scuola asino

CHE SENSO HA BOCCIARE ALLE ELEMENTARI? NESSUNO! LO DICONO MAESTRI E PEDAGOGISTI - MA LA MINISTRA (SENZA LAUREA) VALERIA FEDELI HA ELIMINATO IL DIVIETO DI BOCCIARE CHE ERA INSERITO NELLA LEGGE DELEGA SULLA “BUONA SCUOLA” - LA SCUOLA DEVE AIUTARE CHI HA DIFFICOLTÀ: FAR RIPETERE L’ANNO A UN BAMBINO DI 8 O 9 ANNI SIGNIFICA TAGLIARGLI LE GAMBE

Flavia Amabile per “la Stampa”

 

I RAGAZZI E LA SCUOLAI RAGAZZI E LA SCUOLA

Una petizione per chiedere di cancellare la possibilità di bocciare nella scuola primaria è stata presentata sulla piattaforma «Change.org». In una settimana ha raccolto oltre seicento firme, molte di nomi che hanno un peso e un ruolo nel mondo della scuola, della pedagogia e della formazione. Si tratta di una presa di posizione importante di cui si terrà conto in Parlamento dove è in discussione la legge delega che prevede la novità.

 

Era metà gennaio, Valeria Fedeli si preparava alla sua prima uscita pubblica ufficiale dopo il primo mese alla guida del ministero dell' Istruzione. Il consiglio dei ministri doveva approvare le leggi delega alla riforma della scuola voluta dal governo Renzi, tutto ci si aspettava di veder emergere dalla riunione tranne un intervento per permettere di bocciare i bambini nella scuola primaria.

 

I RAGAZZI E LA SCUOLAI RAGAZZI E LA SCUOLA

L'argomento era stato sollevato nei mesi precedenti ma nel senso opposto. Molti parlamentari avevano annunciato la soppressione della bocciatura, circolava anche una bozza di legge delega che prevedeva diversi cambiamenti rispetto alle norme in vigore, dall' abolizione della terza prova per gli esami di maturità ai voti in lettere - dalla A alla D - per la scuola primaria, e l'abolizione della bocciatura alle elementari e medie.

 

La misura era stata accolta da un coro di voci favorevoli. I ministri erano rimasti piuttosto disorientati quando, invece, a metà gennaio la ministra Valeria Fedeli aveva modificato la prima stesura della delega ed eliminato il divieto di bocciare nella scuola primaria.

SCUOLASCUOLA

 

A opporsi in modo esplicito era stato il ministro Andrea Orlando che, secondo quanto riporta l' Ansa, avrebbe insistito per mantenere il divieto, inserito originariamente nella prima stesura della delega. Senza successo: la ministra ha stabilito che la bocciatura non si tocca ma che «l' alunno possa essere non ammesso solo in casi eccezionali e comprovati».

 

Casi eccezionali e comprovati, quindi, ma i tanti che hanno firmato la petizione si ribellano ricordando le parole di don Lorenzo Milani in «Lettera a una professoressa»: «A quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno. Agli svogliati basta dargli uno scopo».

 

Nel nome di don Milani insegnanti, pedagogisti ed esperti della formazione spiegano il loro no alla norma voluta dalla ministra Fedeli: «I cosiddetti casi eccezionali solo nell' ultimo anno scolastico 2015/2016 sono stati 11.071 e nell' anno precedente 11.866. Chi di noi lavora nella scuola o si occupa di formare i futuri maestri sa non solo quanti sono i respinti ma anche chi sono: figli di immigrati, ragazzi meridionali provenienti dalle famiglie più povere, bambini rom.

 

SMARTPHONE A SCUOLA 3SMARTPHONE A SCUOLA 3

Oggi come ai tempi di don Lorenzo Milani "la scuola ha un problema solo: i ragazzi che perde". La nostra scuola anche oggi perde il 15% dei ragazzi. Dietro questa percentuale noi vediamo i volti dei nostri bambini che non hanno certo bisogno di essere respinti ma di maggiore risorse umane, di insegnanti di sostegno formati, di educatori di strada, di una scuola più lenta, capace di ascoltare le esigenze di questi bambini, di captare le loro difficoltà e quelle delle loro famiglie».

 

Per questo motivo, concludono, «come insegnanti e pedagogisti respingiamo l' idea che la nostra scuola dopo cinquant' anni non abbia ancora compreso che non può respingere nessuno alla primaria ma può solo far valere l' articolo 3 della nostra Costituzione anche per i bambini che sono cittadini alla pari dei "grandi"».

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…