BASTA PRESE PER IL CAIRO! – LA PROCURA DI ROMA HA CHIESTO UN ERGASTOLO E TRE CONDANNE A 17 ANNI DI CARCERE PER GLI AGENTI DEI SERVIZI SEGRETI EGIZIANI IMPUTATI NEL PROCESSO PER LA MORTE DI GIULIO REGENI – GLI 007 SONO ACCUSATI DI AVER TORTURATO E UCCISO IL RICERCATORE ITALIANO, SCOMPARSO AL CAIRO NEL GENNAIO 2016 E RITROVATO MORTO POCHI GIORNI DOPO – PER LA PROCURA DI ROMA, IL MOVENTE DEL DELITTO È “UN’ERRATA PERCEZIONE DI ATTIVITÀ DI INTELLIGENCE OSTILE” DA PARTE DI REGENI – IL PROCURATORE LO VOI: “NON C'È STATA ALCUNA COLLABORAZIONE DA PARTE DELL'EGITTO…”
CASO REGENI: PM, CONDANNARE A ERGASTOLO SHARIF E A 17 ANNI ALTRI TRE 007
processo regeni -manifestazione fuori dal tribunale di roma
(LaPresse) - "Condannare all'ergastolo Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e a 17 anni gli altri tre 007 egiziani”. È la richiesta avanzata dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Sergio Colaiocco davanti alla prima Corte d'Assise di Roma nel processo per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano scomparso al Cairo nel gennaio 2016 e ritrovato morto pochi giorni dopo.
Imputati gli agenti dei servizi segreti egiziani Tarek Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e Usama Morsi. L’udienza si è tenuta nell’aula bunker del carcere di Rebibbia.
REGENI, PROCURA 'MOVENTE? ERRATA PERCEZIONE DI ATTIVITÀ DI INTELLIGENCE'
manifestazione a dieci anni dalla morte di giulio regeni a fiumicello
(ANSA) - "L'insieme del contesto politico, dinamiche interne agli apparati, segnalazione iniziale, sviluppo del sospetto e conferma interpretativa dei comportamenti della vittima, conduce alla ricostruzione del movente come errata percezione di attività di intelligence ostile". Lo afferma la Procura di Roma nella requisitoria del processo sulla morte di Giulio Regeni.
"Il sequestro e le successive torture si collocano, in questa prospettiva, come strumenti utilizzati per ottenere informazioni che la vittima non era in grado di fornire. La ricostruzione degli apparati egiziani si rivela, alla luce degli elementi acquisiti, radicalmente infondata. Le stesse modalità della tortura, nella loro durata ed efferatezza, confermano la dinamica persecutoria, sino al tragico esito finale
Ne emerge una responsabilità concorsuale a struttura progressiva, nella quale ogni imputato occupa un ruolo funzionale specifico".
REGENI, LO VOI 'DA EGITTO NESSUNA COLLABORAZIONE, ABBATTUTO UN MURO'
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - "Non c'è stata alcuna collaborazione da parte dell'Egitto, non sono state rispettate una serie di convezioni internazionali. Questo processo grazie alla Consulta e alle nostre norme si è svolto nel pieno rispetto delle garanzie.
Siamo di fronte a un muro che è stato abbattuto. E' anche grazie all'intervento della Corte Costituzionale che si è superata la fase di stallo". Lo ha detto il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi nel corso del suo intervento nella requisitoria in corso a Rebibbia nel processo sul caso Regeni.
francesco lo voi
i genitori di giulio regeni e la sorella irene manifestano a roma prima dell'inizio del processo sulla morte del figlio 3
processo regeni a roma
