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REBUS “SEA WATCH”: COSA ACCADRA' AI MIGRANTI A BORDO DELLA NAVE? - LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA, IL GOVERNO IN PRESSING: SEQUESTRATE L'IMBARCAZIONE – L’INFORMATIVA DELLA FINANZA SULLE CONDIZIONI A BORDO E SULLE ROTTE DELLA ONG - IL VIMINALE TIENE IL PUNTO: "NESSUNO SCENDE DALLA NAVE"

Michela Allegri per “il Messaggero”

 

Finisce il nono giorno in mare per i migranti a bordo della Sea Watch 3 e il caso politico diventa un caso giudiziario. Perché la Procura di Siracusa ha aperto un' inchiesta, coordinata dal procuratore reggente Fabio Scavone. Un fascicolo modello 45, quindi per il momento senza indagati e senza ipotesi di reato, dove confluiscono giorno per giorno le relazioni della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, che si occupa della vigilanza marittima.

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L' ultima informativa delle Fiamme gialle arriverà sul tavolo del procuratore questa mattina e riguarderà la situazione a bordo, le rotte seguite dall' imbarcazione e la possibilità che il comandante della nave della Ong tedesca abbia disatteso l' ordine del Centro di coordinamento marittimo olandese, virando verso l' Italia invece di puntare verso le coste della Tunisia, più vicine, quando stava per arrivare la tempesta.

 

L' ISPEZIONE Il prossimo passo degli inquirenti potrebbe essere un' ispezione a bordo - come era già successo con la Diciotti - se venisse denunciato il rischio di emergenza sanitaria. I pm, per procedere, dovrebbero ipotizzare un reato: probabilmente l' omissione di soccorso. In caso di emergenza conclamata - rischi di epidemie e contagi, migranti bisognosi di cure urgenti e in pericolo di vita - o di violazioni da parte della Ong, potrebbe scattare il sequestro dell' imbarcazione.

 

Di conseguenza, verrebbe disposto lo sbarco. Al momento le condizioni a bordo sono di disagio, ma non di emergenza, anche se sembra che alcuni profughi abbiano bisogno di cure mediche. «Per adesso dalla Sea Watch hanno chiesto assistenza psicologica - ha fatto sapere il procuratore di Siracusa - che non comporta gli estremi per ipotizzare l' omissione di soccorso»: i migranti i difficoltà sono stati tratti in salvo dall' equipaggio e ieri la Capitaneria ha portato a bordo viveri e mezzi di sostentamento.

STEFANIA PRESTIGIACOMO, NICOLA FRATOIANNI E RICCARDO MAGI IN GOMMONE VERSO LA SEA WATCH

 

L' omissione di soccorso non riguarda nemmeno i minori non accompagnati, che sono affidati al comandante. Per ora non scendono a terra nemmeno loro, nonostante la Procura dei minori di Catania abbia formalmente chiesto di autorizzare lo sbarco. Il passeggero più giovane avrebbe 14 anni.

 

Ma anche su questo punto gli inquirenti dovrebbero disporre accertamenti per verificare l' effettiva età dei ragazzi, sprovvisti di documenti.

 

Mentre l' affaire Sea Watch rischia di trasformarsi in un nuovo caso Diciotti, a pochi giorni dalla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, chiesta dal Tribunale dei ministri, il Viminale tiene il punto: nessuno scende dall' imbarcazione, in rada davanti alle coste di Siracusa. Lo scontro con l' Olanda è netto e vede i due vicepremier Salvini e Di Maio compatti. «Abbiamo elementi concreti per affermare che, mettendo a rischio la vita delle persone a bordo, il comandante e l' equipaggio abbiano disubbidito a indicazioni che li invitavano a sbarcare nel porto più vicino (non in Italia), prove che verranno messe a disposizione dell' autorità giudiziaria - ha detto il ministro dell' Interno - Se così fosse, saremmo di fronte ad un crimine e ad una precisa volontà di usare questi immigrati per una battaglia politica».

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LA RELAZIONE Il Viminale insiste su un punto: la Sea Watch 3, con a bordo i migranti salvati a bordo della Libia il 19 gennaio, all' arrivo della tempesta che si è abbattuta sul Mediterraneo centrale ha scelto di far rotta sull' Italia, invece di virare verso le coste tunisine, più vicine. Sarebbero state disattese le indicazioni del Centro di coordinamento marittimo olandese che ha contattato la nave, battente, appunto, bandiera dell' Olanda. L' imbarcazione sarebbe stata invitata a dirigersi verso la Tunisia, ma si è comunque diretta a Nord, verso l' Italia.

 

SEA WATCH

Dai tracciati in mano alle autorità italiane, emerge che altre navi - mercantili e pescherecci - che lo stesso giorno si trovavano nelle vicinanze della Sea Watch 3, hanno fatto rotta sulla Tunisia. Circostanza su cui sta indagando la Finanza. La Ong sostiene che la scelta di andare verso l' Italia sia stata fatta proprio per trovare scampo dal «ciclone mediterraneo». E che, fin dal 19 gennaio, ha provveduto ad «informare regolarmente» del salvataggio le autorità libiche, italiane, maltesi e olandesi, ma nessuno ha assunto il coordinamento dell' intervento. E la nave è così rimasta nel Mediterraneo fino al 24 gennaio, giorno della tempesta e dell' arrivo in Sicilia. Gli inquirenti attendono la relazione.

 

Ma non è detto che nell' operato dell' equipaggio siano ravvisabili ipotesi di reato: la scelta di virare verso l' Italia potrebbe rientrare nelle prerogative del comandante, che sostiene di avere optato per il percorso più sicuro. In caso contrario, potrebbe scattare il sequestro, auspicato dal vicepremier Di Maio.

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