big joshua brown tesla

SIETE SICURI CHE L'AUTO SENZA PILOTA SIA IL FUTURO? - IN FLORIDA IL PRIMO INCIDENTE MORTALE DI UN VEICOLO TESLA METTE IN CRISI LE AZIENDE CHE HANNO SCOMMESSO SUL GIOIELLINO - IL CONDUCENTE-PASSEGGERO STAVA GUARDANDO UN FILM, I SENSORI NON HANNO EVITATO L’IMPATTO CON UN CAMION

1 - I TIMORI SULLE AUTO SENZA PILOTA DOPO IL PRIMO INCIDENTE MORTALE

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera

 

JOSHUA BROWNJOSHUA BROWN

Joshua Brown stava guidando senza mani la sua Tesla Model S. Il volante e tutto il resto erano sotto il controllo del pilota automatico. Una scheggia di futuro immersa nel traffico nevrotico della Florida. Tre, quattro, cinque: le corsie sull' autostrada sembrano non bastare mai. Sul rettilineo che costeggia la città di Williston un camion bianco si avvicina alla striscia di mezzeria: deve girare a sinistra, dando la precedenza al flusso in arrivo dalla porta opposta. È in quel momento che i piani avveniristici, gli investimenti massici, il software si confrontano con l' abitudine, il calcolo a occhio delle distanze e delle velocità.

 

JOSHUA BROWN JOSHUA BROWN

«Si ce la faccio» deve aver pensato il camionista, Frank Benassi, 62 anni. Ma dall' altra parte il computer di bordo non ragiona per approssimazione, non prevede l' azzardo, gli atti di quotidiana e incosciente prevaricazione stradale di cui siamo, volta per volta, autori e vittime. Forse ha confuso l' improvvisa luce bianca dell' automezzo con il chiarore del cielo.

 

I freni della Tesla non si muovono, Joshua neanche. A quanto pare, anziché tenere le mani sul volante, come avrebbe dovuto fare, stava guardando un film di Harry Potter. Toccherà all' indagine aperta dalle autorità accertare dinamica e responsabilità: errore umano, di Joshua, di Benassi, o dei sensori? La macchina si schianta contro la fiancata del tir, rimbalza su tre guard-rail prima di fermarsi.

JOSHUA BROWN JOSHUA BROWN

 

Joshua Brown, 40 anni, nato nell' Ohio, muore all' istante. Si sentiva e forse era davvero un pioniere. Da giovane si era arruolato nella Marina militare, rimanendoci per 11 anni. Era specializzato in esplosivi e per un breve periodo aveva fatto parte delle squadre di assalto, i Seal. Lasciata la divisa aveva fondato una società di consulenza hi-tech: la Nexu Innovation. E soprattutto si era appassionato alla scommessa dell' auto che va da sola.

 

L' incidente è avvenuto il 7 maggio scorso, ma soltanto l' altro giorno l' Agenzia nazionale per la sicurezza autostradale ne ha diffuso i dettagli. Il tempo necessario per chiudere l' inchiesta? Può darsi. In ogni caso la notizia ha innescato un' accesa discussione tra gli esperti, così come nell' opinione pubblica, sui siti dei giornali e sui Social Network, non solo in America. Tesla è considerata una delle società più innovative degli Stati Uniti.

video di joshuavideo di joshua

 

Fondata nel 2003 a Palo Alto, in California, tra gli altri dall' attuale presidente e amministratore delegato Elon Musk, tiene insieme i grandi numeri della manifattura tradizionale (10 mila dipendenti) e le sfide più affascinanti. Tesla, finora, ha significato soprattutto macchine elettriche, costruite con brevetti «open source», cioè messi a disposizione anche dei concorrenti.

 

tesla autopilottesla autopilot

Ricerca, investimenti e l' obiettivo di arrivare nel 2018 a produrre 500 mila auto all' anno. In Borsa il titolo capitalizza più di 30 miliardi di dollari (la cifra si ottiene moltiplicando il numero delle azioni per il prezzo). Una dimensione raggiunta nel giro di soli tre anni, con un aumento di oltre il 200% e che è pari ai due terzi del valore di un gigante come General Motors. Che cosa succederà adesso?

 

Una prima risposta arriva proprio dalla quotazione al Nasdaq (il listino delle società tecnologiche). Tesla ha perso il 2,5% giovedì, quando si è saputo dello schianto mortale.

ELON MUSK TESLAELON MUSK TESLA

Ieri, però, le azioni hanno recuperato lo 0,33%. Come dire: sicuramente dovrete rivedere i piani, studiare le falle del software, ma non dovete rinunciare all' auto del futuro. Anche altri gruppi, come Google per esempio, ci stanno lavorando da tempo. Ma ora il governo americano, finora prodigo di incentivi, potrebbe chiedere qualche garanzia in più.

 

2 - ALBERTO BROGGI: «L' ERRORE È STATO TOGLIERE LE MANI DAL VOLANTE»

Daniele Sparisci per il “Corriere della Sera

 

PICCOLA TESLAPICCOLA TESLA

Alberto Broggi è docente di computer engineering e fondatore del Vislab, il laboratorio di visione artificiale e sistemi intelligenti, che da più di 20 anni a Parma progetta veicoli a guida autonoma. Nato da una costola dell' Università è stato comprato l' anno scorso da un' azienda americana, Ambarella, che produce componenti per telecamere ad altissima risoluzione.

 

Professore cosa è successo e come si spiega l' incidente?

«In base a quello che dichiara Tesla la telecamera non ha visto l' oggetto in avvicinamento, il camion. Però il guidatore non ha rispettato le regole e ha lasciato troppa libertà al sistema: la casa americana dichiara che il software è ancora in fase di sviluppo e bisogna restare con le mani sul volante».

 

ALBERTO BROGGIALBERTO BROGGI

Com' è possibile che il «pilota automatico» non abbia visto il camion?

«Ci sono situazioni ancora critiche come il sole diretto contro la camera che può rendere questi strumenti meno efficaci. Succede quando anche l' occhio umano fa fatica: per esempio in una zona con luminosità diverse, assolata con le ombre molto scure intorno. Se il programma ha un tasso di precisione del 99,9% vuol dire che un minimo di rischio c'è. Al rischio zero non si arriverà mai».

 

Come superare i limiti?

«In due anni sono stati fatti enormi progressi. Le nuove generazioni di sensori hanno una capacità di visione superiore a quella dell' uomo e si può migliorare molto».

 

Secondo lei è più colpa dell' uomo o della macchina?

ALBERTO BROGGI ALBERTO BROGGI

«Dell' uomo. Si sa quali sono i limiti inserendo il sistema. È tutto scritto nel libretto: quello che si può e non si può fare».

 

Forse è il nome Autopilot scelto dalla Tesla ha creato un po' di confusione?

«Indubbiamente. È un assistente alla guida, non un vero robot. Girano video dove la gente dorme in macchina o si mette sui sedili posteriori. Cose da pazzi. La tecnologia va introdotta gradualmente».

 

 

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO