abdelrahman regeni

QUALI SEGRETI NASCONDE SU GIULIO REGENI, LA PROFESSORESSA DI CAMBRIDGE MAHA MAHFOUZ ABDELRAHMAN? - IL PM LA ACCUSANO: “NON HA AIUTATO LE INDAGINI”. NON SOLO: HA MENTITO SU MOLTI PASSAGGI, DAL CONSIGLIO DI FOCALIZZARE STUDI E RICERCHE IN EGITTO FINO ALL’IDEA DI CHIEDERE UN FINANZIAMENTO ALLA RICERCA DI 10.000 STERLINE ALLA FONDAZIONE INGLESE “ANTIPODE” - LE MENZOGNE SUGLI INCONTRI AL CAIRO POCHI GIORNI PRIMA DEL SEQUESTRO DI REGENI…

Giovanni Bianconi per www.corriere.it

 

MAHA ABDELRAHMAN

Della professoressa Maha Mahfouz Abdelrahman, docente di Giulio Regeni all’università di Cambridge che ne seguiva il lavoro in Egitto, i magistrati della Procura di Roma denunciano «l’assenza di volontà di contribuire alle indagini relative al sequestro, la tortura e l’omicidio di un suo studente; quali siano le ragioni di siffatta anomala condotta non è stato possibile, sino ad oggi, accertare».

 

Così ha scritto il pubblico ministero Sergio Colaiocco nell’atto finale dell’inchiesta arrivata anche nel Regno Unito. Tuttavia dal computer della professoressa, acquisito tramite l’autorità giudiziaria britannica, è saltata fuori una e-mail inviata a una collega canadese il 7 febbraio 2016, quattro giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Giulio, in cui scriveva: «Ho mandato un giovane ricercatore verso la sua morte... Indicare alle persone come fare ricerca è qualcosa che, penso, sento di non dover più fare».

 

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI

Poche parole «rivelatrici — secondo il pm — non solo del rimorso della docente per la sorte toccata al suo ricercatore, ma anche della leggerezza che aveva caratterizzato la sua gestione del dottorando Regeni, soprattutto nella fase di invio sul campo».

 

IL COMPUTER DI GIULIO

Dal computer di Giulio messo a disposizione dai suoi genitori («una miniera di dati preziosissima per ricostruire i fatti, dimostrare la correttezza delle sue azioni in Egitto, smentire falsi testimoni e comprendere il movente dei fatti», sottolinea la Procura) è venuto fuori, ad esempio, che era stata proprio Abdelrahman a suggerirgli di focalizzare studi e ricerche in Egitto sul «ruolo dei lavoratori nella rivoluzione nell’era post-Mubarak», e in particolare sul ruolo dei sindacati autonomi, mentre lei ha affermato che fu un’iniziativa di Regeni.

 

MAHA ABDELRAHMAN 2

Altre «contraddizioni» riguardano la scelta della tutor al Cairo, sulla quale Giulio nutriva perplessità, e soprattutto l’idea di chiedere un finanziamento alla ricerca di 10.000 sterline alla Fondazione inglese Antipode. «È un bando che Maha mi ha inviato un po’ di tempo fa», scrisse lo studente alla madre il 14 novembre 2015.

 

LA FONDAZIONE ANTIPODE

Nella ricostruzione della Procura di Roma, quel finanziamento rappresenta un punto di svolta nel destino di Giulio. L’attenzione delle forze di sicurezza egiziane s’è moltiplicata dopo la scoperta che dietro i suoi contatti con gli ambulanti del Cairo poteva esserci Antipode. Lo disse anche il maggiore della National security Magdi Ibrahim Sharif, quando confessò al collega kenyota di aver arrestato Regeni: «Era appartenente alla Fondazione Antipode che spingeva per l’avvio di una rivoluzione in Egitto». Non era vero, ma il solo fatto che Giulio parlasse di questa ipotesi «che non si concretizzerà mai» è diventato, per l’accusa, «una delle concause della sua tragica fine».

giulio regeni paz zarate

 

IL RUOLO DEL SINDACALISTA

Il ricercatore italiano condivise la possibilità di quel finanziamento anche con Mohamed Abdallah, leader del sindacato autonomo degli ambulanti. Il quale intravide la possibilità di guadagnarne qualcosa per sé, ma anche un sospetto da riferire agli agenti della National security. L’11 dicembre 2015 Regeni assiste a una riunione con oltre cento sindacalisti in cui si discute su come «arginare le manovre del governo Al Sisi tese a contrastare le sigle indipendenti». C’è Abdallah e c’è pure una ragazza, coperta dal velo, che scatta una foto a Giulio; un episodio che lo preoccupò molto, secondo la testimonianza del suo amico e collega Francesco De Lellis.

 

giulio regeni

LE ACCUSE A QUATTRO 007 EGIZIANI

Una settimana dopo, il 18 dicembre, il maggiore Sharif chiede a Abdallah di approfondire la provenienza delle 10.000 sterline di cui gli ha parlato Regeni. Il sindacalista incontra Giulio, parlano dei soldi, e a sera Giulio annota sul suo computer: «Umana miseria... Mi ha chiesto che cosa ne verrebbe fuori per lui... Sono rimasto scioccato e gli ho risposto che ne sarebbe rimasto fuori per il fatto che è un sindacalista che lavora per i venditori ambulanti». Dal ricercatore italiano Abdallah ha ottenuto una copia del bando, che Sharif manda a ritirare il 20 dicembre.

 

L’INTERCETTAZIONE

Maha Mahfouz Abdelrahman

Per le vacanze di Natale Giulio rientra a casa dai genitori, torna in Egitto il 4 gennaio e la National security riconvoca il sindacalista. Concordano un nuovo incontro tra lui e Regeni, che stavolta sarà registrato. I due si vedono la sera del 7 gennaio e al termine dell’intercettazione audio-video, nota da tempo, resta incisa la voce di Abdallah che chiama la caserma della National security per concordare la restituzione del microfono.

 

Per la Procura di Roma questo episodio è «con tutta evidenza un’operazione degli apparati di sicurezza egiziani con la finalità di documentare l’attività “eversiva” di Regeni, che non solo ha tradito le aspettative, ma anche certificato la totale estraneità dell’italiano a qualsivoglia tentativo di sovvertire l’ordine costituito egiziano». La tagliola che si stava chiudendo intorno a Giulio, però, non s’è fermata.

REGENI

 

LA PROFESSORESSA ABDELRAHMAN

Quello stesso 7 gennaio Regeni incontrò pure la professoressa Abdelrahman, in trasferta al Cairo. Lei ha sostenuto che tra il settembre 2015 e il 25 gennaio 2016 (giorno del sequestro) «non vi sono stati contatti significativi con Giulio». Un’altra bugia per la Procura di Roma, che commenta: l’indagine ha accertato che in quel periodo ci furono «molti contatti, alcuni particolarmente significativi».

 

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO