sara pedri big

SI DOVEVA ARRIVARE ALLA SCOMPARSA DI UNA DOTTORESSA PER SCOPERCHIARE IL VASO DI PANDORA – SVOLTA NELL’INCHIESTA SU SARA PEDRI, LA GINECOLOGA SPARITA A MARZO: LA PROCURA DI TRENTO HA ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI, PER IL REATO DI MALTRATTAMENTI, L'EX PRIMARIO SAVERIO TATEO E LA VICE LILIANA MEREU DEL REPARTO DI OSTETRICIA DELL'OSPEDALE SANTA CHIARA - PEDRI È IL NOME PIÙ ECCELLENTE CHE COMPARE AGLI ATTI DELL'INDAGINE, MA NON È IL SOLO: A ESSERE VESSATI CI SONO ALTRI TREDICI TRA INFERMIERI E DOTTORI…

Giuseppe Scarpa per "Il Messaggero"

 

sara pedri 3

È a una svolta l'inchiesta sulla ginecologa Sara Pedri, il medico scomparso nel nulla dal 4 marzo scorso. Forse suicida per la condizione di forte stress lavorativa a cui era sottoposta, come hanno sempre sostenuto i familiari. La procura di Trento ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di maltrattamenti, l'ex primario Saverio Tateo e la vice Liliana Mereu del reparto di Ostetricia dell'ospedale Santa Chiara di Trento. Nel mirino degli inquirenti entrano ufficialmente, come apprende il Messaggero, i due dirigenti medici.

 

liliana mereu col primario saverio tateo

LE DENUNCE Pedri è il nome più eccellente che compare agli atti dell'indagine come parte lesa, ma non è il solo. Della ginecologa 31enne non si sa più niente da quasi otto mesi. La sua fuga o il suo suicidio - come ritengono i parenti - sarebbero collegati ai soprusi subiti in corsia. Tuttavia la 31enne, secondo gli investigatori, non sarebbe l'unico sanitario vittima di vessazioni della coppia Tateo-Mereu. Quattordici persone, tra medici e infermieri, compresa la giovane dottoressa, sarebbero state prese di mira, dal primo gennaio 2018, con demansionamenti e insulti.

 

il primario saverio tateo 1

Di questo sono sicuri i carabinieri del Nas che si stanno occupando della parte dell'inchiesta relativa al clima di lavoro che si respirava in ospedale. Al procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, i primi giorni di agosto il Nas aveva inviato un'informativa in cui si chiedeva che la coppia di dirigenti venisse iscritta nel registro degli indagati per maltrattamenti. Proprio nei giorni scorsi gli inquirenti, il pm Licia Scagliarini, hanno dato seguito alla richiesta formulata dai militari dell'Arma.

 

liliana mereu 2

Inoltre, a metà luglio, altre sei ginecologhe colleghe della 31enne, avevano spiegato di essere pronte a sporgere denuncia: «Le condizioni di lavoro - avevano detto - erano fonte di sofferenza». Mesi di ripetute offese e critiche tali da minare qualsiasi sicurezza professionale potrebbero aver spinto Pedri a dimettersi il 3 marzo e a svanire nel nulla il giorno successivo.

 

sara pedri 2

IL CASO Dopo lo scandalo suscitato dal caso Pedri il 12 luglio il primario Tateo e la sua vice Mereu sono stati trasferiti, e l'azienda sanitaria trentina ha aperto un'inchiesta interna ascoltando 110 dipendenti. Ma la scomparsa di Sara e la battaglia della sorella Emanuela per scoprire la verità hanno aperto una crepa e hanno abbattuto il muro di omertà che, fino a quel momento, reggeva. A fine giugno gli atti della commissione sono stati consegnati alla Procura che, nel frattempo, ha ascoltato decine di testimoni. La sorella ha raccontato a più riprese che «Sara era attaccatissima alla famiglia e alle sue cose: amava mangiare, amava la musica e i film. Era una persona colorata. In tutto».

il primario saverio tateo 2

 

LE TESTIMONIANZE Emanuela ha spiegato come la 31enne fosse dedita a quel lavoro che aveva ottenuto con sacrificio. Col passare delle settimane però la voce di Sara, sempre piena di vita ed energia, si era fatta triste: «Non aveva tempo di andare in bagno o mangiare, non poteva fermarsi, era un ambiente di lavoro ostile ha sottolineato la sorella per interi turni non le veniva assegnata alcuna mansione. Veniva aggredita verbalmente e in un'occasione è stata schiaffeggiata da uno dei suoi superiori su una mano: poi è stata invitata a togliersi il camice e a sedersi in una stanza a parte». «Le dicevano: sei un'incapace, non sai fare niente, dove ti hanno formata non ti hanno insegnato a fare nulla», ha aggiunto Emanuela.

 

sara pedri scomparsa

Un lento annichilimento che ha portato Sara a tornare a casa a Forlì dalla sua famiglia lo scorso febbraio, dopo che il suo medico le aveva prescritto 15 giorni di malattia: di questi sette, la ginecologa 31enne, li ha trascorsi chiusa nella sua camera, a letto. Poi il 3 marzo ha deciso di rassegnare le dimissioni così da poter essere finalmente libera come riferì anche alla sorella Emanuela nell'ultima telefonata intercorsa tra le due prima di sparire nel nulla il giorno dopo.

sara pedri 1

 

La Procura di Trento, a metà luglio, aveva ricevuto copia forense del telefono della giovane e il pubblico ministero Scagliarini ne aveva analizzato il contenuto. Il cellulare di Sara era stato trovato nella sua auto parcheggiata al confine tra il comune di Cis e quello di Cles, nelle vicinanze del ponte sopra il torrente Noce, che con la sua corrente porta al lago di Santa Giustina, ed è qui che si erano perse le tracce della dottoressa. «Confidiamo nella magistratura, come abbiamo fatto fin dall'inizio», ha spiegato la sorella. Ieri l'iscrizione dei due dirigenti nel registro degli indagati.

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