QUANDO UN ANIMALE È FERITO DIVENTA PERICOLOSO – IL REGIME IRANIANO FA I CONTI CON UNA PROTESTA SENZA PRECEDENTI: PER LA PRIMA VOLTA A RIVOLTARSI CONTRO LA DITTATURA DI KHAMENEI C’È ANCHE LA BORGHESIA MERCANTILE DEI “BAZARI”, I COMMERCIANTI CHE RAPPRESENTANO UNO DEI PILASTRI DEL SISTEMA (INSIEME AL CLERO, ALLE MASSE SUSSIDIATE DAL GOVERNO E AI DUE MILIONI DI MILITARI) – CINA E RUSSIA RIFORNISCONO LA REPUBBLICA ISLAMICA DI ARMI, TEHERAN PRODUCE 3MILA MISSILI BALISTICI ALL’ANNO E IL PROGRAMMA NUCLEARE, SOTTO BANCO, VA AVANTI. L’AYATOLLAH POTREBBE PROVARE A SPARIGLIARE CON UN’ESCALATION?
LA NUOVA RIVOLTA IRANIANA: PANE, VITA E LIBERTÀ
Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “La Stampa”
SCONTRI DAVANTI ALL UFFICIO DEL GOVERNATORE NELLA PROVINCIA DI FARS IN IRAN
Tre anni fa gli iraniani scendevano in piazza per la vita, la libertà, l'eguaglianza tra uomini e donne, senza più veli e bastonature. Oggi anche, ma soprattutto per il latte in polvere da dare ai bambini e le medicine.
Le proteste nella Repubblica islamica sono un ciclo infinito, dalla caduta dello scià nel 1979 in poi. Un ciclo di repressione, apatia, sofferenza, rabbia sempre più incontrollabili fino a esplosioni, che si ingigantiscono per giorni e settimane. E poi una nuova repressione.
[…] Questa volta è l'economia la molla della ribellione. La corsa dei prezzi innescata dalla svalutazione del rial ha reso molti beni di consumo essenziali inaccessibili ai più. Le importazioni sono diventate aleatorie anche per i commercianti, i bazari, alleati a fasi alterne degli ayatollah.
I bazari sono uno dei pilastri più fragili nella base di consenso del regime, fatta appunto dalla borghesia mercantile, il clero che prospera sulle rendite dei santuari e delle bonyat, sorta di conglomerati economico-religiosi, le masse urbanizzate che vivono di sussidi, e infine l'immenso apparato militare di sicurezza, due milioni tra militari, pasdaran e basiji, le milizie popolari che infieriscono sui manifestanti.
La complessa architettura istituzionale ideata da Khomeini prevede camere di compensazione che finora hanno consentito di resistere a quasi cinquant'anni di sanzioni e guerre. […]
I vertici della Banca centrale hanno assicurato che fermeranno la caduta del rial. Come, non si sa. Dopo il fallimento dei negoziati con l'Europa sul nucleare sono scattate nuove sanzioni, con il meccanismo dello snapback, mentre Trump inaspriva quelle americane.
E l'economia ha cominciato a tracollare, nonostante i massici investimenti cinesi nelle infrastrutture, specie nei grandi corridoi ferroviari verso l'Asia centrale, la Russia e la Turchia.
La base legale delle sanzioni è il trattato per il controllo del programma atomico firmato da Obama e Rohani nel 2015, ormai scaduto. Questo ha permesso a Russia, Cina e alleati vari di non attenersi alle misure punitive dell'Occidente e ricominciare a rifornire la Repubblica islamica di armi. Cacciabombardieri russi e componenti cinesi che alimentano l'industria missilistica.
L'Intelligence israeliana ha realizzato con sconcerto che Teheran riesce ora a produrre tremila missili balistici all'anno. E sta rimettendo in piedi le strutture per l'arricchimento dell'uranio, danneggiato dai raid Usa lo scorso giugno.
Netanyahu ha detto a Trump, a Miami, quanto sia urgente un nuovo round di bombardamenti. Altrimenti l'Iran diventerà atomico e sarà impossibile rovesciare il regime dall'esterno. Dall'interno ci prova, per l'ennesima volta, il popolo iraniano.
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KHAMENEI ACCANTO AL RITRATTO DI KHOMEINI
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