ragusa brunilda halla

MORTA PERCHÉ NEL POSTO SBAGLIATO NEL MOMENTO SBAGLIATO – L’ASSURDA STORIA DI BRUNILDA HALLA, UCCISA A COLTELLATE A RAGUSA DA UN UOMO CHE NON AVEVA MAI VISTO – IL KILLER L’HA SCELTA “A CASO”: LEI ERA APPENA USCITA DI CASA E STAVA CHIUDENDO A CHIAVE LA PORTA. L’UOMO, UN 28ENNE ITALIANO CON PROBLEMI PSICHICI, STAVA CAMMINANDO PER STRADA. A UN CERTO PUNTO SI FERMA, È TORNATO INDIETRO E SENZA DIRLE NULLA HA TIRATO FUORI IL COLTELLO COLPENDOLA PER SETTE VOLTE ALLA SCHIENA…

Antonio Calitri per “il Messaggero”

 

brunilda halla 1

Uccisa da uno sconosciuto sulla porta di casa per un raptus estemporaneo, senza una ragione e probabilmente senza neppure aver visto il volto del suo assassino. È finita così mercoledì a Vittoria, in provincia di Ragusa, la vita di Brunilda Halla.

 

La donna di origini albanesi, sposata e con due figli, da tempo residente nel popoloso centro siciliano e benvoluta dai suoi vicini, è stata pugnalata alla schiena sette volte da un italiano del posto, di 28 anni, con problemi psichici e da lungo tempo in cura, preso da un raptus estemporaneo. Riconosciuto e condotto in caserma, dopo un primo tentennamento, ha confessato tutto.

 

INDAGINI LAMPO

Ci sono volute meno di cinque ore ai carabinieri di Vittoria per risolvere un delitto che poteva diventare un enigma, se non ci fossero state tante telecamere pubbliche e private a riprendere la scena e una fattiva collaborazione dei cittadini vittoriesi.

 

le telecamere di sicurezza riprendono il killer di brunilda halla

Già, perché, come ha sottolineato dopo l'arresto Giovanni Palatini, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Vittoria: «Se avessimo dovuto effettuare un arresto sulla base del movente, allora non avremmo ancora preso nessuno». Come poi è emerso, infatti, si è trattato di un omicidio casuale.

 

«Non abbiamo trovato contatti precedenti tra lui e la vittima», ha spiegato il procuratore di Ragusa, Fabio D'Anna. Il pm ha voluto pure chiarire che in questo caso «il fatto non è da ricondursi a dinamiche tipiche del femminicidio». Dinamica da film horror, come si è potuto vedere poi dalle videoriprese che hanno immortalato l'azione.

 

le telecamere di sicurezza riprendono il killer di brunilda halla

Intorno alle 12,50 la vittima era appena uscita dalla sua abitazione al piano terra di via Firenze, una strada del centro del paese, ed era intenta a chiudere a chiave la porta, visto che in casa era rimasto il figlio più piccolo.

 

L'assassino, che stava camminando per strada, supera la donna, supera un incrocio, poi si ferma, torna indietro e senza dirle nulla, tira fuori un coltello e inizia a colpirla alla schiena, per sette volte. Poi, mentre lei si accascia e tenta di rientrare in casa per chiedere aiuto, l'omicida scappa via.

 

Nel frattempo le urla della donna richiamano l'attenzione dei vicini. Qualcuno chiama il 118: l'ambulanza arriva e carica Brunilda per una corsa in ospedale dove però arriverà senza vita. I carabinieri della Compagnia di Vittoria insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Ragusa, dopo aver acquisito e visto le registrazioni della zona, riescono in poche ore a individuare il ragazzo, appartenente a una tranquilla famiglia della borghesia locale e lo portano in caserma.

 

le telecamere di sicurezza riprendono il killer di brunilda halla

L'AVVOCATO

Dopo aver negato le sue responsabilità, «in un secondo momento, probabilmente segnato dal peso del gesto compiuto, ha chiesto di essere interrogato dal magistrato per rendere una piena confessione» e ha fatto anche ritrovare il coltello utilizzato e la maglietta sporca di sangue che si era tolto per non farsi identificare.

 

Il ragazzo, ha poi spiegato il suo legale Francesco Vinciguerra a una testata locale, era «uscito di casa con un coltello che aveva comprato online con l'intento di vendicarsi della comunità di Vittoria che, era convinto, lo avesse emarginato e ha colpito la prima persona che ha incontrato, sarebbe potuto accadere a chiunque di essere la vittima».

brunilda halla

 

Secondo quanto raccontato dal suo legale, «è un ragazzo malato, non un criminale», una persona che si sentiva osteggiata, che sentiva delle voci nella testa e che aveva subito nel 2016 un trattamento sanitario obbligatorio. Per questo Vinciguerra ha già annunciato che chiederà «una perizia psichiatrica che attesti il suo stato di salute mentale».

le telecamere di sicurezza riprendono il killer di brunilda halla 2

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…