alda merini

ALDA MERINI FOREVER - STASERA AL SISTINA L’OMAGGIO ALLA POETESSA SCOMPARSA OTTO ANNI FA - IL TRIBUTO DI MONICA GUERRITORE E GIOVANNI NUTI – ARRIVA IN LIBRERIA ANCHE UN MERAVIGLIOSO LIBRO DI INEDITI CON I VERSI CHE DEDICO’ ALL’AMICA EMILIA: “USO LA PAROLA PER FERIRE LE ANIME”

1- OMAGGIO AD ALDA MERINI

Felice Liperi per la Repubblica - Roma

 

ALDA MERINI

L'ottavo anniversario dalla morte di Alda Merini viene ricordato da alcuni artisti con "il Concerto", spettacolo in programma stasera al Teatro Sistina, proprio mentre arriva in libreria Tu sola nel mio deserto. Poesie inedite per un' amica, libro di versi inediti di Alda Merini a cura di Emilia Rebuglio Parea.

 

Lo spettacolo, promosso dal Consiglio Italiano per i Rifugiati, riporta in primo piano la grande sensibilità della poetessa verso il tema di migranti e rifugiati, manifestato nella poesia che ha ispirato l' iniziativa, "Una volta sognai", in cui la scrittrice immaginava di essere una tartaruga per portare in salvo chi fugge, attraverso il mare.

 

Nel concerto di stasera la passione per la musica della poetessa che da giovane aveva suonato il piano e negli anni è sempre stata vicina a musicisti di diversa provenienza.

 

monica guerritore (2)

A cominciare dal cantautore Giovanni Nuti che a partire dal 1993, con la versione musicale della poesia "I Sandali", ha avviato un lungo sodalizio con Alda Merini, definito dalla poetessa "matrimonio artistico", da cui sono scaturite numerose opere come "Milva canta Merini", interpretato dalla grande vocalist, "Poema della croce", "Una piccola ape furibonda" tutte realizzate con poesie della Merini musicate da Nuti.

 

Simone Cristicchi Infophoto

Opere che trasformano i testi profondi di Alda Merini in canzoni grazie alla musica di Nuti e oggi nella costruzione drammaturgica del concerto per il quale l' attrice e cantante Monica Guerritore ha creato particolari suggestioni visive che restituiscono l' anima multiforme della poetessa degli "Ultimi". Vicina agli emarginati, emarginata lei stessa, le "canzoni" dedicate alla poetessa diventano un richiamo alla vicinanza tra esseri umani.

 

Nel concerto di questa sera dove Nuti sarà affiancato da Monica Guerritore, in veste anche di cantante, che con il cantautore ha già portato in scena "Mentre rubavo la vita".

 

GIOVANNI NUTI

Una serata speciale, quindi, come annuncia l' attrice: «Al pubblico dico che bisogna solo lasciarsi travolgere, come faccio io ogni sera interpretando le sue canzoni: bisogna solo lasciarsi andare a una serata di estrema, incandescente bellezza. Questa è la Merini in scena!» .

 

Con la Guerritore e Nuti, un nutrito gruppo di artisti che con 24 canzoni tributeranno un omaggio alla poetessa: tra questi Simone Cristicchi che, già in passato, si era cimentato nella interpretazione della poesia della Marini in "Rasoi di seta"; poi Peppe Barra, Enzo Gragnaniello, Rita Pavone, Fabio Armiliato, Grazia Di Michele, Iskra Menarini, Andrea Mirò & Dario Gay, Daniela Poggi e Renzo Arbore in veste di ospite d' onore.

Teatro Sistina via Sistina, stasera ore 21, biglietti da 15 a 50 euro, tel. 06-4200711

 

 

2 - FAR FINTA DI ESSERE PAZZI

Testo di Paolo Mauri per Robinson – la Repubblica

 

alda merini

In un libro di inediti i versi che Alda Merini dettò negli anni Novanta all' amica Emilia "Uso la parola per ferire le anime" Testo di Paolo Mauri Fotografie di Leonardo Cendamo Tu sola nel mio deserto è un piccolo libro privato di Alda Merini con tutte le poesie che lei stessa dettava all' amica Emilia Rebuglio Parea, soprannominata Bianca.

 

Emilia è un' artista e col marito ha aperto un negozio sulle rive del Naviglio a Milano, di arredamento e di arte. Alda abita lì vicino: si conoscono, la poetessa frequenta il negozio, si appoggia a Bianca che qui racconta e racconta il loro lungo cammino insieme. Un piccolo libro privato ma non è sempre così con i versi di tanti poeti?

 

Alda ha dalla sua parte la saggezza della follia ed esplora il vivere nelle pieghe del quotidiano, dando corpo a folgorazioni improvvise, come quando dichiara: "Io sono un roseto di poesia/su di me camminano molte parole/ su di me gemmano infiniti autori"" Uso la parola/ per ferire le anime", la poesia è anche una guerra, una guerra contro i fantasmi che assediano la mente.

 

alda merini

"Io sono ubriaca del mio silenzio". Agli inizi degli anni Ottanta Maria Corti mi chiese di aiutarla a far conoscere questa poetessa che, dopo essersi fatta notare quasi adolescente, era sparita in un manicomio.

 

Ospitai trenta poesie sulla rivista che dirigevo, Il cavallo di Troia, e da lì nacque il volumetto di Scheiwiller intitolato, appunto, La Terra Santa, come Alda chiamava il manicomio. Poi, come nelle favole, divenne una poetessa-diva.

 

 

3 - POESIE DI ALDA MERINI

 

LA PAROLA

Alda Merini

Io sono un roseto di poesia, su di me camminano molte parole, su di me gemmano infiniti autori, io fiorisco e sfiorisco ogni giorno, io fiorisco e sfiorisco a ogni amore, su di me evapora la rugiada, su di me evapora il sogno, ma ai miei piedi respira anche il viandante e non m' innamorerò di nessuno poiché i viandanti sono mutevoli e molti.

 

Io sono ubriaca del mio silenzio, uso la parola come Diana cacciatrice, uso la parola per ferire le anime, uso le mie parole come un cilicio d' amore; sono il dialogo della materia, sono il dialogo delle praterie, sono il dialogo della prigione, sono il tutto e sono la mostrina di ogni soldato che cade in battaglia sul fronte della mia poesia

 

Alda Merini

PERCHE’ FINGERTI MUMMIA

Perché fingerti mummia quando sei agorà di pensiero, perché, amore, non hai capito che portarmi da lui era l' equivalente del vivere? Oh, perché la gelosia dei ragazzi sporca le donne libere?

 

LA PAZIENZA

Questa assurda pazienza che è la vita dove crepita il foglio dell' attesa dove bruci le steppe dei tuoi occhi dove ti incanti per il grande cielo non può attendere che tu ti incammini sopra un refuso, vai oltre gli errori saltando a pari piedi i tuoi gradini di sentimenti: sono i tuoi figlioli ad insegnarti che la verga fiorisce soltanto dentro il cuore di una mamma. C' è anche santità di poesia che vive dentro i ghiacci del sapere

 

17/3/1994

Non è detto che chi tace ascolti.

Le parole sono equivocabili, il silenzio no.

Alda Merini

È più facile sopravvalutare chi tace che chi parla.

Chi parla dà, chi tace prende.

Mi sono pentita di essere stata zitta, meno di aver parlato.

I taciturni hanno un grande vantaggio: il silenzio non può essere riportato.

Il silenzio è riposante.

() C' è taciturno e taciturno.

L' avaro è taciturno.

Il pigro è taciturno.

L' egoista è taciturno.

 

18/ 6/ 1994 A CASIRAGHY

I miti cadono a volte per un castissimo bacio, una promessa d' amore, un tempo organizzato.

 

Nessun poeta ha tempo di destino, nessun poeta ha le mani indolori, ma tutti hanno inchiodato una parte perché non entrasse l' amore. Un folto desiderio la paura, così ho bussato mille volte al tuo tempio e tu non mi perdoni.

 

Alda Merini

10/5/1992, FESTA DELLA MAMMA

Alla mia cara Bianca madre dimessa eppure canterina, ti sveglia all' alba il canto dei tuoi bimbi. Tre ne hai nel grembo e non cresciuti mai.

 

Li modelli ogni giorno a tuo piacere e poi quei capitelli, quelle sfere e quelle arcate a volte prodigiose (). Ti sei data ai costrutti di alabastro anche per continuare a generare, ma ogni squarcio di muro ha dentro un seme di senape: quel figlio non avuto mai, quel figlio che risplende nei tuoi fiori.

 

26/11/1993

TEATRO SISTINA ROMA

Che tortura morale abbiamo: doversi fingere pazzi perché qui sul Naviglio fa colore, ed essere buttati fuori casa da una strega che guarda, quante volte ti ho odiata, Bianca, perché avevi una casa, un desco, un giglio, un focolare.

 

Era un odio pieno d' amore perché tu non capisci che di questo tuo dare non avrai che tradimenti da vecchia. Ti avrei picchiata a sangue e ti avrei poi rapita dalla brutta menzogna che è la vita.

 

ALDA MERINI 3

ANAMNESI DEL DELIRIO

Il delirio è una condizione umana irripetibile, né lirica né distorta. Il delirio è stato per me quella conchiglia trovata sulla sabbia dell' anima che si porta all' orecchio per sentire il rumore del mare e il rumore del canto.

 

Pochi sanno che i deliranti camminano come segugi dietro una traccia di sangue e che questo dolore produce in loro dimenticanze inavvicinabili (...)

 

COPERTINA DEL LIBRO DI ALDA MERINI A CURA DI EMILIA REBUGLIO PAREA

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