rave ticino

SBALLO MORTALE! VENTENNE ANNEGA NEL TICINO, ALLE PORTE DI VIGEVANO, DURANTE IL RAVE PARTY MA LA MUSICA NON SI FERMA – LA COMPAGNA CONFERMA CHE IL RAGAZZO AVEVA ASSUNTO DROGHE – LA RABBIA DEI RESIDENTI DELLA ZONA: "QUESTE MANIFESTAZIONI SONO ILLEGALI, VANNO INTERROTTE SUBITO" – VIDEO

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Eleonora Lanzetti per il Corriere della Sera

 

 

Dopo la morte le casse del rave sul Ticino continuano a martellare. È un via vai di oltre duemila persone nel delirio di musica techno e droga nei boschi dei Ronchi, alle porte di Vigevano. Il lento pellegrinaggio di visi assenti va avanti incessante. Nessuno, tra chi arriva al fiume la mattina di domenica, sa della fine di Christian Belotti, il ragazzo morto annegato sabato, poco prima che la festa avesse inizio.

 

Lungo la strada di quattro chilometri che conduce al bosco, scenario del rave, la rabbia prevale: «I ragazzi dicevano ai carabinieri che non ci avrebbero dato fastidio - commentano i residenti -. C' erano pompieri, guardie del parco, Croce rossa, ma nessuno ha vietato di continuare. Queste manifestazioni sono illegali, vanno interrotte subito. Ci è scappato anche un morto».

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Christian Belotti il rave non l' ha nemmeno cominciato. Non era il primo a cui andava: quegli appuntamenti erano la sua passione. In agosto avrebbe compiuto 21 anni. Si era organizzato con gli amici e la ragazza che frequentava, per raggiungere Vigevano da Mapello, il paesino in provincia di Bergamo dove viveva. Era già su di giri quando ha deciso di tuffarsi in acqua finendo inghiottito dal fiume. La sua ragazza ha confermato che Christian aveva assunto stupefacenti quando si è immerso.

 

 

Chi lo conosceva bene temeva la tragedia: «Ho visto Christian rovinarsi la vita con le proprie mani. Sapevamo che prima o poi sarebbe successo - racconta un' amica di famiglia del ragazzo -. Abbiamo provato tante volte a fargli capire quanto fosse sbagliato quello che faceva. La droga, le sregolatezze, le cattive compagnie. È un dispiacere immenso per Moira, la sua mamma, che ha cercato in ogni modo di proteggerlo».

 

I familiari di Christian non parlano, trincerati dietro il dolore. Hanno raggiunto Vigevano, dove verrà disposta l' autopsia sul corpo del giovane bergamasco. Su Facebook, gli amici lo ricordano come un ragazzo buono che però, negli ultimi due anni, si era smarrito in un labirinto, offuscato: «Ora che te ne sei andato lasci il vuoto in tante persone, speriamo che il tuo vuoto si riempia e che tu possa trovare la serenità che qui non hai trovato».

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Sabato sera, una volta diffusasi la notizia della morte del ragazzo, la musica si è fermata per un paio d' ore. Poi, con la nuova alba, la festa della devastazione è proseguita anche senza Christian. Quello che sembrava essere un piccolo rave party, si è trasformato in una vera e propria bolgia.

 

Venerdì i primi ad arrivare erano stati i furgoncini dei sound system , con gli impianti da installare nella radura; da quel momento in poi un via vai continuo di ragazzi e ragazze con tende, sacchi a pelo e zaini stracolmi di alcool e droghe di ogni tipo. In programma tre giorni di musica che spacca il cervello. Il copione è sempre lo stesso.

 

I giovani e i loro cani sono arrivati da tutto il Nord Italia, ma anche da Francia, Germania e Spagna. Si sono addentrati nei boschi, al buio, per diversi chilometri. Musica e sballo, techno e droga. C' erano i veterani della scena rave, uomini e donne intorno ai quarant' anni abituati a reggere.

 

 

Ma con loro c' erano anche moltissimi ragazzini, quindicenni già alle prese con crisi da alcool e pasticche. Qualcuno sta male, fa pochi passi e cade. Marijuana, hashish, ecstasy, anche cocaina sniffata utilizzando come base d' appoggio gli schermi degli smartphone.

All' ora di pranzo lo scenario è surreale. Chi ce la fa ancora si muove seguendo quel ritmo assordante, altri si accucciano nel bosco a drogarsi. E c' è chi, come se fosse una qualsiasi festa tra amici, accende il barbecue.

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