maurizio de lucia strage capaci matteo messina denaro

"LE STRAGI DEL 1993? CI SONO DUE DOMANDE SENZA RISPOSTA: CHI HA INDICATO I LUOGHI DA COLPIRE E LE VERE RAGIONI DELL’ACCELERAZIONE DELL’ATTENTATO A BORSELLINO" – IL PROCURATORE DI PALERMO MAURIZIO DE LUCIA: "INTERVENTI ESTERNI A COSA NOSTRA? NON E' IRRAGIONEVOLE PENSARE AD ALTRI SOGGETTI CHE HANNO SVOLTO UN RUOLO DI CONSULENZA. PER LA MAFIA C'E' LA GRANDE OCCASIONE DEI FONDI DEL PNRR DA SFRUTTARE CON LE IMPRESE MAFIOSE E I SUBAPPALTI. NELLA BORGHESIA MAFIOSA CI SONO QUELLI CHE..."

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

maurizio de lucia 4

Procuratore Maurizio De Lucia, che significato ha il primo anniversario dell’attentato di Capaci senza più mafiosi stragisti in circolazione?

«È una ricorrenza diversa, proprio perché oggi tutti i colpevoli accertati delle bombe del ’92 e del ’93 sono in carcere, al “41 bis”, o deceduti. Dopo la cattura di Matteo Messina Denaro, l’ultimo stragista latitante, lo Stato ha finalmente un debito in meno da pagare con i propri martiri. Fermo restando che molto resta da fare per chiarire le zone d’ombra che continuano a gravare su quella stagione».

strage capaci

 

Per esempio?

«Le indagini sulle stragi sono competenza di altri uffici giudiziari che stanno lavorando alacremente, ma chi ha indicato i luoghi delle stragi del 1993, o le vere ragioni dell’accelerazione dell’attentato a Paolo Borsellino, sono due delle domande ancora senza risposta».

 

Pensa a interventi esterni a Cosa nostra?

«Sono ipotesi. Di certo Cosa nostra non è e non è stata solo un raggruppamento di contadini corleonesi, ma anche un insieme di intelligenze che nel tempo li hanno aiutati, e dunque non è irragionevole pensare ad altri soggetti che hanno svolto un ruolo di consulenza, per così dire. Ma, di nuovo, è materia d’interesse di altre Procure».

 

maurizio de lucia 3

La sua invece sta disegnando il volto di una mafia che fino al momento del suo arresto era incarnata da Messina Denaro. Che immagine ne viene fuori?

«Matteo Messina Denaro è l’emblema della mafia che ha cambiato faccia. Lui rappresenta il passato stragista, ma aveva già avviato la nuova fase degli affari e dei traffici necessari a fare impresa. Ora che è uscito di scena, quell’indirizzo resta.

 

L’organizzazione mafiosa è abituata a perdere i propri capi; può non avere altri esponenti con la stessa visione strategica, ma certamente continua a seguire le linee tracciate da Messina Denaro: tornare a occuparsi di traffico di stupefacenti e di appalti».

MATTEO MESSINA DENARO

 

Un ritorno all’epoca pre-stragi, sembrerebbe.

«[…] Per quanto riguarda gli appalti, c’è la grande occasione dei fondi del Pnrr che si cerca di sfruttare con imprese mafiose presenti sul territorio e attraverso i subappalti».

[…]

 

Intanto però si continuano ad avanzare dubbi anche sulla genuinità dell’operazione che ha portato all’arresto di Messina Denaro.

«[…] si è trattato di un’operazione del tutto trasparente, condotta senza misteri da carabinieri che hanno saputo farlo con abilità […]».

maurizio de lucia 2

 

A che punto sono le inchieste sulle complicità di cui ha goduto il capomafia?

«[…] C’è differenza tra chi ha portato il cestino del pane a un latitante, commettendo un reato, e chi invece l’ha visto uscire e ha solo fatto finta di niente, come non fosse affar suo ».

 

È lo stesso parametro da applicare alla cosiddetta borghesia mafiosa, di cui pure s’è parlato dopo l’arresto di Messina Denaro?

«Lì c’è qualcosa di più, perché nella borghesia mafiosa rientra non solo chi conosce i mafiosi, ma pure chi con loro cerca un dialogo e fa favori per averne altri in cambio che lo aiutino a risolvere i propri problemi […] ».

matteo messina denaro con montone

 

[…]

A che settori della società appartengono?

«Alla borghesia in senso ampio, in quanto ceto sociale, come al mondo della politica, delle imprese e delle professioni».

 

Questo significa che la mafia ha vinto sul risveglio della società civile avviatosi 31 anni fa, dal movimento dei lenzuoli bianchi fino alle manifestazioni di oggi?

maurizio de lucia 1

«No, significa che la mafia è una struttura elastica e complessa che sa adeguarsi alle realtà che cambiano. La società civile ha fatto enormi passi avanti, perché è vero che dopo trentuno anni parliamo ancora di complicità, ma è anche vero che oggi nelle scuole elementari di Palermo i bambini sanno chi erano Falcone e Borsellino, e non era affatto scontato […] »

 

Lei dov’era il 23 maggio 1992?

«A Palermo, magistrato da appena due anni e giovane sostituto procuratore che in un periodo di pochi telefonini e molti telegiornali apprese con sgomento la notizia dell’esplosione sull’autostrada; con altri colleghi corremmo all’obitorio, dove apprendemmo della morte di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, dopo quella dei tre agenti di scorta.

matteo messina denaro 2

 

Fu un episodio che ha segnato me e un’intera generazione di magistrati che in seguito hanno lavorato tentando di seguire con scrupolo l’esempio di chi non c’è più. L’essersi ritrovato, trentuno anni dopo, a coordinare la cattura di Matteo Messina Denaro che ovviamente è stata possibile grazie al lavoro di tante altre persone, è la chiusura di un cerchio che conta per me, ma non credo abbia grande valenza pubblica».

maurizio de lucia. 2matteo messina denaro 1maurizio de lucia. strage capaci 1STRAGE CAPACIstrage di capaci 1strage di capaci 2strage di capaciSTRAGE DI CAPACImaurizio de lucia.

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...