luigi brugnaro

TERRENI E PALAZZI STORICI, “REPORT” INFILA LA TELECAMERA NEI CONFLITTI D’INTERESSE DEL SINDACO DI VENEZIA, LUIGI BRUGNARO – SECONDO LA TRASMISSIONE RAI, IL PRIMO CITTADINO HA VENDUTO IMMOBILI PUBBLICI A UN MAGNATE CINESE VIOLANDO LE PROCEDURE - LA GIRANDOLA DI CONSULENZE INTORNO A POLITICI E COMPONENTI DELLA SUA GIUNTA E LE SPONSORIZZAZIONI ALLA SQUADRA DI BASKET DI BRUGNARO DA UNA SOCIETA’ CHE AVEVA OTTENUTO L’APPALTO AL POLO NAUTICO SAN GIULIANO…

Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per “la Repubblica”

 

luigi brugnaro

Sponsor delle sue squadre che vincono appalti del Comune che guida. La trattativa per la vendita di suoi terreni a un imprenditore cinese che poi ha fatto acquisti di palazzi pubblici a Venezia, con una girandola di consulenze intorno a politici e componenti della sua giunta. I “presunti” conflitti di interesse del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sono al centro di una nuova inchiesta di Report che andrà in onda oggi alle 21 su Rai Tre.

 

Una delle vicende affrontate riguarda le sponsorizzazioni, a partire da quelle che sostengono la sua squadra di basket, la “Reyer”. «Il Polo nautico San Giuliano, un appalto da 10 milioni di euro – racconta ai giornalisti Walter Molino e Andrea Tornago il consigliere comunale Marco Gasparinetti - è stato affidato a un’azienda che è sponsor della Reyer: doveva costarci 6 milioni e a furia di determine dirigenziali il costo è passato a 10 milioni. Il nuovo polo nautico è stato inaugurato pochi mesi fa dal sindaco Brugnaro. I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte dalla Setten di Treviso, fino alla scorsa stagione top sponsor della Reyer».

LUIGI BRUGNARO 1

 

Ma il pilastro dell’inchiesta di Report riguarda la vicenda dei terreni Pili: una grande area alle porte di Venezia che andrebbe bonificata perché il sottosuolo è contaminato dai fosfogessi di Porto Marghera. Brugnaro nel 2005 compra all’asta i terreni, di proprietà dello Stato, a un prezzo stracciato: 12 euro al metro quadro. E vorrebbe farci il nuovo hub della mobilità della città: il problema è che occorrono 160 milioni per le bonifiche, che Brugnaro spera facciano ministero dell’Ambiente e Comune, tanto da avviare un contenzioso al Tar.

 

luigi brugnaro

[…] Report […] mostrerà una foto di Brugnaro sindaco con Ching Chiat Kwong, magnate cinese specializzato in grandi operazioni immobiliari. A fare da tramite l’imprenditore Claudio Vanin, testimone di incontri per la vendita del terreno con il sindaco-imprenditore chiamato in causa nella doppia veste: «Secondo quanto racconta Vanin Brugnaro e mister Kwong dopo l’incontro al Casinò si sarebbero rivisti a casa di Brugnaro a progettazione finita, nei primi mesi del 2018», dice Report.

luigi brugnaro luca zaia

 

L’affare dei Pili non va in porto, ma secondo il testimone ci sono altre partite che invece sono andate a buon fine. «Fin dal primo incontro del 2016 Brugnaro avrebbe chiesto a Kwong di comprare due palazzi storici del Comune di Venezia – dice Report – i due palazzi erano di proprietà del Comune di Venezia, e per venderli era necessaria una procedura pubblica. Il 15 luglio 2016 viene pubblicato l’avviso di vendita di Palazzo Donà. Con una email di cui Report è entrato in possesso, un uomo di fiducia del magnate cinese assicura lo stesso Kwong: “Non ci saranno problemi ad aggiudicarla a te. Ho incontrato il braccio destro del sindaco e me l’ha confermato”.

 

luigi brugnaro

Alla fine l’unica offerta per Palazzo Donà è quella di Mister Kwong, che poi lo darà in affitto per 15 anni a Francesco Calzavara, anche se quest’ultimo non aveva presentato l’offerta migliore per gestirlo. Un imprenditore che tra le altre cose è anche assessore al bilancio e al patrimonio della Regione Veneto. Kwong compra anche il palazzo Poerio Papadopoli, un edificio del ‘500 di proprietà del Comune. Una perizia del 2009 ne fissa il valore a 14 milioni di euro. Renato Boraso, allora assessore alla gestione del Patrimonio, presenta in giunta una nuova valutazione ma al ribasso di palazzo Papadopoli, che poi verrà comprato da Kwong. E tramite società di uomini legati all’imprenditore cinese, ma con base a Venezia, a Boraso sarebbe arrivata una consulenza: secondo l’imprenditore Claudio Vanin per servizi mai resi.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?