akayed ullah - attentato a port authority a new york

STO COGLIONAZZO DI AKAYED ULLAH VOLEVA FARE UNA STRAGE A RIDOSSO DEL NATALE A NEW YORK E INVECE PASSA ALLA STORIA COME L’ATTENTATORE PIU’ SGARRUPATO DEL MONDO - ARRIVATO DAL BANGLADESH NEGLI USA NEL 2010, HA COSTRUITO UN ORDIGNO RUDIMENTALE SEGUENDO LE ISTRUZIONI SU INTERNET CHE E’ ESPLOSO PRIMA DEL DOVUTO FERENDO LUI...

1 - L'ELETTRICISTA AKAYED ULLAH E LA BOMBA COSTRUITA NEL NEGOZIO DI BROOKLYN

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

AKAYED ULLAH

Voleva colpire il Natale newyorchese e invece passerà alla storia come il mancato stragista di Port Authority. Akayed Ullah, 27 anni originario del Bangladesh, è l' uomo che ieri di buona mattina si è recato alla stazione centrale di autobus di Manhattan con un ordigno rudimentale da lui realizzato seguendo le indicazioni su Internet. Voleva probabilmente farsi esplodere seminando morte e orrore nel cuore della New York vestita a festa per la stagione natalizia.

 

Un errore, o forse un difetto della bomba, ha invece rovinato il suo piano e lo ha consegnato, ferito, alle forze dell' ordine. Ha detto di aver agito per vendetta, ma qui le fonti differiscono: «Perché hanno bombardato il mio Paese», avrebbe detto. Ma una seconda versione riferisce invece che abbia motivato il suo gesto citando le azioni di Israele su Gaza dopo l' annuncio di Trump su Gerusalemme capitale dello Stato ebraico. È stato un gruppo mediatico filo-Isis, Maqdisi, a suggerire il legame.

AKAYED ULLAH - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY A NEW YORK

 

Ullah la sua aspirazione estremistica l'ha maturata una volta giunto negli Stati Uniti dove viveva (con regolare permesso di soggiorno e di lavoro) da sette anni e divideva l' appartamento con il fratello. Secondo gli inquirenti la sua ascesa jihadista è avvenuta alla tastiera del computer seguendo i canali di proselitismo dei vari Imam 2.0. Il Bangladesh tuttavia non è una delle sei nazioni inserite nella lista nera redatta dall' amministrazione Trump, che impedisce l'ingresso di cittadini provenienti dalle nazioni in questione. Ed in Bangladesh Ullah non aveva avuto nessun problema con la Giustizia come riferisce l'ispettore generale della Polizia nazionale del Paese, Shahidul Haque.

 

Nella terra natale era tornato l'ultima volta a settembre, forse dopo aver completato quel processo di radicalizzazione avvenuto nella sua casa di Flatbush, quartiere popolare di Brooklyn ad alta intensità di stranieri e dove aveva raggiunto lo zio già residente da tempo in America. A chi si sia ispirato rimane ancora da capire, e su questo gli inquirenti mantengono un certo riserbo.

AKAYED ULLAH - ATTENTATO A PORT AUTHORITY A NEW YORK

 

Non sembra essere casuale invece la tempistica visto che l'attentato arriva a pochi giorni dall'annuncio di Donald Trump sul riconoscimento di «Gerusalemme capitale» di Israele che sta provocando scontri in Medio Oriente, con il lancio di razzi da parte di Hamas e i raid israeliani come rappresaglia. Forse Ullah si riferiva proprio a questo episodio. Gli inquirenti stanno scavando nel passato e nel presente del ragazzo, partendo proprio dal suo appartamento di Flatbush, per capire se abbia agito da solo o se abbia avuto fiancheggiatori.

 

AKAYED ULLAH - ATTENTATO A PORT AUTHORITY A NEW YORK

Per ora il profilo che ne emerge è quello di un giovane che cercava di arrangiarsi con lavori di diverso genere, tra cui quelli di autista di vetture private. Ha avuto la licenza come conducente fino al marzo 2015, ma la New York Taxi and Limousine Commission, l' autorità municipale dei trasporti privati, ha escluso che sia stato un tassista dei tradizionali «yellow cab» di Manhattan. Anche Uber ha escluso che abbia lavorato per l' azienda, come invece aveva fatto l' altro attentatore di New York, quello della strage di Halloween, Sayfullo Saipov, 29 enne originario del Kazakhstan. Successivamente Ullah ha trovato lavoro in una società elettrica, riferiscono alcuni media, ed è proprio lì, durante gli orari di lavoro, che avrebbe fabbricato quell' ordigno rudimentale, la «pipe bomb» utilizzata per attuare il suo attacco al Natale newyorchese.

 

2 - ULLAH, 27 ANNI, ELETTRICISTA HA CONFEZIONATO LA BOMBA «IN NOME DEL CALIFFATO»

AKAYED ULLAH - ATTENTATO A PORT AUTHORITY A NEW YORK

Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Akayed Ullah, in questi giorni, avrà seguito con attenzione le notizie. Parlano dei rovesci dello Stato Islamico, della decisione di Trump su Gerusalemme capitale. Ed avrà letto anche gli appelli jihadisti a insanguinare il Natale a Manhattan. Ullah non crede alla sconfitta, anzi pensa che sia il momento di dimostrare il contrario. E lo fa organizzando un attacco, grezzo quanto si vuole, a New York.

 

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY

Dimostra di essere capace di costruire un ordigno rudimentale che ha fatto pochi danni e molto rumore sul piano mediatico. Ferito, ha rivelato agli inquirenti le motivazioni. Ha agito in nome del Califfo, ha scelto il target perché c' erano poster natalizi e voleva imitare attentati condotti dall' Isis, come al mercato di Berlino nel dicembre 2016. La sua è una vendetta in risposta ai raid israeliani su Gaza, ma anche ai bombardamenti alleati in Siria e altrove. Solita giustificazione.

 

Nato in Bangladesh, è arrivato negli Usa con i genitori e tre fratelli nel 2011 acquisendo poi la carta verde. Stabilitosi a Brooklyn, autista fino al 2015, Ullah era impiegato in una ditta di componenti elettriche. Un uomo scontroso e chiuso - dicono vicini - che non era mai entrato nel radar della polizia. In base alle sue ammissioni avrebbe confezionato sul posto di lavoro la bomba che portava indosso. Il meccanismo, però, non ha funzionato, e si è incendiato invece che esplodere provocando ferite al criminale.

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY

 

Gli investigatori propendono per un atto individuale, influenzato dalla propaganda sul web dell' Isis, ma devono capire se esistono dei complici e dei rapporti. All' esame i suoi spostamenti, compreso uno in Bangladesh a settembre: il suo Paese natale è un focolaio di radicalismo. Alla base della storia c' è per ora un giovane di 27 anni protagonista di un' azione in una delle città più protette al mondo, spesso indicata dal Califfato come bersaglio principe e vittima negli ultimi due anni di alcuni attacchi.

 

A metà settembre del 2016 Ahmad Rahimi ha fatto detonare alcuni ordigni tra il quartiere di Chelsea e il New Jersey. Poi, il 31 ottobre, la strage con un pick-up sulla pista ciclabile, 8 i morti. Autore l' uzbeko Sayfullo Saipov, gesto nel segno dello Stato Islamico.

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY

 

Ullah potrebbe rientrare in questa categoria di ispirati/influenzati. Elementi a basso costo (per le fazioni), ma dal grande impatto. Ha emulato, senza riuscirci, gli attentatori suicidi. Ha ricavato informazioni per la bomba da Internet ricorrendo ad una piccola batteria e lucine di Natale, tecnica già comparsa nell' attacco a Boston e in Gran Bretagna.

 

È sempre il magazine Inspire a fare da guida. Ha agito in un luogo simbolo in un periodo di feste. Ha creato scompiglio accrescendo timori e insicurezza. Ha confermato come la sorveglianza sia efficace contro piani strutturati, ma conceda - inevitabilmente - spazi alle operazioni meno sofisticate, «nate in casa». Che, per fortuna, spesso non riescono proprio perché amatoriali.

 

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY

Ha rivitalizzato il messaggio di lotta e questo a prescindere dall' eventuale legame diretto con qualche movimento. È un' epoca instabile. Dove anche dei disturbati imitano i terroristi professionisti e amatoriali. A tutte le latitudini. L' ultimo episodio a Sondrio, dove un guidatore ubriaco ha travolto dei passanti ad un mercatino. La Procura lo ha accusato di tentata strage, l' uomo ha dichiarato che voleva uccidere. La motivazione è irrilevante, contano esecuzione e conseguenze.

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