isabella santacroce magnificat amour

“SONO STATA UNA CANNIBALE E NE VADO FIERA” – ISABELLA SANTACROCE RIEMERGE DAL SILENZIO COL NUOVO LIBRO “MAGNIFICAT AMOUR” E RACCONTA LA FORMAZIONE CATTOLICA, GLI ANNI TRA GLI SCRITTORI CANNIBALI E IL RAPPORTO CON LA SOLITUDINE: “SONO STATI ANNI DI ESISTENZA CLAUSTRALE, MA PER ME LA SOLITUDINE È UNO STATO DI GRAZIA. SE CREDO IN DIO? SÌ, CREDO SOLO NELL’INCREDIBILE. COME PRENDONO LE MIE PROVOCAZIONI I MIEI GENITORI? NON MI PENSO PROVOCATORIA, SOVVERSIVA SÌ. LA CATTIVERIA? LA MIA RABBIA SOMIGLIA ALLA FURIA…”

Estratto dell’articolo di Raffaella De Santis per “la Repubblica”

 

isabella santacroce 5

Quattro anni di silenzio, nessuna intervista, un vuoto che è quasi un abisso dal quale racconta di risalire con la scrittura. Isabella Santacroce rimane imprendibile, in realtà, anche quando si confessa attraverso parole cesellate.

 

Sembra di parlare con una sacerdotessa della letteratura, l'unica che crede ancora che la parola letteraria sia sacra mentre il mondo intorno tritura tutto senza più gerarchie. Lei no, preferisce vie esoteriche, scrive un libro che s'intitola Magnificat Amour (il Saggiatore), sospeso tra dannazione e riscatto, peccato e purezza. Una polifonia di personaggi: miss cinema, zii metafonisti, poeti alcolizzati, suore, miliardari viscidi e cadenti.

isabella santacroce magnificat amour

 

E al centro due cugine, una bellissima, l'altra “uno scarabocchio”, una voluttuosa, l'altra illibata. Un complotto incasinato: la vita. Per la prima volta parti esplicitamente autobiografiche.

Parliamo via mail a più riprese perché dice che non riesce ad ascoltare la sua voce dopo tanto isolamento. «Sono stati anni dickinsoniani, anni di esistenza claustrale, ma per me la solitudine è uno stato di grazia».

 

Perché questa necessità di vivere la scrittura in modo assoluto?

«Come Cristina Campo, sono convinta che le cose del mondo visibile siano meno numerose di quelle del mondo invisibile. Io mi sento un tramite, e quando scrivo mi pongo in una dimensione medianica. Magnificat Amour l'ho scritto tenendo accanto una candela accesa, era il mio indicatore.

 

isabella santacroce 4

Iniziavo nel pomeriggio arrivando spesso all'alba.

Trascorrevo con lui anche tredici ore. A volte andavo a dormire e poi ritornavo quasi lo sentissi chiamarmi […] Per me la scrittura è un continuo misurarmi con l'assoluto. La letteratura è altezza, e richiede altezza. Scrivere per me non è una passione, ma una consacrazione».

 

La trasgressione è andare contro corrente?

«L'unica risposta giusta l'ho trovata nel Tieste di Seneca: “Un dio vi getta, povere cose umane, in un turbine rapinoso”. Credo che noi tutti siamo in quel turbine rapinoso».

 

Quando ha esordito con “Fluo”, a metà anni Novanta, è stata avvicinata agli scrittori “cannibali”.

isabella santacroce 3

«È stato l'ultimo movimento letterario italiano, e sono orgogliosa di condivisione condivisa con grandi autori come Aldo Nove, Tiziano Scarpa e Niccolò Ammaniti. Ho ricordi molto belli della mia amicizia con Aldo e Niccolò. La prima volta che ci siamo incontrati Aldo stava regalando a tutti delle caramelle mentre Niccolò parlava di film horror».

 

Negli ultimi anni è un po' uscita dai riflettori. Si sente abbandonata, fraintesa dalla critica?

isabella santacroce 2

«No, per mia scelta ho pubblicato il mio penultimo libro, La Divina , con la mia casa editrice in edizione limitata e numerata (prezzo 200 euro a copia, ndr ). L'ho presentato una sola volta all'università di Tor Vergata di Roma durante una giornata di studio sulla mia ricerca letteraria. Avevo bisogno di quiete, nessun ufficio stampa, e nonostante questo l'interesse non è mancato. Da anni per la mia scelta non rilasciato interviste. Ne ho diversi che attendono da tempo risposta».

 

Come passa le sue giornate, dove vive?

isabella santacroce 1

«Prima alternavo la solitudine vissuta durante la scrittura al caos della folla. Isolamento e poi il suo contrario. Sono da sempre fuori dalle vie di mezzo. Adesso non so, devo ancora capire di che cosa ho bisogno, dove sono arrivata. Vivo principalmente a Riccione, mio paese di nascita, che sa come me dal passare silenzio al frastuono».

 

[…] Ha avuto un'educazione cattolica?

«Ho avuto l'immensa fortuna di avere una suora indimenticabile come maestra alle scuole elementari. Si chiamava suor Maria, aveva poco più di vent'anni. È stata lei a insegnarmi a scrivere, e scrivendo ho trovato la mia voce. L'alfabeto mi ha subito affascinato, ne riempivo quaderni, dalla lettera A alla Z, un rito magico. Anni fa dopo una lunga ricerca sono riuscita a parlare con suor Maria al telefono, si ricordava ancora di me, mi ha salutato dicendo “sei la mia Isabellina”».

isabella santacroce cover

 

Credere in Dio?

«Sì, credo in Dio, credo solo nell'incredibile».

 

I suoi genitori sono cattolici, come prendere le sue provocazioni?

«Sono cattolici, devo loro tanto, perché sono stata cresciuta da persone che amano l'arte, la musica, la natura. Non mi penso provocatoria, sovversiva sì. Sono orgogliosi di questo scrittore che sono, e soprattutto del fatto che molti ragazzi ogni anno si laureano con una tesi sulla mia scrittura (Santacroce preferisce essere chiamata scrittore, ndr)».

 

C'è anche cattiveria in questo romanzo, le appartiene?

«La conosco ma non mi appartiene, però ho una bontà che si trasforma da lacrima in fucile. Non sono vendicativa e la mia rabbia somiglia alla furia, sono stata gelosa per insicurezza, ora non più».

 

[…]

ISABELLA SANTACROCE - VM 18 isabella santacroce 6isabella santacroceisabella santacroceisabella santacroceisabella santacroceisabella santacroceisabella santacroceisabella santacroceisabella santacroceISABELLA SANTACROCEISABELLA SANTACROCEisabella santacroce 1isabella santacroce 2isabella santacroce 3isabella santacroce 4isabella santacroce 7isabella santacroce 5isabella santacroce cover

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…