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RISCHIARE DI MORIRE PER AVERE IL CULO DI UNA BRASILIANA? IN ITALIA SI PUO’ - UNA 38ENNE DI SEREGNO SI SOTTOPONE A UN INTERVENTO DI CHIRURGIA ESTETICA AI GLUTEI – DOPO L’ANESTESIA, VA IN ARRESTO CARDIACO – IL MEDICO INDAGATO PER LESIONI COLPOSE GRAVISSIME

Azzurra Barbuto per “Libero quotidiano”

 

spiaggia sedere

«Ascolto i vostri desideri e li realizzo senza eccessi». È il promettente slogan che si legge sul sito internet dello studio medico di Maurizio Cananzi, 57 anni, stimato chirurgo plastico di Seregno, in provincia di Milano, il quale risulta indagato per lesioni colpose gravissime.

 

La vittima, che sta lottando contro la morte, è un' impiegata brianzola di 38 anni attualmente in coma post anossico, ossia dovuto a mancanza di ossigeno, e ricoverata nel reparto di neurorianimazione dell' ospedale San Gerardo di Monza. Sognava glutei scolpiti, rimodellati da una mano sapiente, magari senza essere costretta a lunghe e faticose sessioni di allenamento in palestra né ad estreme rinunce a tavola, per questo la donna, la cui prognosi resta riservata, si era rivolta a Cananzi: in vista della bella stagione in cui ci si deve per forza scoprire mostrando anche quelli che riteniamo inaccettabili difetti, ella aspirava ad avere un corpo nuovo, più snello, il più possibile simile a quello delle fanciulle che vedeva ogni dì sui social network, le cui immagini sono spesso irrealistiche poiché modificate attraverso l' uso di photoshop e di filtri.

 

spiaggia sedere

ESTREMI RIMEDI «A mali estremi estremi rimedi», si dice. E così la trentottenne ha deciso di ricorrere al bisturi, o meglio, ad un intervento di liposuzione, al fine di rimuovere, debellandolo per sempre, il tanto odiato adipe, forse sottovalutando - come accade di frequente - il fatto che anche quelle estetiche sono operazioni a tutti gli effetti e quindi comportano rischi che devono essere presi in seria considerazione. Eppure la voglia sfrenata di essere a tutti i costi perfetti, come ci pretende la società contemporanea, ci induce addirittura a mettere in pericolo la nostra incolumità pur di corrispondere ai canoni estetici dominanti che ci pesano addosso come imperativi categorici.

 

Pensava che avrebbe lasciato lo studio del suo medico più figa che mai, invece la signora martedì pomeriggio intorno alle ore 16 è stata portata via in barella dai sanitari del 118 e trasportata d' urgenza al pronto soccorso. Infatti, subito dopo l' iniezione per la somministrazione dell' anestesia, eseguita a quanto sembra da Cananzi stesso, la giovane è andata in arresto cardiaco. I carabinieri di Seregno hanno sequestrato l' attrezzatura dello studio di chirurgia plastica ed estetica e ora il Nas, Nucleo antisofisticazione e sanità dell' Arma, eseguirà approfondite analisi per comprendere cosa sia accaduto, se ci siano delle responsabilità nonché a chi debbano essere imputate. I medici ritengono che possa essersi manifestata nell' organismo della paziente una violenta allergia ad un medicinale.

CHIRURGIA ESTETICA

 

Purtroppo, di liposuzione, nonostante costituisca uno degli interventi estetici più eseguiti al mondo su entrambi i sessi, si muore. Neanche un anno fa, ossia nell' aprile del 2018, aveva perso la vita dopo un' agonia di nove mesi una trentaseienne di origine romena. La signora era stata operata su fianchi, addome e gambe nel luglio del 2017 presso un centro di chirurgia estetica di Milano e da quel giorno aveva avuto inizio il suo calvario fatto di continue fibrillazioni cardiache e febbre perenne.

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RICCA FORMAZIONE Cananzi era solito eseguire liposuzioni su ogni parte del corpo, dal collo alle ginocchia, come si legge sul suo sito web. A determinare il coma - è bene sottolinearlo - non è stato l' intervento, di fatto mai iniziato, bensì proprio l' anestesia.

Esaminando il curriculum vitae del chirurgo sono due gli elementi che ci colpiscono: da un lato, la ricchezza della formazione, corredata di corsi ed eccellenti titoli; dall' altro, la mancanza di una specializzazione in anestesia e rianimazione. Quindi ci si chiede come potesse Cananzi da solo, ossia senza l' ausilio di un collega anestesista, addormentare nel suo studio (impropriamente chiamato da diversi giornali "clinica") i pazienti mediante la somministrazione di medicinali che possono provocare il decesso, qualora non vengano adeguatamente adoperati. Se è vero, come sottolinea a ragione la categoria, che chirurghi plastici non ci si improvvisa, è altresì reale che non si può fingere di essere anestesisti.

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L' esercizio dell' attività medica richiede una preparazione specialistica dalla quale nessuno può esimersi e che nessuno può aggirare, poiché sono in gioco la salute e la pelle delle persone.

 

Nel caso specifico, la liposuzione rappresenta una operazione importante che deve essere fatta con la presenza di un anestesista e non in uno studio medico, bensì in una struttura adeguatamente attrezzata e sterile, dove siano funzionanti impianti di filtraggio dell' aria nonché strumenti per la rianimazione.

 

Non è ammissibile che, per risparmiare, il chirurgo faccia a meno dell' anestesista, come se questi fosse una figura inutile, o ricorra ad un' anestesia locale dove sarebbe necessaria quella totale, oppure inietti dosi massicce di farmaci anestetici locali, con il rischio di compromettere il cuore, per addormentare completamente il paziente che si è consegnato con fiducia nelle sue mani. Di sicuro, non per essere ammazzato.

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