ledo gori eugenio giani

LA TOSCANA È CONCIATA MALE - IL PD CONTINUA A FAR FINTA DI NIENTE A UN MESE DALLO SCOPPIO DELLO SCANDALO DEGLI SCARTI TOSSICI INTERRATI DALLE CONCERIE IN TOSCANA - IL PRESIDENTE DELLA REGIONE GIANI CONTINUA CON LA FAVOLETTA DELL'ECONOMIA CIRCOLARE, ALLA QUALE NON CREDE PIÙ NESSUNO. MA IGNORA IL FATTO CHE LA 'NDRANGHETA È STATA SOLO L'ESECUTORE MATERIALE, IL MANDANTE È L'INDUSTRIA TOSCANA - LA VERITÀ È CHE QUESTA STORIA RISCHIA DI AZZERARE I VERTICI DEL PD IN UNA DELLE ULTIME ROCCAFORTI ROSSE RIMASTE…

Fabrizio Boschi per "il Giornale"

giulia deidda 1

 

Il Pd fa finta di nulla. A un mese dallo scoppio dello scandalo a seguito dell' inchiesta sui fanghi di scarto delle concerie in Toscana, tutti sono ancora al loro posto come se l' affare non li riguardasse.

 

La sindaca di Santa Croce sull' Arno (Pisa) Giulia Deidda (Pd), grande regista di tutta la faccenda, da un mese tace e non ci pensa nemmeno a dimettersi. Si è sempre rifiutata di commentare l' inchiesta che la vede indagata con l' accusa di associazione a delinquere per presunti reati di traffico di rifiuti e inquinamento relativi allo smaltimento di scarti tossici interrati illegalmente in varie zone della Toscana.

 

ledo gori 2

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che proprio ieri era in visita nel Comprensorio del Cuoio a fare quello che gli riesce meglio, inaugurare l' hub vaccinale di Fucecchio, fa finta di nulla e s' impicca alle travi delle sue stesse contraddizioni. Parla di un' industria sana aggredita dalla 'ndrangheta. Continua con la favoletta dell' economia circolare, alla quale non crede più nessuno.

 

Ma ignora il fatto che la 'ndrangheta è stata solo l' esecutore materiale, il mandante è l' industria toscana. E il Pd è rimasto lì, a fare il palo.

 

E che dire del suo capo di gabinetto Ledo Gori, indagato con l' accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d' ufficio, accusato di aver favorito i conciari in cambio di pressioni su Giani per riconfermarlo? Secondo i pm è stato l' anello di congiunzione tra il sistema criminale gestito dagli imprenditori del comparto conciario in odore di mafia e la politica. Giani afferma che la riconferma è stata una sua libera scelta.

eugenio giani by emiliano carli

 

E allora perché lo ha prima sospeso e poi licenziato con decreto del 30 aprile «valutato il danno all' immagine derivante all' amministrazione regionale in ragione della gravità dei fatti contestati»?

 

La verità è che questa brutta storia rischia di azzerare i vertici del Pd, soprattutto in Toscana, che resta una delle poche roccaforti della sinistra ancora in piedi in Italia. E di sicuro mette in cattiva luce l' amministrazione del pisano Enrico Letta, alla guida del partito da appena due mesi.

 

A stare con il fiato sul collo del Pd da settimane è addirittura il Domani, un giornale non certo di destra, di proprietà di Carlo De Benedetti, che un giorno sì e l' altro pure fa le pulci ai compagni di merende, tirando fuori carte ed intercettazioni.

depuratore aquarn o

 

Pubblica gli stralci di alcune telefonate tra la Deidda e il presidente del Consorzio Aquarno, Lorenzo Mancini, che dimostrano come i politici erano a conoscenza dei pericolosi veleni fin dal luglio 2018.

 

ledo gori 1

«È vent' anni che lo fanno e nessuno ha mai detto nulla...», dice Mancini. Ieri un editoriale sull'«ostinato silenzio» del Pd, «incomprensibile» e «giustificato con l' ipocrita formula che mescola a sproposito il garantismo e il rispetto per il lavoro della magistratura». La notizia, infatti, è accertata dai fatti, si tratta di cose note a tutti da 20 anni, non nei reati ipotizzati. Il triangolo perverso tra industria, ambiente e politica è già dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio. Non c' è bisogno di attendere gli esiti dell' inchiesta per sapere che da anni sono in pericolo la salute dei toscani e i posti di lavoro nelle concerie.

 

Uno scandalo che investe in pieno il Pd nella sua terra d' origine, il quale è stato a guardare inerme mentre si spargevano illegalmente veleni per la regione con la scusa di salvare seimila posti di lavoro e, soprattutto, 2,5 miliardi di fatturato. Ciò non sarebbe potuto accadere senza la distrazione degli amministratori di Comuni, Province e Regione. Ma il Pd finge di non sentire.

giulia deidda 2ledo gori 1

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