IL WEB FA DRIZZARE IL PIL - QUANDO ANCHE IN AFRICA SARÀ DISPONIBILE L’ACCESSO A INTERNET SU LARGA SCALA L’ECONOMIA DEI PAESI SUBSAHARIANI CRESCERÀ DEL 3% - IL RUOLO DI SMARTPHONE E RETE NEL FAR CORRERE L’ECONOMIA

Beniamino Pagliaro per “la Stampa”

 

INTERNETINTERNET

C’è un’altra storia da raccontare quando pensiamo all’Africa, all’Asia, alla superata idea del «resto del mondo» che non è più lontano ma sembra ancora complicato. Milioni di giovani africani sognano l’Europa, centinaia di migliaia partono, migliaia muoiono nel Mediterraneo. Ma c’è dell’altro. È la storia di un’opportunità. Due fattori promettono uno sviluppo esponenziale: la crescita demografica e il digitale. Internet è una verità, e la storia da raccontare è quella del prossimo miliardo di persone che sarà online.

 

Oggi la popolazione connessa è di oltre tre miliardi di persone: nel 2025 sarà di cinque miliardi, secondo le stime presentate a Londra alla prima conferenza organizzata in Europa dal sito web di informazione economica Quartz. L’arrivo della tecnologia è dirompente come potrebbe essere nella vecchia Europa, ma senza le sovrastrutture e gli interessi delle vecchie industrie da difendere. Si coltiva su terreni fertili.

 

INTERNETINTERNET

In Africa oggi meno di una persona su dieci ha accesso a una linea telefonica fissa, ma otto su dieci hanno un telefono cellulare, e il 30% degli utenti usa il telefono per fare pagamenti. Il cambiamento è veloce. Quattro su cinque delle maggiori economie al mondo tra dieci anni saranno in Asia, e il prodotto interno lordo di 30 su 45 Stati africani cresce più del 3%.

 

MERCATI A CONFRONTO

Le società diventano informate partendo quasi da zero, e non sempre il salto è consapevole. Una ricerca condotta in Indonesia ha rivelato un problema di percezione: molti usano Facebook e pensano di usare Internet. Oppure pensano che Facebook sia Internet.

 

INTERNETINTERNET

Può essere la dimostrazione del successo del progetto Internet.org lanciato nel 2013 dal fondatore del social media, Mark Zuckerberg, per portare la Rete nelle parti non connesse del mondo. Spiegare il potenziale di uno smartphone è però fondamentale, ha ricordato ieri il direttore esecutivo di Mozilla, Mark Surman. Definire le funzioni di un dispositivo è il punto chiave: oggi un telefono può essere considerato banalmente una piccola televisione o invece un potente ufficio mobile.

 

C’è anche, ovviamente, la questione dei monopoli. Oggi negli Stati Uniti i dispositivi sono quasi equamente divisi tra i sistemi operativi di Google, Apple e pochi altri. Ma in India Google Android ha il 91% del mercato. Non tutti i Paesi corrono ugualmente: se in India nei prossimi tre anni dovrebbero essere comprati 700 milioni di smartphone, in Cina il mercato è più avanti, e quasi saturo.

 

INTERNET INTERNET

Le imprese digitali vivono sulla scalabilità: i margini arrivano dai grandi numeri e dal software. Ma dalle diversità locali si può anche imparare. Per servire i clienti di Nairobi, in Kenya, Uber ha inserito nell’app un navigatore che riconosce la posizione delle persone anche in luoghi che non hanno il civilizzato numero civico. L’innovazione è stata poi utile anche per gli utenti occidentali.

 

IL DIGITAL DIVIDE

Il digital che divide c’è ancora. Oggi in Africa ha accesso a Internet il 26,5% della popolazione: in futuro la differenza per gli utenti sarà principalmente sul video. Chi avrà una connessione 3G o superiore potrà guardare contenuti video, gli altri dovranno aspettare. L’espansione dovrà però anche calmierare il prezzo della Rete per l’utente: oggi nelle Filippine una connessione dati può costare il 10% dello stipendio medio.

 

INTERNETINTERNET

Ma il pubblico cresce, e infatti la sola pubblicità per mobile nei Paesi emergenti raggiungerà i 330 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, secondo le stime della società di analisi Jana. Il mondo corre, e il paradosso è che la parte più sviluppata guarda il cambiamento con un po’ di malcelata ansia. Ma la connessione è già in corso, e questa volta è ancora più veloce.

 

 

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...