oligarchi russi tar lazio

QUANTO CI COSTANO ‘STI FIGLI DI PUTIN! – I BENI DEGLI OLIGARCHI RUSSI IN ITALIA, CONGELATI DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN UCRAINA, PESANO SEMPRE DI PIU SULLE TASCHE DELLO STATO – IL VALORE DEL TESORO ITALIANO DEGLI AMICI DI PUTIN, TRA VILLE, YACHT, SOCIETÀ E INVESTIMENTI DI OGNI GENERE, SUPERA I 2 MILIARDI E 20 MILIONI DI EURO, MA A BRUXELLES NON SI RIESCE A TROVARE UNA SOLUZIONE LEGALE PER LA VENDITA – NEL FRATTEMPO, LO STATO DEVE SGANCIARE PER LA MANUTENZIONE…

Estratto dell’articolo di Floriana Bulfon per www.repubblica.it

 

VILLE PORTO CERVO OLIGARCHI RUSSI

[…] In 650 giorni dall’invasione dell’Ucraina l’elenco dei beni congelati nel nostro Paese ha continuato ad allungarsi, spesso con più provvedimenti successivi contro gli stessi soggetti, e adesso comprende proprietà per un valore di due miliardi e venti milioni di euro, senza contare il fatturato generato da diverse imprese.

 

Di sicuro, gli uomini d’oro dell’imperialismo russo sono stati privati delle residenze dove si godevano vacanze extralusso negli angoli più prestigiosi della Sardegna, della Versilia o del lago di Como. Allo stesso tempo la particolare natura giuridica di questi provvedimenti obbliga lo Stato a farsi carico della manutenzione, con esborsi rilevanti: come ha rivelato Repubblica, soltanto per lo yacht di 140 metri Scheherazade, destinato ai viaggi del nuovo Zar, il Demanio ha già speso quattro milioni di euro.

 

GLI YACHT DEGLI OLIGARCHI RUSSI

Non è l’unico caso. A Trieste c’è lo Sy A del magnate dei fertilizzanti Andrej Melnichenko: è la barca a vela più grande del mondo, ben 143 metri di design ultramoderno plasmato da Philippe Stark. […] tenerla ferma è costato ai contribuenti già quindici milioni, inclusi mesi di stipendio per l’equipaggio rimasto a bordo.

 

[…] la prospettiva di riuscire a confiscare questi patrimoni appare remota e il tentativo europeo di definire un percorso legislativo non ha fatto passi avanti: a Bruxelles non si riesce a trovare una soluzione legale per mettere in vendita i beni, neppure quelli intestati personalmente ai boiardi di Mosca. Così i congelamenti rischiano di diventare un’arma a doppio taglio, con un peso crescente per la gestione delle società […]

 

IL LUSSO NELLE MANI DEL DEMANIO

vladimir putin

In questo momento lo Stato è l’armatore della flotta di yacht più sfavillante del pianeta. Ci sono anche Lena da 65 milioni di Gennady Timchenko a Sanremo e Lady M da 50 milioni di Alexey Mordashov a Imperia […] Più modesto il D2 ormeggiato a Olbia di Petr Olegovich Aven, uno degli azionisti di Alpha Bank con un patrimonio di 50 miliardi. La sua famiglia possiede pure villa Maureen a Porto Rafael, di cui però è stato congelato solo un terzo. […]

 

Quanto agli immobili, nelle mani del Demanio c’è una cornucopia colma di meraviglie: […] Prendiamo Viatcheslav Moshe Kantor, che si definisce “imprenditore e filantropo”: a Porto Cervo aveva comprato l’ex Villa Pucci, l’ex Villa Fabbri, l’ex Villa Primavera (in passato della madre di Silvio Berlusconi) e Villa Dolce Drago (acquistata da Paolo Berlusconi). Per il catasto valgono 56 milioni, sul mercato le quotazioni sarebbero assai più alte. Sul promontorio di Portisco c’è il villaggio modello realizzato da Alexey Mordashov: […] Un complesso turistico da 105 milioni.

vladimir putin alisher usmanov

 

A Punta Capaccia ci sono quattro residenze […] controllate dalle sei società congelate al commendatore Alisher Usmanov: […] Sono registrate per 66 milioni, una stima che appare al ribasso. Non solo. Mordashov aveva intestato a suo nome la Sa Piantes […]. E, come se non bastasse, altri immobili ad Arzachena per 50 milioni fanno capo alle sigle estere della sorella Ismailova Gulbakhor.

 

dmitry mazepin

Infine Dmitry Mazepin e il figlio hanno perso la Rock Ram di Ramazzino, una volta dell’ingegner Carlo De Benedetti, valutata 105 milioni di euro. Più note le vicende di Eduard Khudaynatov, il magnate dell’energia che risulta armatore dell’ammiraglia putiniana Scheherazade. Gli hanno congelato due immobili straordinari: villa Altachiara a Portofino, […] e villa Serena, sede di una clinica ai Parioli. Sulla carta valgono 57 milioni. Invece Grigory Berezkin ha un castello sulla Punta Staffalo di Sirmione, la perla del Garda: […] 16 milioni.

 

LA SUPPLENZA DI STATO

il super yacht sy a di melnichenko a trieste 5

Oleg Deripaska, il monopolista dell’alluminio, è stato colpito dalle sanzioni in due ondate perché la sua holding Russian Machines rifornisce le truppe di Mosca impegnate nella guerra. Prima è stata bloccata Villa Valkirie di Porto Cervo: […]  Poi anche il capitale sociale – valutato più di 15 milioni – della Euroallumina di Portoscuso che produce materiali base per confezionare l’alluminio. Un sequestro che preoccupa sindacati e amministratori del Sulcis, timorosi di vedere svanire l’ambizioso piano di rilancio[…]

 

oleg deripaska

LLo Stato adesso ha il 90 per cento della Superjet International Spa, creata a Venezia per realizzare i più moderni velivoli da trasporto passeggeri russi, con tanto di cinque jet nei piazzali. Si tratta di una joint venture tra Leonardo e Sukhoi nata all’epoca dell’idillio tra Putin e Berlusconi, poi rilevata dall’atelier dei cacciabombardieri russi: quote e aeroplani sono stimati 150 milioni.

 

 […]. A Ozzano Emilia invece è stata bloccata una fabbrica da cinque milioni che confeziona capsule radioattive per le terapie mediche. C’è poi il caso della Eurochem Agro Spa di Cesano Maderno: un colosso dei fertilizzanti con un volume d’affari di 127 milioni l’anno controllato dalla moglie di Andrey Melnichenko, imprenditore leader in questo settore.

 

LA CORTE MEDIATICA DELLO ZAR

yacht lena di timchenko

La regina dei media di Mosca, Svetlana Balanova, dominus di 28 tra tv, radio e giornali viene considerata la bandiera della propaganda putiniana. […] ha perso una villa sul litorale di Formia da mezzo milione. Invece Igor Kesaev è il presidente del Mercury Group, protagonista nella distribuzione del tabacco in Russia, e azionista della fabbrica d’armi Degtyarev: a Milano controllava una società di produzione televisiva che realizzava il programma World Fashion International trasmesso via satellite.

 

Gennadij Timchenko

Una delle sanzioni più controverse riguarda Oleg Mikhaylovich Gazmanov, il cantante patriottico che, secondo la contestazione, “[…]Ha sostenuto la guerra di aggressione nei confronti dell’Ucraina attraverso le sue dichiarazioni ed esibizioni musicali”. A lui hanno bloccato un romantico appartamento a Lerici da circa 350 mila euro. Infine il pezzo più particolare, congelato al finanziere miliardario Alexey Kuzmichev. Un’installazione dell’artista contemporaneo Ruby Stirling che si intitola Drop circulatory system e vale 320 mila euro. Nei giorni dell’attacco a Kiev era esposto a Roma e lì è rimasto: […]

aleksei a. mordashovtutti gli yacht di Vladimir Putinyacht Victoria di Vladimir Putinil super yacht sy a di melnichenko a trieste 4vladimir putin oleg deripaska aleksandra melnichenkoANDREY MelnichenkoLo yacht di Melnichenko 3vladimir putin dmitry mazepin yacht aldabra alexey kuzmichev 2

 

oleg deripaska.

Ultimi Dagoreport

antonio barbera giulio base monda buttafuoco borgonzoni mantovano

FLASH! – BIENNALE DELLE MIE BRAME: IL MANDATO DI ALBERTO BARBERA ALLA DIREZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA TERMINA FRA UN ANNO MA DA MESI SI SUSSEGUONO VOCI SULLE ASPIRAZIONI DI ANTONIO MONDA (SPONSOR MANTOVANO) E DI GIULIO BASE, SUPPORTATO DALLO STRANA COPPIA FORMATA DALLA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA LUCIA BORGONZONI E DA IGNAZIO LA RUSSA (GRAZIE ALLO STRETTO RAPPORTO CON FABRIZIO ROCCA, FRATELLO DI TIZIANA, MOGLIE DI BASE) - IL PRESIDENTE ‘’SARACENO’’ BUTTAFUOCO, CHE TREMA AL PENSIERO DI MONDA E BASE, NON VUOLE PERDERE LA RICONOSCIUTA COMPETENZA INTERNAZIONALE DI BARBERA E GLI HA OFFERTO UN RUOLO DI ‘’CONSULENTE SPECIALE’’. RISPOSTA: O DIRETTORE O NIENTE…

peter thiel narendra modi xi jinping donald trump

DAGOREPORT - IL VERTICE ANNUALE DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO), SI AVVIA A DIVENTARE L’EVENTO POLITICO PIÙ CLAMOROSO DELL’ANNO - XI JINPING ATTENDE L’ARRIVO DEI LEADER DI OLTRE 20 PAESI PER ILLUSTRARE LA “VISIONE CINESE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE – ATTESI PUTIN, L’INDIANO MODI (PER LA PRIMA VOLTA IN CINA DOPO SETTE ANNI DI SCAZZI), IL BIELORUSSO LUKASHENKO, IL PAKISTANO SHARIF, L’IRANIANO PEZESHKIAN E IL TURCO ERDOGAN - SE DA UN LATO IL SUMMIT SCO RAPPRESENTA IL TRIONFO DEL DRAGONE, CHE È RIUSCITO A RICOMPATTARE MEZZO MONDO, DALL’INDIA AL BRASILE, MINACCIATO DALLA CLAVA DEL DAZISMO DI TRUMP, DALL’ALTRO ATTESTA IL MASSIMO FALLIMENTO DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA – L’ANALISI SPIETATA DELL’EMINENZA NERA, PETER THIEL, A “THE DONALD”: "A COSA SONO SERVITI I TUOI AMOROSI SENSI CON PUTIN PER POI RITROVARTELO ALLA CORTE DI PECHINO? A COSA È SERVITO LO SFANCULAMENTO DELL’EUROPA, DAL DOPOGUERRA AD OGGI FEDELE VASSALLO AI PIEDI DEGLI STATI UNITI, CHE ORA È TENTATA, PER NON FINIRE TRAVOLTA DALLA RECESSIONE, DI RIAPRIRE IL CANALE DI AFFARI CON LA CINA, INDIA E I PAESI DEL BRICS?” – "DONALD, SEI AL BIVIO’’, HA CONCLUSO THIEL, "O SI FA UN’ALLEANZA CON LA CINA, MA A DETTAR LE CONDIZIONI SARÀ XI, OPPURE DEVI ALLEARTI CON L’EUROPA. UNA TERZA VIA NON C’È…”

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...