MA CHE SORPRESA: SE I PISCHELLI RINCOGLIONISCONO SUI CELLULARI È COLPA DEI GENITORI - SECONDO IL CENSIS, IL 46,4% DELLE FAMIGLIE PERMETTE L’USO DEI TELEFONINI AI FIGLI ENTRO IL DECIMO ANNO DI ETÀ. E VA PEGGIO SUI SOCIAL: IL 46,9 % DEI GENITORI AUTORIZZA L’USO AI MINORI DI 15 ANNI – NONOSTANTE IL PERMISSIVISMO, IL 79,2 % DEGLI INTERVISTATI PENSA CHE FARE IL GENITORE SIA PIÙ COMPLICATO RISPETTO AL PASSATO...
CENSIS, PER 8 SU 10 OGGI È PIÙ DIFFICILE ESSERE GENITORE
(ANSA) - Il 79,2% degli intervistati pensa che oggi essere genitore sia più difficile rispetto al passato e solo il 17% non è d'accordo. Le difficoltà del loro ruolo sono per il 35,7% dei genitori gli elevati costi economici necessari alla crescita di un figlio (erano il 22,5% nel 2002); per il 18,9% le eccessive richieste dei figli, non sempre esaudibili (erano il 30,2% nel 2002); per il 18,4% i troppi impegni lavorativi che lasciano poco tempo da dedicare ai figli (erano il 20,3% nel 2002).
Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto "Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana" realizzato dal Censis e presentato oggi a Roma. Se per il 73,4% del campione - 1.000 italiani tra i 18 e i 64 anni con figli - il lavoro rappresenta un ostacolo all'essere un buon genitore, il 31,1% pensa lo sia più per la madre e il 6,7% per il padre.
Il tasso di occupazione, con e senza figli, varia per genere: è pari al 68,5% per le donne senza figli e al 61,5% per quelle con figli; al 78,4% per gli uomini senza figli e sale al 91,7% per quelli con figli. Riflettendo su cosa avrebbe potuto facilitare il compito di genitore, il 77,1% delle madri avrebbe voluto più risorse economiche, l'83,8% dei padri più tempo.
Il 70,4% dei genitori lo diventa per costruire una famiglia, il 37,3% per amore; il 33,3% dei padri ne evidenzia la funzione di completamento della coppia, mentre il 40% delle madri sente la nascita dei figli come uno straordinario atto d'amore.
Tra i motivi, invece, che incentivano a non ampliare la famiglia il 27,4% dichiara di non avere più le forze psicologiche per occuparsi di nuovi figli, il 22,8% di avere ormai raggiunto un equilibrio familiare e di non volerlo compromettere, e il 12,7% pensa che il mondo sta diventando troppo ostile e non è il momento di fare figli.
Le famiglie unipersonali sono la più diffusa tipologia familiare: erano il 21,1% del totale delle famiglie nel 1994, sono il 36,2% nel 2024. Le coppie con figli erano il 47,9% e sono scese al 29,2%, mentre le monogenitoriali erano l'8,1% e oggi sono il 10,9%.
Stabili le coppie senza figli passate dal 19,7% del totale al 20,2%. Le nascite sono calate del 32,4% e slitta l'età media delle madri alla nascita del primo figlio passata da 27,7 anni nel 1994 a 31,9 anni nel 2024. In calo il numero di matrimoni (-40,6%) e in aumento i figli nati fuori dal matrimonio che, sul totale dei nati, sono il 43,2% nel 2024, contro il 7,8% del 1994.
CENSIS, IL 46,4% DÀ SMARTPHONE AI FIGLI PRIMA DEI 10 ANNI
(ANSA) - Il 46,4% dei genitori autorizza l'uso dello smartphone entro il decimo anno di età del figlio, il 68,4% entro l'undicesimo e il 90,4% entro i 12 anni. Sul fronte social, il 46,9% dei genitori permette ai figli con al massimo 15 anni di utilizzare i social, il 53,1% no.
Anche se il 69,1% conta sul senso di responsabilità dei figli per la buona gestione dei social, il 55,1% ha attivato il parental control per poterli monitorare e, per sentirsi più sicuri, il 43% geolocalizza i device dei figli per sapere sempre dove si trovano. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto "Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana" realizzato dal Censis e presentato oggi a Roma.
Parlando della scuola, il 72,4% dei genitori dichiara di avere fiducia negli insegnanti. Infatti, è solo il 26,1% a ritenere che questi tendono troppo spesso ad attribuire ai genitori la responsabilità dei problemi scolastici dei figli e il 21,2% a pensare che abbiano aspettative eccessive nei confronti dei figli.
Il 66,7% ritiene che occorra proibire l'uso degli smartphone a scuola; nonostante ciò, è il 32,5% dei genitori ad avere almeno un figlio che svolge i compiti con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale (ChatGpt, Grok, Gemini).
Per i genitori occorre concedere spazi di autonomia: il 92,3% dichiara che per crescere bene i figli è utile che si confrontino con errori e fallimenti. Se, però, i figli pensano di agire in piena libertà, in realtà sono costantemente monitorati dallo sguardo discreto ma vigile del genitore: il 78,1% supervisiona amicizie, studi e interessi e il 31,6% controlla regolarmente cose personali dei figli come diari o cellulare. Se necessario, il genitore interviene direttamente: il 66,1% ammette che spesso finisce per risolvere i problemi dei figli.
L'83,9% dei genitori cerca di responsabilizzare i figli il più possibile. Infatti, l'85,2% degli intervistati affida loro nel quotidiano specifici compiti come rifarsi il letto, ordinare la stanza o apparecchiare la tavola. Inoltre, entro il compimento del quindicesimo anno di età, i genitori ritengono appropriato concedere più autonomia ai figli nella gestione del proprio tempo (49,6%), farli uscire da soli durante il giorno (46,5%) e la sera con gli amici (32,6%).
Mentre, l'età appropriata per andare a vivere da soli è per il 15% a 18 anni, per il 19,7% tra i 19 e i 20 anni, per l'11,3% tra i 21 e i 24 anni, per il 25,2% dei genitori a 25 anni o più, e il 27,3% non sa indicare la giusta età per compiere un passo così importante e decisivo.
CENSIS, IL 67,3% DEI GENITORI OTTIMISTA SUL FUTURO DEI PROPRI FIGLI
(ANSA) - Pensando al futuro dei propri figli, il 67,3% dei genitori si dichiara ottimista, esprimendo fiducia, speranza e serenità. Solo il 16,7% è pessimista, segnato da preoccupazione e timore, mentre il 7,1% è fatalista e percepisce il futuro dei figli come incerto e confuso. Chi sceglie di avere figli adotta per lo più una postura positiva, ottimista, senza la quale, in un mondo percepito come ostile, sarebbe difficile fare il genitore.
Alla richiesta di autovalutare l'esercizio del proprio ruolo, il 73,9% dei genitori si attribuisce un giudizio di ottimo e buono, il 21,8% sufficiente, solo l'1% non sufficiente e il 3,3% non si esprime. Sono alcuni dei dati del Rapporto "Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana" realizzato dal Censis e presentato oggi a Roma.
Il 60% degli intervistati dichiara di essere un genitore non invadente, discreto, il 21,3% ritiene di avere abbastanza fiducia nei figli, il 14,8% si definisce apprensivo e il 3,4% fatalista. Nel 2002, in un'analoga indagine del Censis, le percentuali erano pari rispettivamente al 29,3%, al 32,5%, al 34,1% e al 3,6%. Il 78,4% dei genitori sostiene che, nel rapporto con i figli, è più importante la fiducia dell'obbedienza e non sorprende che per il 95,5% il dialogo sia decisivo








