shmuel peleg nonno eitan

“HO PERSO LA FIDUCIA NEL SISTEMA GIUDIZIARIO ITALIANO. IO NON HO MAI RINUNCIATO ALLA TUTELA SU EITAN” - SHMUEL PELEG, IL NONNO DI EITAN, ESCE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI E PROVA A DIFENDERSI IN TV: “HO RICEVUTO UN PARERE LEGALE PRIMA DI AGIRE, I PASSAPORTI SONO STATI CONTROLLATI REGOLARMENTE” – – “HO PERSO CINQUE PERSONE PER COLPA DI GESTORI AVIDI E IRRESPONSABILI. COME POSSONO INSINUARE CHE LO STIA FACENDO PER I SOLDI?” - IN ISRAELE DOVREBBERO ARRIVARE DOMANI GLI ZII: “SEDIAMOCI A PARLARE COME AVREMMO DOVUTO FARE DA SUBITO”

SHMUEL PELEG EITAN

Cristiana Mangani Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

 

Sembra ancora più piccolo dei suoi 6 anni, Eitan Biran. Cammina con un girello, perché la convalescenza non è terminata. Quando il console italiano arriva nella casa di Petah Tikva, a circa 10 chilometri da Tel Aviv, dove vive con il nonno dal giorno del sequestro, il bambino appare tranquillo, quasi sorridente. 

 

la famiglia di eitan 3

Ma il pensiero dell'Italia è forte: «Mi manca la zia», dice. Una nota della Farnesina spiegherà che sta bene, che è in buona salute, ma anche che «non ha la percezione di essere stato rapito», così come aveva rilevato lo zio che vive a Pavia e che gli aveva parlato via WhatsApp, nei giorni scorsi. 

 

Unico sopravvissuto della strage del Mottarone, il piccolo sembra vivere come in una vacanza: non va a scuola, anche perché sta facendo la quarantena dopo l'arrivo in Israele dall'Italia, e ha tutti i parenti intorno che si occupano di lui. Ma la nostalgia di Pavia e di quell'altra famiglia, sembra farsi sentire. 

 

LE INTERVISTE 

Shmuel Peleg, nonno di Eitan Biran,

Il console italiano è stato accolto dal nonno Shmuel Peleg, che ha presenziato all'incontro. Ieri, la misura restrittiva degli arresti domiciliari nei suoi confronti per sequestro di persona è decaduta, e l'uomo è tornato completamente libero. Nel frattempo, rilascia interviste, rivendica la tutela del nipote, e l'opinione pubblica locale comincia a schierarsi con lui. 

 

In assenza di un accordo tra le famiglie, i tempi si annunciano molto lunghi e, a quel punto, come sempre accade in questi casi, sarà molto difficile sradicare Eitan dalla nuova realtà, perché - alla fine - per i giudici, conterà il bene del bambino. Gli zii che vivono in Italia, però, non demordono. Aya Biran, che ne ha la tutela, potrebbe partire per Israele già domani. «Probabilmente domenica, se riuscirà a fare tutto in tempo, poi noi nei giorni successivi la raggiungeremo», ha spiegato lo zio paterno Or Nirko. 

zia paterna eitan

 

Ma Shmuel Peleg che ha affidato la comunicazione a un portavoce, in una intervista a Channel 12 News, ha continuato a difendere il suo operato: «Ho perso la fiducia nel sistema giudiziario italiano», ha dichiarato. E ha ricordato che nel momento in cui i giudici a Pavia discutevano dell'affidamento del piccolo, lui doveva riportare i «cadaveri della famiglia in Israele. Potevo occuparmi di una procedura di tutela?», insiste. 

 

nonno eitan

Per lui doveva «essere una cosa temporanea» e non gli sarebbero state spiegate le cose «in maniera completa». «Io non ho mai rinunciato alla tutela su Eitan», sono ancora le sue dichiarazioni. E davanti alle contestazioni di aver rapito il nipote con un'azione quasi militare e in maniera totalmente illegale, insiste: «Ho ricevuto un parere legale e sono andato a prenderlo, ho superato legalmente il controllo dei passaporti». 

 

E quando il bambino crescerà e saprà come sono andate le cose e il conflitto all'interno della famiglia, che succederà? «Credo - afferma il nonno materno - che quando Eitan crescerà un giorno mi dirà Nonno hai fatto tutto il possibile per me, mi hai salvato e mia figlia quando un giorno ci incontreremo in cielo sarà fiera di me per aver salvato suo figlio, per averlo portato a casa sua». Il portavoce, poi, si spinge in là e azzarda: «I ministeri degli Esteri operano per cercare un compromesso fra le famiglie». 

la famiglia di eitan 5

 

IL COMPLICE 

Resta da spiegare chi abbia aiutato questo ex generale dei servizi segreti ad arrivare a Lugano e poi partire da lì con un aereo privato, destinazione Tel Aviv. L'indagine della procura di Pavia e della polizia puntano anche a questo. Ma ci vorrà tempo e l'agitazione tra i parenti cresce. «Il piccolo - spiega lo zio Or Nirko - è nelle loro mani e siamo molto preoccupati per il suo stato mentale». 

 

la famiglia di eitan 2

Oltre alla tragedia che ha subito, con il disastro della funivia, la perdita dei genitori, del fratello e dei bisnonni il bimbo «è stato sradicato dalla sua casa». È un bambino che ha subito un «trauma» e ne sta subendo un altro: «Da noi è stato accolto in casa come un figlio, come un fratello per le sue cuginette». 

 

La visita consolare organizzata d'intesa con la Farnesina e resa possibile anche grazie alla collaborazione delle autorità israeliane, «era finalizzata a verificare la situazione e il contesto familiare in cui si trova attualmente il minore». «Abbiamo richiesto la collaborazione delle autorità di Israele nell'interesse del minore - spiega il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -: ci attendiamo piena cooperazione». 

 

SHMUEL PELEG NONNO EITAN

LE LACRIME DI PELEG IN TV 

Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

 I palazzoni bianchi, eleganti e cementificati, possono sembrare un'Oasi del giardino - come si chiama questo quartiere - solo se paragonati all'asfalto dell'autostrada che passa dietro. È dall'appartamento in cui è relegato da martedì - e fino a domani - che Shmuel Peleg parla alla giornalista del Canale 12, intervista trasmessa in uno dei programmi più seguiti, l'approfondimento del venerdì sera. La polo azzurra, inquadrato nella casa a Petah Tikva che la polizia israeliana gli ha imposto di non lasciare, si commuove spesso. 

 

Resta convinto di aver agito bene («quando crescerà, Eitan mi dirà: nonno mi hai salvato») e rispettando le norme (in Italia è indagato per sequestro di persona aggravato): «Ho ricevuto un parere legale prima di agire, i passaporti sono stati controllati regolarmente». Racconta di aver affittato un aereo privato verso Israele «per essere il più veloce possibile» e per non esporre il piccolo «a persone estranee». 

 

eitan

Lo ha fatto - spiega - «dopo aver perso la fiducia nella giustizia italiana». Eitan è adesso con lui, una foto li ritrae insieme sul balcone: «È felice e si trova nel posto dove deve essere», i suoi genitori - Tal, la madre, è figlia di Shmuel - «avevano già fatto progetti per tornare qui. Adesso deve crescere con l'altra mia figlia Gal». La reporter Efrat Lachter gli fa notare che ad Aya, zia paterna, è stata data la tutela del bambino: «Io non ho mai rinunciato alla tutela, per me doveva essere un'opzione temporanea. Non mi sono occupato della procedura, peraltro tutta in italiano, non mi è stata spiegata bene. In quei giorni dovevo riportare in Israele i cadaveri di mia figlia e dei miei parenti». 

 

LA FAMIGLIA DISTRUTTA SULLA FUNIVIA

Piange: «La mia famiglia è a pezzi, la mia vita è cambiata. Ho perso cinque persone per colpa di gestori avidi e irresponsabili. Come possono insinuare che lo stia facendo per i soldi? Propongo che gli indennizzi vengano bloccati fino ai 18 anni di Eitan». Da questo emotivo faccia a faccia in prima serata partono le mosse mediatiche di Ronen Tzur, lo stratega assunto dai Peleg, che si è trovato a gestire casi ben più controversi, ha rappresentato anche Moshe Katsav, il capo dello Stato costretto a dimettersi nel 2007 dopo la condanna per violenza sessuale. 

 

Ultima foto con Eitan

Nelle ultime tre campagne elettorali è stato il consigliere di Benny Gantz, l'ex capo di Stato Maggiore e attuale ministro della Difesa. Tzur sa di dover conquistare prima di tutto il pubblico israeliano, di dover alzare la pressione interna per rintuzzare i possibili interventi del governo. Un diplomatico italiano ha incontrato ieri il piccolo nell'appartamento del nonno: «È apparso in buone condizioni di salute» spiegano all'Ansa fonti dell'ambasciata a Tel Aviv.

 

 In Israele dovrebbero arrivare domani Aya - «sediamoci a parlare come avremmo dovuto fare da subito» le si rivolge nell'intervista Shmuel - e il marito Or Nirko nei prossimi giorni. Ripetono di essere molto «preoccupati per la salute, anche mentale, di Eitan». L'avvocato Shmuel Moran ha spiegato di voler chiedere subito l'affidamento alla zia paterna. 

il piccolo eitan

 

L'udienza al tribunale di Tel Aviv è prevista fra due settimane, Aya spera di ottenere il via libera a rientrare in Italia con Eitan sulla base della Convenzione dell'Aja e quello che prevede «per la sottrazione internazionale di minori».

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…