vladimir putin donald trump jet caccia aereo militare russo russia

PUTIN CERCA L’INCIDENTE NEI CIELI DELLA NATO PER SCATENARE UN’ALTRA GUERRA? – SONO SEMPRE PIÙ FREQUENTI LE PROVOCAZIONI RUSSE: IERI QUATTRO JET SONO STATI INTERCETTATI SOPRA L’ALASKA DAGLI F-16 AMERICANI E DUE CACCIA DELLA NATO SONO ENTRATI IN AZIONE A CAUSA DI QUATTRO BOMBARDIERI DI MOSCA ENTRATI NELLO SPAZIO AEREO LETTONE – TRUMP HA DETTO CHE “SE NECESSARIO” L’ALLEANZA ATLANTICA DEVE ABBATTERE I VELIVOLI RUSSI CHE INVADERANNO IL TERRITORIO DEI PAESI ALLEATI - ORA POTREBBERO CAMBIARE LE REGOLE D’INGAGGIO DELLA NATO MA MOSCA AVVERTE: “L’ABBATTIMENTO DI UN NOSTRO AEREO SAREBBE UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA”

1 - NUOVI ALLARMI SU DRONI E JET RUSSI RUTTE: ABBATTERLI SE SCONFINANO

Estratto dell’articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

jet russo

Tra il sorvolo di jet russi e droni non identificati in movimento, resta alta la tensione nei cieli Nato mentre i toni si fanno sempre più incandescenti. Sono quattro gli F-16 che ieri la US Air Force ha fatto alzare in volo per intercettare due bombardieri strategici Tu-95 e due caccia S-35 all’interno dell’area d’identificazione della difesa aerea sopra l’Alaska.

 

La Nato ha poi fatto alzare in volo due Gripen ungheresi schierati in Lituania per intercettare un Su-30, un Su-35 e tre MiG-31 russi in prossimità dello spazio aereo lettone. Infine alcuni droni tra Danimarca e Svezia hanno provocato un nuovo stop agli aeroporti danesi. [...]

 

il generale Alexus Grynkewich e Mark Rutte

Episodi preoccupanti perché Aalborg funge anche da base militare e Skrydstrup ospita alcuni F-35 e F-16. Avvistamenti anche sopra il reggimento dei Dragoni dello Jutland a Holstebro. Se le indagini dell’intelligence danese non sono ancora concluse e dunque non è possibile attribuire direttamente a Mosca la responsabilità di questi episodi, Copenaghen pare tentata di evocare altre consultazioni sulla base dell’articolo 4 del Trattato atlantico.

 

Dopo la risposta data martedì da Donald Trump, a margine del bilaterale con Zelensky, sulla reazione che la Nato dovrebbe avere rispetto ai velivoli russi, ieri il segretario della Nato Mark Rutte si è detto d’accordo sulla necessità di abbattere i jet russi se violano lo spazio aereo dell’Alleanza.

 

putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse

[...] A gettare benzina sul fuoco ci pensa poi l’ambasciatore russo a Parigi, Alexei Meshkov. Negando ogni coinvolgimento di Mosca, in un’intervista alla Radio francese spiega come l’abbattimento di un aereo russo da parte della Nato, pur in caso di violazione dei cieli dell’Alleanza, equivarrebbe a una dichiarazione di guerra.

 

«Sono parecchi gli aerei che violano il nostro spazio aereo, accidentalmente o meno. Nessuno li abbatte», ha aggiunto l’ambasciatore. Una posizione espressa anche dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che da New York a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite punta il dito e dice: Nato e Ue sono in guerra con la Russia e la crisi in Ucraina ne è «un chiaro esempio». [...]

 

 

2 – LA VALUTAZIONE DEL PERICOLO E L’OPZIONE DELLO “STRIKE”. LE REGOLE D’INGAGGIO NATO POTREBBERO CAMBIARE

Francesca Basso e Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA

Tutto si gioca attorno a due parole: «Se necessario», pronunciate in un’intervista rilasciata a Fox News . Dietro a quell’espressione ci sono le regole di ingaggio della Nato di fronte agli sconfinamenti di caccia e droni russi.

 

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha detto di essere «totalmente d’accordo con il presidente Trump» sul fatto che la Nato potrebbero abbattere i caccia russi che invaderanno il territorio dei Paesi alleati, aggiungendo però «se necessario».

 

Se finora la consuetudine è sempre stata, in caso di sconfinamento, quella di intercettare, scortare ed eventualmente costringere un velivolo ad atterrare, ora le parole di Trump rischiano di avere un impatto sulle regole di ingaggio, dando una legittimazione politica a un eventuale abbattimento.

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska. foto lapresse

E creano anche un’aspettativa di azione immediata a prescindere dal tipo di violazione, senza distinzione tra il caso di un vero sconfinamento e il semplice ingresso in una zona internazionale.

 

[...]  Per il ministro della Difesa tedesco Pistorius non si deve fare «a Putin il favore» di cadere «nella trappola dell’escalation».

 

Al termine del Consiglio Nord Atlantico martedì scorso, Rutte aveva spiegato come intende reagire l’Alleanza. «Valuteremo sempre i pericoli, se si tratti di una minaccia diretta alla nostra difesa generale, alla nostra posizione, e agiremo sempre di conseguenza», aveva detto il segretario generale della Nato aggiungendo che ciò «che faremo sempre è assicurarci di reagire in modo proporzionato».

 

il caccia polacco che ha inseguito jet russo sui cieli estoni

Dunque i piloti da combattimento e i militari «valuteranno costantemente le minacce» e se sia necessario scortare gli aerei fuori dal territorio alleato «ma se necessario, e il presidente Trump ha perfettamente ragione, faremo anche di più. Il massimo per proteggere il nostro popolo», ha ribadito ieri Rutte.

 

Messaggio che è stato consegnato direttamente anche a Mosca, questa settimana, da inviati britannici, francesi e tedeschi in un incontro a porte chiuse riferito da Bloomberg.

 

Gli sconfinamenti non sono una pratica di adesso. Nel solo 2023 gli alleati sono decollati oltre trecento volte per intercettare e identificare aerei russi in prossimità dei confini dell’Alleanza. Fin dalla Guerra Fredda vale la tattica «io ti sorveglio, tu mi sorvegli». Gli schieramenti si tengono d’occhio nei cieli ma anche in mare con missioni affidate ai sottomarini.

 

il generale Alexus Grynkewich e Mark Rutte

E in alcune occasioni i voli servono a stuzzicare l’avversario, a testare le difese. Di solito vengono rispettate delle regole di ingaggio, con una coppia di caccia mandata a intercettare l’intruso: uno si avvicina, il secondo resta «in guardia».

 

[...]  La Nato, fin dal 2004, ha adottato un pattugliamento massiccio, rinforzato dopo l’invasione dell’Ucraina e condotto con una sorveglianza eseguita da mezzi dotati di sistemi elettronici. Ovviamente lo scenario diventa più grave se c’è una violazione dei confini. Vera o presunta. Ora la guerra in Ucraina e la crescente tensione tra Nato e Mosca hanno aumentato la sensibilità dei Paesi al confine con la Russia e anche il rischio di un’escalation.

DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJAjet russo sfonda il confine con l estonia

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH – COME MAI TRUMP HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON GIORGIA MELONI (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? LA TEMPISTICA NON È CASUALE: A NOVEMBRE IL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA POTREBBE RIMEDIARE UNA SCOPPOLA EPOCALE ALLE ELEZIONI DI MIDTERM. PER EVITARLA, HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DI TUTTI, SOPRATTUTTO DEGLI ITALO-AMERICANI (17-18 MILIONI DI PERSONE) – IL 17 OTTOBRE CI SARÀ LA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON: INIZIALMENTE SEMBRAVA POSSIBILE UN BLITZ DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”), POI SFUMATO. L’ORGANIZZAZIONE DEGLI ITALO-AMERICANI STA PERÒ CERCANDO DI INVITARE IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO (POSSIBILE UN INCONTRO CON TAJANI)

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA. GIUNTA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...