
MIRACOLI DELL'ARTE: A LONDRA SI FA LA FILA PER VEDERE UN MAGAZZINO IN PERIFERIA - ANTONIO RIELLO E IL SUCCESSO DEL "VICTORIA & ALBERT EAST STOREHOUSE": "È IL PIÙ GRANDE MUSEO DI ARTI APPLICATE CHE SORGE A SOUTH KENSINGTON: UN INESAURIBILE SCRIGNO DI REPERTI INTERESSANTISSIMI" - "L'IDEA DI FONDO È BRILLANTE E INNOVATIVA: TRASFORMARE L'INCASINATO SCIATTO RIPOSTIGLIO IN UNA ELEGANTE STANZA DI RAPPRESENTANZA" - "FREQUENTATO SIA DA SPECIALISTI CHE DAL GRANDE PUBBLICO, COME TUTTI I MUSEI DEL REGNO UNITO LEGATI ALLA STORIA È ANCHE VITTIMA DI REVISIONISMI E PROTESTE DI ATTIVISTI ANTI-COLONIALI..."
Antonio Riello per Dagospia
Da quando si fa la fila per andare a vedere un magazzino in periferia? da Maggio 2025! Il V&A East Storehouse è, per il 2025, il vero fenomeno museale di Londra. Il Victoria & Albert è il grande Museo di Arti Applicate che sorge a South Kensington: un inesauribile scrigno di reperti interessantissimi, connotati da un forte contenuto antropologico. In particolare la collezione di moda e di tessuti che possiede è, si dice, la più importante del Mondo.
La sua suntuosa caffetteria maiolicata - originale dell'800 - è assolutamente il posto ideale per darsi appuntamento con qualcuno (ti conferisce un'aria impegnata e non è pretenzioso). Il museo è frequentato sia dagli specialisti che dal grande pubblico, in particolare in occasione di mostre che riguardano stilisti di fama. Come tutti i musei del Regno Unito legati alla Storia ogni tanto è anche vittima di revisionismi e proteste (gruppi di attivisti contestano che parte dei reperti possano essere il frutto dei bottini coloniali).
Il 31 di Maggio, il V&A ha inaugurato una sua nuova sede/deposito nell'Est della città. Esattamente dove sorge lo Stadio Olimpico che fu realizzato nel 2012 per i giochi della XXX Olimpiade. Quest'area oggi è nota come il Queen Elizabeth Olympic Park.
L'architettura è opera del prestigioso studio americano "Diller Scofidio + Renfro". Sono degli specialisti, universalmente accreditati, nella realizzazione di storehouse tardo moderni. Chi ha già visitato la Biennale Architettura in corso a Venezia forse ricorderà, all'Arsenale, il loro film "On Storage" che verte proprio su questo progetto londinese.
L'idea di fondo è brillante e sicuramente innovativa: il "Deposito Chic". Ovvero come trasformare "l'incasinato sciatto ripostiglio in una elegante stanza di rappresentanza". E soprattutto come rigenerarlo in un'esperienza immersiva e affascinante per i visitatori.
Per il pubblico, poter vedere di persona i "meccanismi" del sistema (in questo caso il sistema si occupa di uno sterminato archivio di manufatti, circa mezzo milione) è sempre un esperienza divertente e coinvolgente. Insomma gli apparati tecnici possono ben costituire una forma di spettacolo.
victoria and albert museum east storefront
Lo si può anche immaginare, se preferite, come una forma benigna di "voyeurismo tecno-culturale". Questo edificio in effetti è stato concepito proprio come una macchina-archivio accessibile all'occhio (e alle mani) del pubblico. Vi ricordate i primi orologi Swatch trasparenti? In fondo è lo stesso concetto: "vedere da vicino come le cose funzionano".
Ma c'è di più, non è una semplice visita. I visitatori sono guidati verso una esperienza, in qualche misura, interattiva. L'esplorazione presuppone una prenotazione - con almeno un paio di settimane in anticipo - per poter accedere direttamente ai reperti ai quali si è più interessati.
In sostanza si ordina l'oggetto in questione da un enorme giacimento (che si può scorrere on line). Il processo si chiama "Object Encounters". Il ruolo tradizionale del visitatore-ospite (passivo) si avvicina dunque, in qualche maniera, a quello (attivo) del conservatore/curatore. C'è chi lo definisce - con linguaggio quasi politico - un "radical access".
E comunque possibile, per chi fosse interessato, assistere anche alle complesse e laboriose operazioni di restauro che si susseguono costantemente al terzo piano dell'edificio (Conservation Overlook). E' sempre assicurata una buona assistenza del personale ed è disponibile una ricca documentazione.
Tutto ciò è la testimonianza concreta di come l'offerta museale londinese stia seriamente cercando nuove forme e nuovi linguaggi. 10 e Lode per il V&A! Se ne parlerà a lungo. Critiche? Si potrebbe solo osservare che sebbene la posizione sia abbastanza accessibile ai londinesi (soprattutto quelli che vivono in East London) però, in pratica, lo è un po' meno per i turisti. Arrivare sul posto può richiedere un certo sforzo logistico.
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victoria and albert museum fashion collection
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dolls before 1910 japan move to victoria and albert museum east storehouse by mary ngwu
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