mario vanni

"MIO ZIO ERA UN BONACCIONE, UN MITE, LE AVREBBE PRESE ANZICHÉ DARLE. NON POTEVA ESSERE IL MOSTRO" - LA TESTIMONIANZA DI PAOLO VANNI, NIPOTE DI MARIO, IL POSTINO MORTO NEL 2009, CONDANNATO ALL’ERGASTOLO PER GLI ULTIMI QUATTRO DELITTI DEL MOSTRO DI FIRENZE - LA CORTE D'APPELLO DI GENOVA HA RINVIATO AL 13 GIUGNO L'UDIENZA PER LA RICHIESTA DI REVISIONE DELLA CONDANNA ALL'ERGASTOLO DI MARIO VANNI - IL NIPOTE PAOLO: "MIO ZIO ERA PACATO E PAUROSO NON AVREBBE POTUTO FARE MALE A NESSUNO..." - VIDEO

 

MOSTRO FIRENZE, RINVIATA UDIENZA PER AMMISSIONE REVISIONE

mario vanni

(ANSA) - GENOVA, 09 MAG - È stata subito rinviata al 13 giugno l'udienza per l'ammissione della richiesta di revisione della condanna all'ergastolo di Mario Vanni, accusato di quattro delitti del mostro di Firenze. Lo hanno deciso i giudici della corte di appello di Genova (presidente Vincenzo Papillo) perché il pm Alessandro Bogliolo non aveva ancora finito di studiare i 34 faldoni trasmessi dai colleghi toscani.

 

A presentare l'istanza, su incarico del nipote del postino di San Casciano Paolo Vanni, sono stati gli avvocati Antonio Mazzeo e Valter Biscotti. L'istanza dei due legali, circa 400 pagine con alcune integrazioni, ha superato il vaglio della "non manifesta infondatezza". La richiesta degli avvocati del nipote di Vanni s'incentra su una nuova consulenza di entomologia forense che anticipa di due giorni la data dell'ultimo della serie di delitti, quello degli Scopeti nel settembre del 1985.

 

PAOLO VANNI

Giancarlo Lotti riferì di aver visto Pietro Pacciani e Vanni attaccare la tenda canadese dove si trovavano Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili la sera dell'8 settembre, la notte prima del ritrovamento dei cadaveri. Ma la consulenza sulle larve di lucilia (un tipo di mosca, ndr) presenti nelle foto dei cadaveri, firmata da Fabiola Giusti e Stefano Vanin, afferma che gli insetti avevano raggiunto il terzo stadio di sviluppo, circostanza che secondo il pool di esperti impone la retrodatazione della morte dei due francesi alla notte tra venerdì 6 e sabato 7 settembre "con inizio della colonizzazione da parte dei ditteri la mattina di sabato 7 settembre 1985". Per i legali, questa rientra nel novero delle "nuove prove" previste dalla Cassazione per l'accesso all'istituto straordinario della revisione.

 

MOSTRO FIRENZE, LEGALI "SPERIAMO CORTE DISPONGA PERIZIA"

mario vanni

(ANSA) - GENOVA, 09 MAG - "È già un risultato che la procura generale genovese si sia presa del tempo per approfondire le carte. Accade raramente. Per la prima volta fuori da Firenze si discuterà il caso in maniera completa". Così l'avvocato Valter Biscotti dopo l'udienza per l'ammissione della richiesta di revisione. "Ho l'impressione - sottolinea il collega Antonio Mazzeo - che la prova scientifica abbia un certo peso. Ci aspettiamo che il sostituto procuratore sostenga l'inammissibilità per mancanza del requisito della novità.

 

Però il fatto che la prova scientifica provenga dal titolare della cattedra di entomologia forense dell'università di Genova non può passare inosservato. Voglio vedere nelle sue repliche scritte cosa dirà. A noi basterebbe che venisse ammessa una perizia entomologica forense della corte. Se per caso smentisce i nostri periti, alziamo le braccia e ce ne andiamo - conclude -. Ma se conferma, il discorso cambia e vuol dire che i poveri francesi sono morti due giorni prima rispetto a quello che ha detto Lotti"

 

MOSTRO FIRENZE: NIPOTE VANNI, ZIO PACATO NON PUÒ ESSERE LUI

pietro pacciani

(ANSA) - ROMA, 09 MAG - "Mio zio era un bonaccione, un mite, le avrebbe prese anziché darle. Non poteva essere il mostro". Lo ha detto Paolo Vanni, nipote di Mario, dopo il rinvio dell'udienza per l'ammissione della revisione del processo per gli ultimi quattro delitti del mostro di Firenze. Mario Vanni "era pacato e pauroso - ha continuato - non avrebbe potuto fare male a nessuno. Non era come me, io sono sempre agitato. Si tornerà a giugno per fare gli esami".

identikit del mostro di firenze 1985VITTIME DEL MOSTRO DI FIRENZE - OMICIDIO DEGLI SCOPETI

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…