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VOLANO DILDO - STALKING CONDOMINIALE: TOPI MORTI SULLO ZERBINO, RUMORI NOTTURNI, GOMME SQUARCIATE, VIBRATORI CHE PIOVONO SUI BALCONI. A ROMA È NATO UNO SPORTELLO A TUTELA DELLE VITTIME DEI VICINI STRONZI, PER EVITARE CHE LE MIGLIAIA DI CAUSE INTASINO DEFINITIVAMENTE I TRIBUNALI INGOLFATI

LE IENE: STALKING CONDOMINIALE       (VIDEO)

 

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/376458/golia-stalking-condominiale.html

 

 

Fabrizio Peronaci per il ''Corriere della Sera - Edizione Roma''

 

Ci sono quelli che passano buona parte della notte con gli occhi sgranati, mano nella mano della moglie, imprecando e pregando che il ticchettio dei passi al piano di sopra si interrompa. Quelli disperati per lo scroscio intermittente - «uno ogni quarto d' ora, lo fanno apposta, maledetti!» - dello scarico del wc. Quelli che denunciano per la ventesima volta il furto di posta dalla cassetta nell' androne.

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Quelli che la giornata comincia a schifìo , dopo che qualcuno gli ha rigato la macchina o sgonfiato una ruota. Oppure perché hanno trovato un topo morto sul loro zerbino. O, ancora, per la pioggia di oggetti dall' alto, compresi - «maiali, sessuomani!» - certi attrezzi intimi «dalla forma inconfondibile...»

 

Fermi tutti, relax. Tirate il fiato e prendete le contromisure, specie al momento di rientrare in casa, tra le mura degli odiati vicini... Nella capitale nevrotica e iper-stressata, che intasa commissariati e aule di tribunale con migliaia di liti magari banali, ma capaci di avvelenarti la vita, le zuffe di vicinato sono da tempo una causa rilevante di conflittualità.

 

stalking condominiale 5

A possedere un quadro aggiornato del fenomeno, grazie all' apertura del primo «sportello» a tutela delle vittime, è oggi il Caiasc (Comitato associativo italiano anti-stalking condominiale), fondato la scorsa primavera da Rita Fossatelli, insegnante in pensione del liceo Augusto, ella stessa vittima di persecuzioni decennali da parte dei vicini.

«L' uomo - sospira - manifesta una dose di malvagità e perfidia insensata, nel poco tempo, un soffio, che ci è dato in questo passaggio terreno. Quando, invece, dovrebbe trionfare il bene». Filosofia a parte, le storie raccolte e catalogate dalla stessa professoressa (di latino e greco) sono quanto mai concrete: macchine sfondate, notti in bianco, avvocati in azione per distruggere l' avversario...

 

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«Da anni mi viene in mente la celebre scena di un film di Fantozzi nella quale la gente va alla riunione di condominio indossando l' elmetto», prova a scherzarci su Silvio Talarico, giornalista, abitante in largo Doppler, zona Fonte Laurentina. Un palazzina da incubo, la sua. Denunce e sopralluoghi della forza pubblica vanno avanti da anni.

 

 Ogni giorno si rischia la rissa. Il tutto - a quanto pare - innescato da un sentimento poco edificante: l' invidia.

 

«Questo delirio - racconta il perseguitato - iniziò alcuni anni fa dopo che vinsi una causa per entrare in possesso di un appartamento di edilizia popolare. Da allora sono diventato bersaglio di un esercito di stalkers, che non si ferma davanti a nulla. Mi hanno fatto di tutto: dai graffi alla macchina al distacco del contatore elettrico, con relativi cibi del freezer da buttare, dal furto di corrispondenza al taglio dei rami di un albero nel parcheggio esterno, per togliermi l' ombra per dispetto, dalla chiamata al 113 senza motivo, per interrompere la festa dei 18 anni di mio figlio, allo straccio messo nella marmitta. Fino allo sfregio più allucinante: il lancio volontario di oggetti nel mio giardino, compreso un vibratore...»

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Un tormento, una croce continua. «Maledetto quel giorno che prendemmo casa qui» è la frase-standard che risuona in ogni angolo della città. All' Appio, in via Clelia, un abitante stalkizzato conferma che il tiro a bersaglio è frequente: «Abito in un seminterrato - ha raccontato - e appena apro la finestra mi buttano schifezze dentro casa. Prima o poi ammazzo qualcuno».

 

Non distante, una ex dirigente dell' ospedale San Giovanni Addolorata ha dovuto ingoiare di peggio: «In seguito ad accese discussioni, qualche disgraziato, nottetempo, mi ha messo un topo morto e una manciata di vermi sullo zerbino, si rende conto, professoressa?» E non va meglio a Tor de' Cenci, estrema periferia sud: «Le liti con quelli di sopra - sintetizza un pensionato - hanno avvelenato i miei ultimi 35-40 anni: per vendicarsi di aver perso una causa legata a una perdita d' acqua, infatti, i vicini tutte le notti lasciano sgocciolare i rubinetti, fanno scrosciare il cesso, spostano i mobili».

 

Avanti, al festival della crudeltà può capitare di tutto... Un altro sopruso pesante ci porta sulla Salaria, a Monterotondo, dove un signore, «oltre ai consueti atti di intimidazione come il deposito di feci del cane sul mio zerbino», ha subito minacce a mano armata (un coltello) da parte del dirimpettaio.

 

Sulla Tuscolana, nello stabile in cui anni fa si verificò un' esplosione (crollo del solaio, con alcuni feriti), lo stalking ha invece assunto il volto di mille azzeccagarbugli. «Durante la messa in sicurezza della palazzina A - spiega Bonaventura Proietti, uno degli amministratori - si sono aperti numerosi contenziosi legati all' affidamento dei lavori. La conseguenza è stata una guerra feroce e permanente tra due opposte fazioni».

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La gente, dalle parti di Porta Furba, si guarda in cagnesco: «Tra querele, controquerele, impugnazioni assembleari, diffide e decreti ingiuntivi gli unici a brindare sono gli avvocati».

Già, pochi fanno festa, nella saga del «come ti anniento il vicino». Di certo non quel signore che nel 2000 comprò un bell' appartamento in centro, palazzo dell' 800, zona di pregio. Pensava di aver fatto un affare, ma presto scoprì il perché del prezzo scontato.

 

«Vi prego, aiutatemi - ha scritto al Caiasc - Sopra di me abitano cinque fratelli, con moglie e figli, stretti in 60 metri quadri. Combinano di tutto: lanciano sigarette, unghie, capelli, fazzoletti sporchi, assorbenti sui miei davanzali; non pagano le rate bimestrali; usano le stanze di notte, come palestre, per saltare a corda e sollevare pesi poi sbattuti a terra; tengono la radio a tutte volume; talvolta urinano attraverso le persiane...».

Stop, grazie. Datevi una calmata. Più che stalking, questo è far west metropolitano.

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