don mattia ferrari.

ORA ANCHE LA CHIESA SI ACCORGE CHE LA GIUSTIZIA ITALIANA FA CAGARE – LA PROCURA DI MODENA HA ARCHIVIATO LE MINACCE A DON MATTIA FERRARI, IL CAPPELLANO DELLA ONG “MEDITERRANEA SAVING HUMANS”: SECONDO I GIUDICI “LE FRASI” NON PRESENTEREBBERO PROFILI DI RILIEVO PENALE. PECCATO CHE A PRONUNCIARLE FOSSE NIENTEMENO CHE IL “PORTAVOCE DELLA MAFIA LIBICA” - LA SURREALE MOTIVAZIONE CON CUI IL PM “SCAGIONA” CHI USA I SOCIAL PER CALUNNIARE PERCHÉ I SACERDOTI DEVONO ESSERE “RISERVATI E SILENZIOSI”

 

Daniela Fassini per “Avvenire”

don mattia ferrari. 1

 

Potrebbe essere solo un appunto personale oppure, più in generale, un'indicazione per la Chiesa e per il suo impegno "sociale". Certo è che quello che ha scritto la Procura di Modena nella richiesta di archiviazione della vicenda legata alle minacce ricevute da don Mattia Ferrari, il cappellano di "Mediterranea saving humans", è destinato a far rumore.

 

Gli attacchi al sacerdote, ai giornalisti e a chi si occupa di salvare i migranti dal mare e di denunciare per davvero il traffico indisturbato che avviene nel Mediterraneo condotti da un personaggio conosciuto come il "portavoce della mafia libica" sono considerati irrilevanti e degni di archiviazione in quanto le minacce (per il pm semplicemente «le frasi») indirizzate al cappellano e agli altri bersagli non « presentano profili di rilievo penale». Una posizione che, al di là del merito della questione, lascia perplessi i legali che difendono don Mattia. E chiunque scorra le carte.

don mattia ferrari. 10

 

Don Mattia è da tempo sotto "radiosorveglianza" decisa dal Comitato provinciale per la sicurezza dei cittadini, proprio sulla base di quelle minacce. Una decisione che per la Procura non avrebbe senso in quanto il sacerdote non sarebbe nel mirino di nessuna mafia libica. Le «frasi» scagliategli contro sarebbero «prive di rilevanza penale da chiunque esse provengano».

don mattia ferrari. 11

 

Nel testo in cui propone l'archiviazione il pm non cita mai l'account dal quale sono arrivate e che, come attestano inchieste giornalistiche e atti parlamentari, sarebbe invece «un portavoce della mafia libica legato ai servizi segreti di diversi Paesi».

 

Quell'account infatti, sottolineano le fonti vicine a chi subisce minacce, pubblica continuamente materiale per conto della mafia libica e periodicamente anche foto "top secret" di velivoli militari europei e di apparati italiani.

 

don mattia ferrari. 12

Don Mattia, oltre a essere cappellano della Ong "Mediterranea Saving Humans", è molto impegnato in un'azione pastorale e umanitaria a difesa delle persone migranti, in particolare di quelle che vengono soccorse nel Mediterraneo. Una missione, come si sa, tipicamente diffusa tra chi, all'interno della Chiesa, si occupa degli ultimi e dei più fragili. Ed è proprio per questo suo impegno che si sono accesi su di lui riflettori anche assai ostili. In particolare da parte del già citato account Twitter da cui, appunto, sono partite tutte le minacce.

don mattia ferrari. 2

 

A leggere la richiesta di archiviazione depositata a Modena è come se il magistrato avesse in un certo senso negato l'esistenza del legame tra l'account da cui sono partite le minacce e la mafia libica. E questo nonostante che un viceministro dell'Interno, l'allora in carica Carlo Sibilia, rispondendo a interrogazioni parlamentari avesse sottolineato la realtà e la gravità del fatto.

 

don mattia ferrari. 9

Ma c'è di più. A preoccupare i legali che difendono don Ferrari, ci sarebbe una sorta di "appunto" rivolto all'operato umanitario del sacerdote e non solo a quello. Nel documento della Procura si sottolinea, infatti, che «se il prete esercita in questo modo, diverso dal magistero tradizionale », deve in un certo senso aspettarsi reazione contrarie e fra queste di essere bersagliato.

don mattia ferrari. 8

 

Nello specifico, in un passaggio del testo, il pubblico ministero si mostra indulgente con chi usa i social network per aggredire e calunniare, suggerendo che l'esposizione sui social network naturalmente provoca reazioni, specie se «come già evidenziato chi porta il suo impegno umanitario (e latamente politico) sul terreno dei social o comunque del pubblico palco - ben diverso dagli ambiti tradizionali - riservati e silenziosi - di estrinsecazione del mandato pastorale - e lo faccia propalando le sue opere con toni legittimamente decisi e netti».

 

don mattia ferrari. 6

Per il pm, insomma, un sacerdote che prende posizione accanto ai poveri e agli ultimi non è abbastanza "discreto" ed è troppo "pubblico" e anche un po', seppure in senso lato, "politico" e deve aspettarsi e, in fondo, subire reazioni. In altre parole, chi si occupa di diritti umani e si dedica all'impegno umanitario non deve sorprendersi se poi finisce nel mirino, anche se è un prete.

 

don mattia ferrari. 5

Anzi, forse, proprio perché è un prete. Come se essere sacerdote significasse dire Messa, amministrare i sacramenti e stare in silenzio. « La richiesta d'archiviazione è molto grave perché suggerisce che le condotte di minaccia e diffamazione online non debbano essere perseguite, ma siano coperte da una sorta di impunità », sottolinea l'avvocato di don Mattia, Francesca Cancellaro, dello studio legale Gamberini e associati.

 

don mattia ferrari. 4

E annuncia: « Noi sappiamo, invece, quanto sia pericolosa questa opacità e quanto intimidatori possano essere i messaggi che vengono veicolati. Per questo presenteremo opposizione alla richiesta di archiviazione: per chiedere al Gip che finalmente si indaghi su questi preoccupanti episodi, consentendo a don Mattia di esprimersi liberamente in sostegno delle persone migranti e del dovere di soccorrerle».

don mattia ferrari. 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…