asia argento

ASIA ARGENTO, CHIAGNE E FOTTE: “NON SI PUÒ PIÙ GIRARE UNA SCENA DI SESSO” – LA PALADINA DEL METOO CHE HA FATTO SALTARE IN ARIA WEINSTEIN SI È ROTTA LE PALLE “DELLA DERIVA DEL FALSO MORALISMO. PARLARE NON È STATA UNA VITTORIA. L'UNICA VITTORIA È STATA CHE LUI SIA IN PRIGIONE. MA ORA A HOLLYWOOD SE NON È PRESENTE UNO "SPECIALISTA" (DETTO "COORDINATORE DI SCENE INTIME", NDD) CHE SORVEGLIA CHE SIA TUTTO IN ORDINE NON CI PUÒ PIÙ MUOVERE''

Claudia Osmetti per “Libero quotidiano”

 

ASIA ARGENTO SHIBARI

Alla fine lo ha ammesso anche Asia Argento. Lei, che, accusando di violenza sessuale Harvey Weinstein, il produttore cinematografico della Miramax Films, ha acceso la miccia che poi è detonata col movimento MeToo.

 

asia argento

Quell'indignazione anti-molestie che, dal 2017 in avanti, ha travolto mezzo pianeta. Più o meno a ragione.

 

Ecco, Asia Argento non rinnega di aver dato il via a quello scandalo mondiale («Parlare non è stata una vittoria. L'unica vittoria è stata che lui sia in prigione», dice l'attrice in una lunga intervista a Oggi in edicola questa settimana, «so che il mio gesto ha aiutato alcune donne, e per questo non me ne pento»), però punta il dito contro «la deriva del falso moralismo che ha generato. Adesso», sbotta, «non si può più girare una scena di sesso, a Hollywood, se non è presente uno "specialista" che sorveglia che sia tutto in ordine».

asia argento

 

Vai a capire. Non ha neanche tutti i torti, Asia Argento. Anzi, ha ragione a storcere il naso: ci mancava giusto il guardiano che controlla i guardoni. Ma per favore. Chi scrive, come tutte le donne, è sensibile all'argomento: ché dover ricordare ancora, nel 2021, che noi signore non siamo merce di scambio per stupidi giochini erotici è avvilente e ci ha pure un po' stancate.

 

Però l'eccesso di politically correct in un ambito, quello della rappresentazione del sesso, che di politically correct non ha proprio niente (e non significa che sia un sostanziale invito all'indecenza, tutt' altro), è un contraltare che farebbe ridere, se la questione non fosse seria. Lo "specialista" a cui si riferisce Asia Argento, sui libri paga dell'industria dei film, ha un nome ancora più ridicolo: si chiama "coordinatore di scene intime".

 

ASIA ARGENTO

Ché già solo così pensi a una barzelletta, a una macchietta in un libro di Philip Roth, a una figura mitologica che si aggira tra i camerini e sulle roulotte parcheggiate davanti a set per vagliare mutande e controllare materassi. Invece esiste veramente.

 

A inizio maggio la Screen actors guild (una sigla sindacale a stelle e strisce che rappresenta circa 160mila attori, artisti, giornalisti e chi più ne ha più ne metta) l'ha detto chiaro: vuole creare un registro professionale, farne una figura imprescindibile. Insomma, istituire il ruolo con tutti i sacri crismi della burocrazia perché, cribbio, vuoi mica inaugurare il ciak senza passare al check delle scene di nudo?

asia argento limona il cane in. gogo tales

 

C'è chi ci ha pensato nel 2019, ma è poco prima dell'arrivo del covid (cioè nel gennaio del 2020) che i "benpensanti" al di là dell'oceano han stilato pure le linee guida che dovranno seguire i professionisti in questione.

 

La sua prima compararsata dietro il grande schermo, il "coordinatore di scene intime" l'ha fatta con le riprese di James Bond, tre anni fa. Immagina la situazione: Ana de Armas, 31 anni, bond girl, tra le braccia di Daniel Craig, 51enne 007 al servizio di sua maestà e lui lì, l'"intimacy coach" (non è che a dirlo in inglese suoni meglio), nel mezzo, a fare da terzo incomodo, con la scusa che deve assicurarsi del benessere degli attori, che han bisogno di sentirsi a loro agio e necessitano di tutto il supporto che vogliono.

asia argento xxx

 

Sacrosanto, per carità. Ma serviva un estraneo, quindi un'ulteriore persona che sbircia e annota e osserva, mentre la pellicola registra immagini un po' spinte, necessariamente osè? A Hollywood son tutti entusiasti e gli americani son così, credono d'aver risolto l'intero ambaradan semplicemente ampliando le voci di spesa a carico dei produttori.

 

Poi magari dimenticano che l'industria dei colossal di Los Angeles è in altre faccende affaccendata (i lavoratori del cinema stanno mettendo in piedi un maxi sciopero perchè i nuovi canali di fruizione come Netflix, Apple e Amazon pagano i loro colleghi meglio e di più: sarebbe il primo stop in 128 anni di storia della filmografia mondiale), ma vuoi mettere? Almeno l'oscenità sollevata col MeeToo è risolta. Fosse così facile, tra l'altro. Prendi lo showbiz, lo ripulisci con lo "specialista" e dormi sonni tranquilli.

 

asia argento nuda in scarlet diva 1

A parte che le molestie sessuali son cosa seria e come tali andrebbero trattate: ma che ora, come dice Asia Argento, tocchi persino star fermi ad aspettare l'okay preventivo della buoncostume interna alla produzione di turno sembra un tantinello esagerato.

 

Roba da finire dritta dritta in una puntata di Boris, il telefilm con Pietro Sermonti e Francesco Pannofino che prende allegramente in giro il mondo della tivù. Dài. L'intento è anche nobile (sempre viva chi si schiera contro gli abusi, sempre viva chi combatte le violenze sessuali), però vediamo di non cadere nel comico. Altrimenti l'affare ci sfuggirà dimano.

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