divo nerone opera rock

SE SEMO GIOCATI IL “DIVO NERONE” - IL KOLOSSAL SUL PALATINO NON RIPRENDERÀ - LA PRODUZIONE: "HANNO DECISO LA MORTE DEL NOSTRO SPETTACOLO: LO HANNO CAPITO IN POCHI” - E MENTRE ATTORI, ACROBATI, FIGURANTI CHIEDONO GLI ARRETRATI, LA CORTE DEI CONTI INDAGA SUL MILIONE DI EURO CHE LA REGIONE LAZIO, TRAMITE “LAZIO INNOVA”, HA SGANCIATO ALLA PRODUZIONE

Gabriele Isman per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

divo nerone opera rockdivo nerone opera rock

IL Divo Nerone non tornerà in scena. Il palco sul Palatino da smontare resta l' ultima testimonianza del progetto che non ripartirà, almeno a leggere il più recente post sulla pagina Facebook del musical fermo da sei settimane. Una lunga e polemica lettera aperta destinata «a coloro che hanno deciso che Divo Nerone doveva morire. A tutti coloro che hanno saputo distruggere quello che un' impresa innovativa voleva costruire».

 

E ancora: «Questo ambizioso progetto lo hanno capito in pochi e se ha potuto vivere, anche solo per pochi giorni, lo si deve agli imprenditori, ai talenti creativi e allo sforzo dei nostri validi collaboratori che hanno reso possibile la realizzazione ed il debutto dell' Opera».

divo nerone il palcodivo nerone il palco

 

Sotto al post una serie di commenti molto critici anche da parte di chi ha lavorato al Divo Nerone nelle poche repliche dello spettacolo e nei lunghi mesi di prove. In nessuna parte del post e neppure nei commenti, la produzione ammette che il Divo Nerone non ripartirà. Eppure i biglietti non sono in vendita - la Siae non sarebbe stata pagata e quindi rimettere in vendita i tagliandi risulterebbe impossibile - e far ripartire la macchina del musical richiederebbe un mese di lavoro: rimossi gli impianti audio e video, restano le scenografie, il palco e le tribune e le incertezze su chi provvederà a rimuoverli.

 

divo nerone il palco al palatinodivo nerone il palco al palatino

E i contratti del cast scadono il 10 settembre: anche Mauro Ruspantini, ex direttore di produzione del musical ha scelto di farsi rappresentare dagli avvocati Cristiana Massaro e Giacomo Ciammaglichella che già seguivano una cinquantina tra attori, acrobati, figuranti.

Tutti uniti nel richiedere il pagamento degli stipendi arretrati prima di rimettere piede sul palco.

 

Se Lazio Innova, la partecipata della Regione, ha chiesto alla Nero Divine Ventures entro un termine perentorio di 30 giorni la restituzione del milione e 50mila euro con cui ha finanziato l' operazione, Jacopo Capanna - che con Cristian Casella era titolare della produzione - ha lasciato ogni carica nella società. La Corte dei Conti sta indagando su quell' investimento, ma sono davvero molte le cose che non tornano.

 

il musical divo nerone opera rock (9)il musical divo nerone opera rock (9)

Dai vigili del fuoco presenza obbligatoria in uno spettacolo pubblico all' aperto di quella dimensione - contattati a poche ore dall' anteprima di giugno per una sola settimana di presenza sul Palatino alla commissione per la vigilanza locali di pubblico spettacolo, vero spauracchio di ogni show che visitò il palco a 30 ore da quel mercoledì. I rilievi dei commissari furono su cartellonistica, estintori e su una trincea che divideva il palco dalla platea: per colmare quello spazio furono trovati in tutta fretta 40 metri di siepe che ancora attendono di essere pagati.

 

divo  nerone il palco al palatinodivo nerone il palco al palatino

A sentire i racconti di chi ha lavorato alla realizzazione del Divo Nerone emerge che le proteste delle suore della Fraternità Monastica di Gerusalemme - che avevano portato a una denuncia per disturbo delle quiete pubblica - e i rilievi del Comune su decibel e durata dello spettacolo sono state soltanto la scusa per chiudere una produzione che non aveva i mezzi finanziari per proseguire.

 

il musical divo nerone opera rock (7)il musical divo nerone opera rock (7)

Sarebbero stati pagati acconti ai costruttori della scenografia, a chi ha realizzato i costumi e ad alcuni dei maestri dello spettacolo, ora rappresentati dall' avvocato Giorgio Assumma che, per i compensi rimanenti, ha deciso di adire le vie legali per conto del regista Gino Landi, dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, della costumista Gabriella Pescucci e del direttore artistico Ernesto Migliacci. Resta il palco da smontare: il rischio è che dovrà provvedere il Comune, rifacendosi sulla produzione che forse un giorno, chissà quando, ripagherà l' intervento.

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