philippe barbarin

COSE DA BARBARI, ANZI DA BARBARIN - SI DIMETTE L’ARCIVESCOVO DI LIONE, PHILIPPE BARBARIN: E’ STATO CONDANNATO A 6 MESI DI CARCERE PER NON AVER DENUNCIATO GLI ABUSI SESSUALI SU MINORI COMPIUTI DA PADRE BERNARD PREYNAT NEGLI ANNI '80 E '90 DURANTE ALCUNI CAMPI SCOUT - GLI SCANDALI PEDOFILIA STANNO DECIMANDO GLI ALTI PRELATI DI BERGOGLIO…

Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

 

PHILIPPE BARBARIN

La lettera di dimissioni l'aveva preparata già da qualche giorno. Era chiusa nel cassetto della sua scrivania nella speranza di poterla presto distruggere e chiudere definitivamente quell' incubo che lo perseguitava ormai da troppo tempo. Ieri, però, dopo la sentenza di condanna, il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, ha annunciato l' intenzione di volersi dimettere.

 

E così quella lettera l'ha dovuta tirar nuovamente fuori per portarla nei prossimi giorni personalmente a Papa Francesco che deciderà che cosa fare. Accettare le dimissioni o ignorarle? Sulla scelta non dovrebbero esserci dubbi: il porporato 68enne è stato, infatti, condannato dalla giustizia francese a sei mesi di reclusione con la condizionale per non aver denunciato gli abusi sessuali su minori compiuti da padre Bernard Preynat negli anni '80 e '90 durante alcuni campi scout. Il cardinale è colpevole quindi di aver coperto un prete pedofilo.

PHILIPPE BARBARIN

 

«Non ho mai nascosto nulla, tantomeno questi fatti orribili», si è difeso il porporato francese parlando ai giudici e dichiarando di aver saputo degli abusi di Preynat, oggi allontanato da ogni incarico, soltanto nel 2014, dopo aver ricevuto le confidenze di una vittima quindicenne.

 

Versione respinta ovviamente dall' avvocato di parte civile secondo cui il cardinale era a conoscenza dei fatti almeno dal 2010, anno in cui il porporato avrebbe avuto una conversazione con padre Preynat proprio sull' argomento. Sempre secondo l'accusa, Barbarin avrebbe ricevuto nel 2015 precise istruzioni dalla Congregazione per la Dottrina della Fede attraverso una lettera nella quale si consigliava all' arcivescovo di Lione di prendere le dovute misure disciplinari nei confronti del sacerdote accusato di pedofilia ma di «evitare lo scandalo pubblico».

 

Bernard Preynat

Alla fine però lo scandalo è comunque deflagrato a livello mondiale, con le proteste di varie associazioni di vittime di abusi e addirittura un film, Grâce à Dieu, uscito lo scorso febbraio al cinema e presentato al festival di Berlino. Così, il porporato, ieri mattina in conferenza stampa, ha dovuto annunciare l' intenzione di dimettersi, manifestando vicinanza alle vittime di abusi. «Ricorreremo in appello», ha affermato l' avvocato di Barbarin, che dal canto suo si è rivolto ai cronisti affermando: «Ho deciso di andare dal Santo Padre per presentargli le dimissioni, mi riceverà tra qualche giorno. Indipendentemente dalla mia sorte personale, ci tengo a ribadire la mia compassione per tutte le vittime».

 

papa francesco bergoglio con il cardinal theodore mccarrick

Un copione simile a quello che, negli ultimi mesi, ha coinvolto altri due cardinali, accusati, però, di esser stati carnefici: da un lato il cardinale George Pell, in carcere in Australia in attesa della sentenza il prossimo 13 marzo per abusi su minori mentre era vescovo ausiliare a Melbourne, e dall' altro l' ormai ex cardinale Theodore McCarrick, arcivescovo emerito di Washington che Papa Francesco ha prima cacciato dal collegio cardinalizio e poi lo ha ridotto allo stato laicale dopo un processo canonico svoltosi in Vaticano.

 

«Se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso, che rappresenta già di per sé una mostruosità, tale caso sarà affrontato con la massima serietà», aveva detto alcuni giorni fa il Pontefice che a fine febbraio aveva convocato a Roma vescovi e cardinali da tutto il mondo per un summit sulla tutela dei minori. Un evento durante il quale Francesco ha tuonato ancora una volta invocando «tolleranza zero», rassicurando che non ci saranno più sconti per nessuno. Nemmeno per quei cardinali giudicati colpevoli.

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…