beirut libano erdogan benjamin netanyahu

SAPETE PERCHÉ NON CONOSCEREMO MAI LA VERITÀ SULL’ESPLOSIONE DI BEIRUT? PERCHÉ FA COMODO A TUTTI! – HEZBOLLAH IPOTIZZA UN ATTACCO ISRAELIANO, MENTRE I LORO NEMICI DICONO CHE POTREBBE ESSERE STATI PROPRIO I TERRORISTI AD ACCENDERE LA MICCIA PER POI ACCUSARE NETANYAHU – ALLA FINE PERÒ AD APPROFITTARSI DELLA RICOSTRUZIONE SARÀ ERDOGAN, CHE HA GIÀ TELEFONATO AL SUO OMOLOGO LIBANESE PROMETTENDO AIUTI. COSA CHIEDERÀ IN CAMBIO?

 

 

esplosione al porto di beirut 1

1 - ACCUSE TRA HEZBOLLAH E ISRAELE MA L'INCIDENTE FA COMODO A TUTTI

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

L'incidente non è solo la causa più probabile del disastro, ma anche, vista l'entità della strage, la più comoda e conveniente per tutti. Proprio per questo non sapremo mai se dietro l'esplosione delle 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio ammassate nel porto di Beirut si nasconda qualcosa di più sofisticato e premeditato della banale scintilla scaturita durante la saldatura di una porta del magazzino 12.

 

feriti tirati fuori dalle macerie a beirut

In compenso nella capitale libanese voci e ipotesi si sprecano. Sul fronte di Hezbollah si ipotizza un cyber-attacco israeliano, simile a quelli messi a segno recentemente in Iran. I nemici del Partito di Dio scommettono, invece, sulla deflagrazione delle testate missilistiche ammassate da Hezbollah in un sito adiacente al magazzino 12.

 

Altri ancora ipotizzano un tentativo di mettere le mani sul carico di nitrato di ammonio in vista di un prossimo attacco allo Stato ebraico. Fino alle voci che vogliono l'intervento di «manovalanza» di Hezbollah per accendere la miccia e accusare poi Israele.

ESPLOSIONE A BEIRUT
netanyahu

 

Voci e ipotesi alimentate dall'imminenza della sentenza del processo Hariri - rinviata proprio ieri - che poteva vedere la condanna in contumacia dei militanti del Partito di Dio accusati dell'attentato costato la vita, 15 anni fa, al premier libanese. L'ipotesi incidente non basta comunque ad assolvere dalle loro responsabilità Hezbollah e quanti hanno trasformato il Libano in un Paese dei balocchi sospeso tra l'incubo di una guerra incombente e il sogno di un benessere infinito.

 

SAAD HARIRI

Tra quell'incubo e quel sogno si nascondono le cause dell'insipienza che ha originato l'incidente. Dietro l'incuria che ha permesso a giudici e autorità di dimenticare 2.750 tonnellate di nitrato di potassio c'è la corruzione di un sistema che per trent' anni ha distribuito poteri, agi e ricchezze in maniera rigorosamente settaria.

 

mohammed bin salman

L'esigenza di scegliere un presidente cristiano affiancato da un premier sunnita e da presidente del Parlamento sciita ha dato vita, a cascata, a una simmetrica ripartizione di risorse, ricchezze e cariche pubbliche. E questo spiega perché, in mancanza di una specifica responsabilità o di un adeguata bustarella, nessuno si sia preso la briga di rimuovere una minaccia letale dal cuore di Beirut.

esplosione al porto di beirut 8

 

Con la stessa logica nessuno si è mai preso la briga di garantire a una metropoli dove, fino a qualche anno fa, giravano i miliardi di dollari del Golfo, un sistema di trasporti pubblici o una centrale elettrica capace di garantire forniture stabili. Così per decenni l'apparente dolce vita di Beirut e la miseria dei suoi sobborghi hanno fatto i conti con i miasmi dei gas di scarico sputati da traffico e generatori.

 

esplosione al porto di beirut 2

Ma la strage di lunedì prende forma sullo scenario dell'ulteriore degrado innescatosi due anni fa quando il principe ereditario Mohammed Bin Salman bloccò definitivamente i flussi di capitali sauditi mettendo con le spalle al muro un premier Saad Hariri poco disposto a uno scontro frontale con Iran ed Hezbollah. Il crollo del prezzo del petrolio e le sanzioni americane a Teheran hanno fatto il resto lasciando in mutande un Partito di Dio sciita che - dopo aver sacrificato risorse e militanti nella guerra di Siria - sperava nei proventi garantiti dagli ayatollah iraniani.

ESPLOSIONE A BEIRUT
per le strade di beirut

 

Dissolti i dollari di Riad e Teheran del vecchio sistema settario sono rimaste in piedi solo le ineguaglianze e le ingiustizie aggravate ed esacerbate, negli ultimi mesi, dall'ulteriore crisi innescata dal Coronavirus. In questo scenario la Beirut ferita a morte dall'immane esplosione di lunedì rischia di affondare non sotto i colpi di Hezbollah o dei militanti sunniti, ma di chi si ritrova alla fame a causa delle malversazioni garantite e permesse dai due eterni nemici.

erdogan

 

2 - «IL DISASTRO FARÀ GUADAGNARE SOLTANTO ERDOGAN»

Andrea Morigi per “Libero quotidiano”

 

Giunto ormai da mesi sull'orlo dell'abisso con il default finanziario, messo in ginocchio dall'emergenza Covid-19 il Libano si vede precipitato improvvisamente verso un punto di non ritorno. Prevale il fatalismo, fra gli abitanti della capitale: «Non importa quanto è dura la situazione, la nostra unica certezza è che domani sarà peggio», dicono i loro tweet rassegnati dopo la strage di martedì.

feriti a beirut 2

 

A meno che, con le principali infrastrutture disintegrate dalle esplosioni, scatti l'ora della risurrezione. Stefano Piazza, esperto svizzero di sicurezza, propone di guardare ai prossimi appalti per la ricostruzione. «Il porto di Beirut è distrutto, gli ospedali funzionano a fatica, il numero di famiglie rimaste senza casa è incalcolabile, ci sono tonnellate di vetri da sostituire. Inoltre non sappiamo quali sostanze si siano sprigionate nell'aria. Ma intanto si apre uno scenario. C'è da rifare tutto».  

 

STEFANO PIAZZA

È il business della ricostruzione, che produce sempre profitti. Chi pensa che se ne occuperà?

«Sarà il presidente turco Recep Tayyp Erdogan a dire: "Vi aiuto io" e a saltare sull'affare. Ha già telefonato al suo omologo libanese Michel Aoun, rassicurandolo sulla disponibilità della Turchia a fornire "ogni aiuto necessario" per far fronte alle conseguenze dell'evento. Inoltre la Turchia si è già fatta avanti offrendosi di costruire a Beirut un ospedale da campo e mandando la Fondazione turca per il soccorso umanitario (Ihh) a scavare per recuperare i corpi sepolti sotto le macerie».

ESPLOSIONE A BEIRUT

 

il porto di beirut dopo l'esplosione

Si aspetteranno un ringraziamento concreto.  Cosa potranno chiedere in cambio? «Attualmente, l'economia turca non se la passa bene, ma è sostenuta finanziariamente dal Qatar, che peraltro proprio pochi mesi fa aveva rifiutato di aiutare il Libano. Ma questa è un'opportunità che consentirebbe ad Ankara di aggirare la Siria, che geograficamente circonda il Libano. ed espandere lteriormente la propria influenza nel Mediterraneo orientale».

 

il silo di grano distrutto nel porto di beirut

L'unico confine che rimarrebbe sarebbe quello meridionale che divide il Libano da Israele. Sarebbe una minaccia verso lo Stato ebraico?

«Gerusalemme non ha nessun interesse a entrare in un conflitto con il Libano, dal quale peraltro attualmente si deve già difendere, perché dalle proprie postazioni Hezbollah continua a lanciare quotidianamente missili verso il territorio ebraico».

facciate distrutte nei palazzi di beirut

 

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu fra l'altro aveva avvertito l'Onu della presenza di esplosivo nel porto della capitale libanese e, fra le ipotesi, c'è quella che il magazzino saltato in aria a Beirut celasse un deposito di armi delle milizie sciite libanesi. È azzardato immaginare che si sia tratto di un attacco volontario?

«Non si può escludere che qualcuno abbia intenzionalmente gettato il Libano nel caos per approfittare della situazione. Per ora, si può soltanto dire che il presidente Michel Aoun ha convocato il Consiglio di Difesa.

beirut il giorno dopo l'esplosione

 

E in quei Paesi lo si fa soltanto in caso di guerra. E il premier Hassan Diab ha dichiarato che tutti i responsabili della catastrofe saranno chiamati a risponderne. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara. Le indagini diranno che cos' è saltato, se soltanto il nitrato di ammonio oppure anche qualcos' altro. A quel punto forse si capirà qualcosa in più sull'origine di quella tragedia». 

beirut distruzione dopo l esplosioneferiti in strada a beirut dopo l'esplosione esplosione a beirut esplosione a beirut 5esplosione a beirut 9esplosione a beirut 3esplosione a beirut 2esplosione al porto di beirut. 6pompieri al lavoro dopo l'esplosione a beirut erdogan annette la siria del nordesplosione al porto di beirutbeirut distrutta esplosione a beirut 2esplosione al porto di beirut 3esplosione al porto di beirut 7esplosione al porto di beirut 4esplosione al porto di beirut 5il presidente libanese michel aoun consiglio di difesa libano beirut il giorno dopo l'esplosione 5un uomo ferito a beirut dopo l'esplosinoe beirut il giorno dopo l'esplosioneferiti a beirut LIBANO - ESPLOSIONE A BEIRUTLIBANO - ESPLOSIONE A BEIRUTbeirut il giorno dopo l'esplosione 1beirut il giorno dopo l'esplosione 2esplosione a beirut beirut il giorno dopo l'esplosione 1beirut il giorno dopo l'esplosione 3beirut il giorno dopo l'esplosione 6beirut il giorno dopo l'esplosione 4

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…