa? Ai posteri l'ardua sentenza.

Alla prossima.

Alberto Gentile

 

Lettera 14

UNA CROCE XL AL FUNERALE DI CHARLIE KIRK

Charlie Kirk, ucciso sul palco in Utah, è già il martire perfetto per i crociati MAGA: un Amleto da social scolpito a colpi di indignazioni. La cacciata di Carlson diventa rogo censorio, il Russiagate un totem sacro, le lettere dei democratici a Murdoch prove di un complotto woke.

 

E poi c’è Jimmy Kimmel, il giullare liberal che osa sghignazzare su Trump: un eretico da bruciare al rogo inquisitorio. Guai a dire che i repubblicani sfruttano la morte di Kirk per propaganda. La libertà di parola? Solo un’arma a senso unico. È questo il paradosso del free speech: brandito come vessillo, soffocato appena serve. Implode da solo, ridicolo, come un predicatore che inciampa sul pulpito.

Dark Lumen

 

carola rackete al parlamento europeo

Lettera 15

Caro Dago,

Come mai il comando della Flotilla non è stato affidato alla capitana Carola Rackete, considerato il suo curriculum?

CM

donald trump al funerale di charlie kirk 2funerali di charlie kirk foto lapresse 12funerali di charlie kirk foto lapresse 11

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI